Il primo sms della storia e il primo segnale radio transoceanico

Due scoperte che hanno rivoluzionato il mondo

La comunicazione, ormai, si è imposta come una necessità inalienabile della nostra epoca, sia nel campo del lavoro che nell’impiego del tempo libero. La tecnologia asseconda questa esigenza, evolvendosi e aggiornandosi senza soluzione di continuità, proponendo prodotti che aiutano a relazionarci sempre meglio e sempre più rapidamente.




Sembrano davvero molto lontani i tempi in cui Marshall McLuhan, studioso delle comunicazioni di massa, nei primi anni sessanta agli albori del passaggio dall’era della meccanica a quella elettronica, introdusse il concetto di “villaggio globale”.
Il sociologo canadese aveva cominciato a intravedere una rivoluzione sociale e antropologica come inevitabile conseguenza del progredire della tecnologia, senza immaginare che la rivoluzione, benché graduale, avrebbe registrato sviluppi giganteschi e si sarebbe affermata nel giro di pochi decenni.
La riflessione appena riportata è stata sollecitata dalla felice coincidenza di due anniversari che celebrano l’avvento della comunicazione moderna e che si compiono nel mese di dicembre, seppure con data di nascita in anni differenti.

Era il 3 dicembre del 1992 allorché dal computer di Neil Papworth, ingegnere inglese ventiduenne della Vodafone, partiva quello che è ritenuto il primo sms (short message service) della storia: era indirizzato al telefono cellulare di un collega e riportava uno scarno testo augurale per il prossimo Natale: Merry Christmas. Parliamo, evidentemente, dei primi prototipi di cellulari, connotati da una tecnologia primitiva rispetto a quella attuale e di dimensioni imbarazzanti rispetto agli agili e stilizzati modelli nella nostra disponibilità di oggi. Per puntualità di cronaca ricordiamo che il primo sms da cellulare a cellulare, invece, è stato inviato soltanto qualche mese dopo dall’ingegnere finlandese della Nokia Riku Pinkonen.


Il primo SMS della storia è stato inviato dall'ingegnere britannico Neil Papworth il 3 dicembre 1992 da un computer a un cellulare sulla rete GSM Vodafone: il testo del messaggio era "Merry Christmas"




A Papworth va il riconoscimento di aver aperto uno scenario capace di innescare un fenomeno di massa perfezionatosi in pochissimi anni, ponendo le basi per una successiva evoluzione che ha portato ai moderni, frequentatissimi social media. Il pionierismo degli sms è rimasto quasi soltanto un dato storico, superato nel suo utilizzo da prodotti enormemente innovativi: dal ruolo di “servizio di messaggi” sono stati ridimensionati a quello di “messaggi di servizio”. Al tecnico inglese rimane, tuttavia, l’indiscutibile vanto di aver fatto da apripista per uno scenario tecnologico straordinario che promette di espandersi ulteriormente, offrendo soluzioni e potenzialità possibili e ancora inesplorate.

Era, invece, il 12 dicembre 1901 – esattamente 120 anni fa – allorché un giovane, Guglielmo Marconi, si rendeva protagonista dell’invio del primo segnale radio transoceanico, ispirandosi agli studi sulle onde elettromagnetiche del fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz che, a sua volta, si era avvalso delle ipotesi avanzate dallo scozzese James Clerk Maxwell.

Gulielmo Marconi, Premio Nobel per la fisica nel 1909 «in riconoscimento del suo contributo allo sviluppo della telegrafia senza fili»

L’inventore bolognese, dopo aver predisposto l’apparecchiatura necessaria nella località di Poldhu, in Cornovaglia, da dove sarebbe partito il segnale, si era recato dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, sulla collina di St. John di Terranova, a 3.000 chilometri di distanza, per poterlo personalmente ascoltare attraverso un rudimentale apparecchio radio ricevente. Si trattava di tre brevi segnali, la lettera “s” dell’alfabeto Morse, cui va attribuito il merito di avere rivoluzionato la storia delle telecomunicazioni: basti pensare ai mezzi di cui oggi disponiamo, quale “normale” evoluzione di quell’esperimento, e quanta parte la radio e il successivo irrompere della televisione (informazioni, conoscenze, intrattenimento, cinema, teatro, scuola, bollettini di servizio, ecc.) abbiano avuto nella crescita culturale dei popoli e nella trasformazione delle abitudini e dei costumi.


A Guglielmo Marconi, che con la sua proverbiale modestia si era autodefinito un “dilettante” della scienza, venne attribuito il Premio Nobel nel 1909. Per testimoniare concretamente l’importanza della sua invenzione, ricordiamo soltanto l’affondamento del transatlantico Titanic, nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, allorché i superstiti del tragico naufragio potettero salvarsi grazie agli “sos” lanciati dal “suo” telegrafo senza fili.
Archeologia della comunicazione, potremmo dire – con riferimento sia agli sms che alle onde radio di Marconi – ma anche la dimostrazione di quanto la tecnologia e i suoi continui progressi abbiano condizionato (non sempre positivamente, occorre precisare…) i comportamenti della società. Come spesso accade, e vale per tutte le scoperte o le invenzioni di ogni era della storia dell’umanità, l’impiego che se ne fa è affidato all’intelligenza e al buon senso degli uomini.

Posted

08 Dec 2021

Storia e cultura

Duilio Paiano



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