Conforto

Guardo questa ferita
breccia su ciò che la pelle dovrebbe celare
e vedo te 
assistere alla sua nascita.

Gli occhi cadono
su particolari che stringono la morsa
strappando brandelli alla rinfusa.

Mi perdo
nel vuoto che lascio affondare 
nel centro di quello che ero.

Boccheggio
con gli occhi puntati al cielo
Respingo 
le scorciatoie dello stordimento
Assisto 
all’inadeguatezza che m’imbavaglia
E all’assenza
che torna costante negli anni del dolore
come l’unica certezza di morte

Tutto ciò che è scaduto nella forma del passato
lo cerco nelle notti agitate dalle febbri della privazione
E lo ritrovo nel mattino dalle porte chiuse in faccia.

Poi 
con gli stessi occhi affilati dei ricordi
ti vedo 
ridere, camminare, amare.

Ed il mio unico conforto è sapere
che vivi. 
data autore commento (si può commentare solo se si è loggati)
11-06-2015 Redazione Oceano Sono attimi che tranciano la vita dove i ricordi dilaniano e s’attorcigliano come unico conforto senza tempo. I tuoi versi, lancinanti di dolore vivo, cercano le forme del passato reciso. Nella meravigliosa e intensa lirica tutto appare nella sua intensità, unico punto del non ritorno.

Pubblicata il 08-06-2015

Numero visite: 619


Commento dell'autore