Aveva i nomi in punta di inchiostro

E chinò il capo nel giallo sfuocato
d'iridescenza fioca e spinse penna
sul bianco spento di un foglio trovato
bucando il tempo con storie di ieri

Aveva i nomi in punta di inchiostro
anche un profilo gentile di donna
sapeva arredi e due quadri da osare
e forse anche una frase in risposta

ma lui non c'era tra mura di carta
mentre il passato attutiva le voci
alzava sguardo perplesso, la storia,
trovando rughe da tabula rasa

"Perché una volta", si disse, "vivevo
e con i piedi speravo gli incroci
avevo il fuoco dei tanti domani
spostando gli oggi del tirare somme"

Rialzò la testa da bianca sconfitta
forse anche spenta ma vergine e intonsa
nemmeno quello era il giusto momento
per rivedere gli amori traslati

Rimise in tasca il sorriso rubato
rassicurò il personaggio più forte
è sempre eterna in copione la speme
e una risata d'amaro lo uccise.
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08-01-2014 Redazione Oceano Si snoda fluida, musicale, mentre evoca immagini nette alla luce fioca dei ricordi e dei rimandi: Il foglio resta amaramente bianco, in tasca brilla ancora il sorriso.

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Pubblicata il 24-12-2013

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