Sogni

Ho sputato sulle ossa di mille cuccioli macellati,
ignorando quali animali erano stati un tempo.
Ci cibiamo d’innocenti, risparmiamo altri.
Davvero più dei morti hanno meritato la nostra pietà?
La falsa misericordia non m’impedisce di vomitare,
ché le promesse volano coi rutti.
I chiodi delle nostre barricate abbandonano le travi
e ci troviamo nudi.
Sopra la mia culla suonavano mille topolini impiccati:
il mio tenero e amorevole carillon.
Li vedo che ancora girano sulla mia testa.
Non corde vibranti d’arpa ma forche ombelicali.
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31-05-2015 Redazione Oceano Siamo carnivori indenni di ciò che la natura ha regalato per vibrare della sua bellezza. Di quel respiro interrotto, di quel corpo annientato tuona la lirica, rilasciando a noi l’insano verdetto.

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Pubblicata il 29-05-2015

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