La Filosofia Umanistica Rinascimentale

Con l’Umanesimo l’uomo prende il posto di Dio, in quanto capace di costruire da sé il proprio destino, di dominare la natura e di rendersi protagonista della storia senza dover ricorrere all’intercessione divina

Il celebre disegno di Leonardo da Vinci “L’uomo vitruviano” che rappresenta la perfezione dell’uomo inscritto in un cerchio e in un quadrato, è sovente utilizzato come icona dell’umanesimo.








Dopo il lunghissimo periodo medievale durante il quale la filosofia si basava sulla Scolastica, la vita culturale si svolgeva nelle Scholae, l’uomo aveva perso il suo valore e la sua importanza, e anche la natura era considerata come secondaria, si ebbe, nel 1400, un vasto movimento culturale denominato Umanesimo.
Questo movimento, incentrato sulla riscoperta dei classici e sulla rivendicazione della centralità dell’uomo, continuò anche nel 1500 ed assunse il nome di Rinascimento.

Con l’Umanesimo si ebbe una rivalutazione dell’uomo e della sua attività intellettuale. La vita culturale si sviluppò nelle Corti, grazie al mecenatismo dei Signori. Altro ambiente in cui gli uomini di cultura si incontravano furono le Accademie che si ispiravano all’antica Accademia platonica. Diffusissimo fu lo studio della Filosofia e delle Scienze. In campo filosofico il Rinascimento privilegiò lo studio della natura. Si sviluppò una corrente di pensiero che prese il nome di Naturalismo rinascimentale. I maggiori esponenti di questa corrente furono Bernardino Telesio (1509-1588), Giordano Bruno (1548-1600) e Tommaso Campanella (1568-1639). Con i termini Umanesimo e Rinascimento si vuole praticamente indicare quel vasto movimento culturale che si manifestò in ogni campo: nelle scienze, in medicina, in letteratura; in politica Machiavelli (1469-1527) sosteneva la separazione della Filosofia dalla morale (Il fine giustifica i mezzi).

Si riscoprì la civiltà classica, che non fu solo un ritorno erudito al passato, ma il punto di partenza per un nuovo modello di cultura in cui l’uomo occupava il posto centrale, in contrapposizione al mondo medievale dominato dalla preoccupazione per l’altro mondo, quello divino. L’uomo diventa faber fortunae sue. I suoi interessi sono praticamente più economici, più pratici e dinamici, e non più metafisico-religiosi.
Si passò da una prospettiva teocentrica (Dio al centro) ad una prospettiva antropocentrica (l’uomo al centro). Ciò non vuol dire che fu eliminata la figura di Dio; l’Umanesimo e il Rinascimento furono periodi profondamente cristiani.
A Firenze sorse l’Accademia platonica diretta da Marsilio Ficino (1433-1499) e finanziata dai Medici. Si riscoprivano e si traducevano i testi classici, soprattutto di Platone e di Aristotele. Firenze divenne il centro propulsore delle traduzioni di Platone. A Padova nacque, invece, una scuola di aristotelici. Tra gli esponenti dell’Umanesimo e del Rinascimento, oltre ai citati Marsilio Ficino, Bernardino Telesio e Tommaso Campanella, ricordiamo Niccolò Cusano, Erasmo da Rotterdam e Martin Lutero.

Posted

15 Jun 2020

Storia e Filosofia

Pasquale Panella



Foto dal web





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