Victor Hugo, lo scrittore ribelle in nome dell'umanità

Scrittore, poeta, drammaturgo e politico francese, considerato il padre del Romanticismo in Francia. Si cimentò in numerosi campi, divenendo noto anche come saggista, aforista, artista visivo, statista e attivista per i diritti umani

Victor Marie Hugo nasce nel 1802 a Besançon nell’est della Francia. Inizia gli studi tecnici presso il Politecnico, ma ben presto li abbandona per dedicarsi alla letteratura. È a questo periodo che risalgono i suoi primi componimenti, prevalentemente odi e poesie, di intonazione monarchica e cattolica. Nel 1819, in collaborazione con i suoi fratelli, fonda il foglio Il conservatore letterario, un diario su cui pubblica la sua poesia e il lavoro dei suoi amici. Contemporaneamente inizia a frequentare il Cenacolo di Charles Nodier, culla del Romanticismo.






Nel 1822 sposa Adèle Foucher, dalla quale avrà cinque figli. Da questo momento in poi la sua attività letteraria suscita grandi consensi in tutta Europa. Nel 1827 mette in scena il dramma storico Cromwell, la cui prefazione è considerata il manifesto delle nuove teorie romantiche e nel 1830 inscena Hernani, con il quale Hugo si afferma come il caposcuola del Romanticismo francese.

Gli scritti si susseguono numerosi: opere drammatiche come Lucrezia Borgia, Maria Tudor, numerose raccolte di poesie e il romanzo Notre-Dame de Paris (Il gobbo di Notre Dame) . Ambientato nel periodo medievale, il romanzo presenta una dura critica alla società. È il lavoro più celebre che gli apre la strada alla successiva scrittura politica.

Nel 1841 Hugo diventa membro dell’Accademia Francese. La morte della figlia nel 1843 e l’insuccesso della rappresentazione I Burgravi nel 1845, rappresentarono per lo scrittore una battuta di arresto della sua prolifica produzione; colpito da una grave depressione, si allontana dalla scrittura per diversi anni.

Nel 1848 entra a far parte dell’Assemblea Costituente, dopo essere stato nominato Pari di Francia da Luigi Filippo d’Orléans, un ruolo che lo mette apertamente in contrasto con Napoleone Bonaparte, salito al potere come Napoleone III in seguito ad un colpo di stato nel 1851 che segnò per lui l’inizio dell’esilio. Sono questi anni fecondi e prolifici per la sua produzione letteraria; per lo più satire di carattere politico e romanzi, tra i quali I miserabili (una delle opere più note della letteratura del XIX secolo), I lavoratori del mare e L’uomo che ride.
Dopo la caduta di Napoleone e l’instaurazione della Terza Repubblica, ritorna in Francia nel 1870, acclamato dalla folla, riprendendo gli incontri letterari e la sua produzione di opere.






Colpito da congestione cerebrale nel 1878, muore nel 1885 a Parigi, senza aver mai smesso di scrivere. La sua salma viene collocata presso il Pantheon di Parigi, dopo essere stata lasciata una notte sotto l’Arco di Trionfo dei Campi Elisi con la veglia di dodici poeti.

Nei suoi scritti Hugo si distacca dai modelli malinconici e solitari tipici della poetica di quel tempo. Nonostante la sua vita sia stata segnata da eventi tragici, egli ha saputo sfruttare quanto accaduto per cogliere ed analizzare le sfumature dell’animo umano.
I suoi romanzi sono prevalentemente di genere storico, in cui però riesce a far emergere sempre una certa attualità. Hugo infatti, è un poeta impegnato nella battaglia culturale e civile, che si esplica come denuncia nei confronti di istituzioni legislative come la pena di morte. Molto attento ai temi sociali, prende posizione contro il lavoro minorile, è a favore dei diritti delle donne e dell’assistenza pubblica ai poveri.

Posted

01 Feb 2022

Storia e cultura

Massimo Massa



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