La filosofia cristiana e la “verità rivelata”

La Patristica con Sant’Agostino e la Scolastica con San Tommaso d’Aquino

Con l’avvento del Cristianesimo accanto alla filosofia greca, ebbe origine una nuova corrente filosofica, detta filosofia cristiana. Tutta la filosofia greca era fondata sulla ricerca della verità; in essa non vi era il concetto di creazione. Il cristianesimo introdusse elementi del tutto nuovi rispetto alla riflessione filosofica greca sostenendo, tra l’altro. che esistono verità alle quali si accede attraverso la fede, la quale supera per importanza i limiti dell’intelletto per quanto riguarda la salvezza dell’uomo.




San Tommaso d’Aquino (1255-1274)

Altro aspetto fondamentale del cristianesimo è il rapporto di dipendenza che c’è tra la sua dottrina e la vita dei fedeli. Nei primi concili (secc. IV-V), le comunità cristiane sono impegnate nella definizione dei dogmi, verità che ogni fedele deve accettare; essi riguardano il rapporto tra Padre, Figlio e Spirito Santo (la Trinità), la natura divina e umana di Gesù, i Sacramenti del Battesimo e dell’Eucarestia. Altre questioni di riflessione cristiana sono la salvezza, il male, il peccato, la libertà, la volontà, l’eternità, la creazione, ecc. Altra grande discussione, che diventerà il tema centrale della filosofia medioevale, è il rapporto tra fede e ragione.

I filosofi greci consideravano il mondo e la natura come esistenti da sempre. La filosofia cristiana, al contrario, parte da una “verità rivelata”. Una volta accettata tale verità nasce il desiderio di avvicinarsi ad essa e comprenderla e quindi riparte la ricerca. Sarà compito della filosofia cristiana trovare la via migliore attraverso la quale gli uomini possono giungere a comprendere e far propria la rivelazione cristiana. La filosofia cristiana dominò in Occidente dalla fine del V sec. d.C., da quando cioè iniziò il declino della filosofia greca a causa di quei mutamenti socio-culturali che si ebbero in seguito alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.). L’evento, che segnò l’inizio del tramonto della filosofia greca, fu la chiusura della scuola neoplatonica di Atene (529 d.C.) da parte dell’imperatore d’Oriente, Giustiniano, fervente seguace del cristianesimo.




Sant’Agostino (354-430)

La filosofia cristiana si divide in due periodi: la Patristica e la Scolastica.
La Patristica, la cui figura principale fu Sant’Agostino (354-430), è così chiamata perché i principali scrittori cristiani che studiarono i dogmi della nuova religione furono definiti Padri della Chiesa. Scopo della filosofia patristica era di definire gli articoli di fede che ogni cristiano deve accettare e difendere il cristianesimo dalle eresie.
La Scolastica, il cui principale esponente fu San Tommaso d’Aquino (1255-1274), indica esattamente la filosofia cristiana del Medioevo; è detta “filosofia scolastica” perché inizialmente le lezioni erano tenute nelle “Scholae” del chiostro, vescovadi e abbazie. Problema dominante della filosofia scolastica, fu il rapporto tra l’uomo e Dio, ma affrontò anche problematiche filosofiche specifiche, tra queste, oltre al rapporto fra fede e ragione, le prove dell’esistenza di Dio.

Posted

13 Feb 2020

Storia e Filosofia

Pasquale Panella



Foto dal web





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