Daunia e Puglia tra storia e tradizioni

Folklore e scuola: carnevale sangiovannese

San Giovanni Rotondo, 18 febbraio 2020 Istituto Comprensivo “Dante-Galiani”

Le insegnanti della II E dell’Istituto Comprensivo “Dante-Galiani”, Scuola Primaria, dopo aver preparato un recital stupendo sulla poesia dialettale e in lingua, lo scorso anno, ci hanno presentato il 18 febbraio 2020, un meraviglioso lavoro sul Carnevale tradizionale di San Giovanni Rotondo, uno dei più interessanti della provincia di Foggia. Il lavoro, coordinato dalla maestra Latiano Arcangela, coadiuvata dall’antropologo Angelo Capozzi, ha visto la collaborazione delle insegnanti Scaramuzzi Nunzia, Martino Nunziata, Zelante Giuliana, Gatta Alessandra, Del Popolo Antonietta, De Cicco Francesca.
Notevole l’aiuto dato dai genitori dei bambini. Importante la collaborazione di due ballerini tradizionali, parenti dei bambini, che si sono esibiti anche durante la serata: Squarcella Rosaria e Longo Antonio.

Ospiti d’onore: il Dirigente Scolastico Prof. D’amore Francesco Pio Maria, la Vice Preside Ins. Cavalli Rosa, Ripoli Benito (musicista, organizzatore storico degli spettacoli musicali di folklore sangiovannese), Totta Michele (poeta). Tecnici: Fatone Antonio, Pirro Pietro.

Chi è carnevale? Tra mito e leggenda

Legato al mondo cattolico e cristiano, le sue origini vanno ricercate in epoche molto più remote, quando la religione dominante era quella pagana.

- Era l’Anno Vecchio, che dopo un primo trionfo orgiastico, moriva per lasciare spazio all’Anno Nuovo, anzi era lui stesso a risorgere, giovane.
- Era il sovrano di un mondo materiale, di carne, dove lo spirito e le entità spirituali avevano poca cittadinanza.
- Era un ritorno all’età d’oro di Saturno, quando c’era maggiore armonia nel creato.
- Era la vittima sacrificale, l’animale rappresentante l’inverno, immolato per il bene dell’umanità.
- Era una rappresentazione del Sole, ma nella sua componente oscura, ctonia.

Lo sciarabà, il calesse della Puglia

In uso fino alla prima metà del XX secolo, era il veicolo utilizzato per gli spostamenti

Fino alla prima metà del Novecento il mezzo di locomozione era rappresentato da un carretto trainato dai muli, che si chiamava sciarabà (barroccio, un calesse, carro a due ruote con sedili paralleli, a trazione animale, per trasporto passeggeri e merci minute) e serviva per spostarsi da un paese all’altro sia per andare al mare a Margherita di Savoia sia per frequentare le scuole o a Trinitapoli o a Cerignola o a Barletta. Così scrive Michele De Palo a proposito dei bagnanti, che si recavano a Margherita di Savoia.

Sant’Antonio maschere e suoni

Conosciuto anche come Sant’Antuono, santo particolarmente venerato in passato

Senza nulla togliere al personaggio vero cristiano di Sant’Antonio Abate, le leggende e il folklore in genere ci rimandano ad una operazione d’innesto del suddetto santo cristiano su un’antica radice precristiana. Il grande Alfredo Cattabiani, nel suo “Calendario”, ci propone il probabile contesto di origine: “Il lungo periodo che preludeva alla primavera, ovvero all’antico Capodanno nell’arcaica religione romana, era contrassegnato da cerimonie per purificare gli uomini, gli animali e i campi, e per favorire, propiziando gli dèi, il rinnovamento del cosmo.” (Cattabiani)

Verso il solstizio d’inverno: il Natale

Considerato fin dall'antichità la "porta degli Dei e della luce"

La croce, simbolo centrale del Cristianesimo, con i dovuti distinguo, lo era anche durante il paganesimo. Nel significato precristiano la croce era rapportabile alla rappresentazione dei due solstizi e dei due equinozi, che originavano le stagioni. In tale simbolismo erano racchiusi i significati di morte e rinascita cosmica. I solstizi, gli equinozi, il sole, la luna, i pianeti, le costellazioni che accompagnavano il variare delle stagioni, erano considerati, in un modo o nell’altro, delle divinità. Erano entità divine che influenzavano la vita sulla terra e nel cosmo.

Programmi in tv oggi
guarda tutti i programmi tv suprogrammi-tv.eu
Ascolta la radio
Rassegna stampa