Emanuele Severino: Il filosofo dell’ “eterno” che studiò il destino

Maestro del pensiero, è stato uno dei più grandi pensatori italiani, artefice di un sistema centrato su un Essere unico e immutabile come la verità

Il 17 gennaio dello scorso anno moriva a Brescia, sua città natale, il filosofo e accademico italiano Emanuele Severino, ritenuto uno dei maggiori e più importanti pensatori contemporanei; era nato il 26 febbraio del 1929. Per oltre un decennio è stato ordinario di filosofia teoretica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. In seguito alla pubblicazione del suo saggio Ritornare a Parmenide, che suscitò grande dibattito nel mondo accademico, cadde in conflitto con la Chiesa Cattolica e il Santo Uffizio lo allontanò dall’Università perché La dottrina filosofica di Severino non è conciliabile con alcuna verità della Fede cattolica.

Nelle sue opere fa spesso riferimento a filosofi antichi come Parmenide, Eraclito, Aristotele. Il tema principale del suo pensiero è il concetto di ESSERE e la contraddizione o meno tra essere e non-essere o divenire. Il tema dell’essere è stato trattato nel corso della storia della filosofia sin dai filosofi antichi.
Parmenide di Elea (520-440 a.C.) affermava l’esistenza di un “Essere” unico, eterno e immutabile; il suo divenireè soltanto una illusione senza alcuna verità. Negava la realtà del non-essere.

Emanuele Severino
Grande esponente della metafisica in Italia, a lungo in cattedra di Filosofia Teoretica alla Cattolica di Milano e alla Ca’ Foscari di Venezia



Parmenide di Elea (520-440 a.C.) affermava l’esistenza di un “Essere” unico, eterno e immutabile; il suo divenireè soltanto una illusione senza alcuna verità. Negava la realtà del non-essere.
Per il filosofo Eraclito (540-480 a.C.), invece, tutto è in movimento perenne, ogni cosa è soggetta al tempo e alla trasformazione: pánta rhêi, tutto scorre; per Eraclito, dunque, sia il non-essere che il molteplice sono presenti e generano il divenire; fu perciò definito il filosofo del divenire.




Severino, rifacendosi a Parmenide, nega l’esistenza del divenire ed afferma che tutto è eterno; “ogni essere è eterno”; “eterni sono ogni nostro sentimento e pensiero”; nel mondo non vi è il divenire; il mondo stesso è eterno e non è necessario far riferimento a un ente eterno e trascendente. Per queste sue considerazioni fu allontanato dalla Cattolica di Milano.
Con Severino si è avuto un ritorno alla filosofia dell’ESSERE che nega il concetto del divenire; è stato definito il fondatore di un neoparmenidismo. Delle numerose sue opere, molte delle quali tradotte in diverse lingue, ricordiamo Ritornare a Parmenide, Essenza del nichilismo, Dialogo su etica e scienza, Gli abitatori del tempo, Le radici della violenza, Cristianesimo, marxismo, tecnica, Pensieri sul Cristianesimo, La filosofia moderna, La filosofia contemporanea, La filosofia futura.

Posted

15 Feb 2021

Storia e Filosofia

Pasquale Panella



Foto dal web





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