Gustave Eiffel, l'ingegnere di ferro

Le sue opere, di immenso valore, sono le più conosciuti al mondo, dalla Statua della Libertà alla Torre che porta il suo nome

Gustave Alexandre Eiffel nacque il 15 dicembre 1832 a Digione, in una famiglia borghese di origine tedesca di nome Bönnickhausen trasferitasi in Francia nel XVII secolo.
Il nonno, ritenendo il proprio cognome difficilmente pronunciabile dai francesi, aggiunse il nome Eiffel, prendendo spunto dal suo luogo nativo situato nella regione tedesca dell’Eifel. Gustave cambiò ufficialmente il suo nome nel 1879.
Seguì gli studi di ingegneria chimica all’école des Arts et Métiers.
A lui si deve la progettazione e realizzazione di alcune delle meraviglie più straordinarie mai realizzate, simboli per eccellenza della democrazia e della libertà: la torre Eiffel e la Statua della Libertà, scaturiti entrambi dalla sua mente geniale.

I PRIMI PASSI
Iniziò la sua attività in diverse imprese di costruzione e poi come consulente.
Verso la metà del secolo cominciò a occuparsi di costruzioni in ferro, in relazione alle problematiche che derivavano dalla costruzione delle nuove ferrovie. Dal 1858 diresse i cantieri della compagnia di Bordeaux e realizzo, a soli ventisei anni, il Ponte Saint-Jean sulla Garonna a Levallois-Perret, (noto come la passerelle), un’impresa che valse a Eiffel una prima notorietà nel campo delle costruzioni metalliche.

LA NOTORIETÀ MONDIALE
Nel 1867 costituì una propria azienda per la costruzione di laminati in acciaio diventando presto un tecnico di fama internazionale nell’impiego di questo materiale. Nel giro di poco tempo l’impresa ottenne importanti commesse per viadotti ed edifici a struttura metallica in tutto il mondo.
Nel 1876 costruì a Parigi il primo edificio in ferro e vetro, il Magazin au Bon Marché, situato in rue de Sèvres, e l’anno successivo il primo dei suoi grandi ponti in ferro: il ponte Maria Pia sul fiume Duero a Oporto, in Portogallo.
Tra il 1880 e il 1884 progettò e realizzò il viadotto di Garabit sulla Truier in Francia, all’epoca, il più alto del mondo, opera di straordinaria concezione che mise in luce tutte le sue potenzialità grazie al suo lavoro con il quale univa un’impareggiabile esecuzione a un design armonioso.

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LA STATUA DELLA LIBERTÀ
Giunto a notorietà mondiale, Eiffel fu chiamato a progettare l’intelaiatura in ferro della Statua della Libertà, opera di Frédéric Auguste Bartholdi, che fu donata alla città di New York in occasione del centenario dell’indipendenza.
L’idea di una statua celebrativa, prese piede nel 1865, come monumento simbolo dell’amicizia Franco-Americana. Bartholdi affidò a Eiffel il compito di progettare il supporto interno e le intelaiature.
Dopo le difficoltà dovute alla non facile costruzione, il 4 luglio 1884 l’Unione Franco-Americana tenne una cerimonia per la presentazione del monumento. Poi la statua venne smontata, i pezzi imballati e inviati via mare negli States, dove giunse all’Isola della Libertà il 19 giugno 1885.

LA TORRE EIFFEL
Subito dopo Eiffel diede fondo alla sua genialità iniziando la costruzione della Torre Eiffel, a Parigi, che venne terminata il 15 maggio 1889 in occasione dei festeggiamenti del centenario della Rivoluzione Francese.
L’imponente torre, espressione completa di un’impostazione tecnica tesa a ottenere contemporaneamente alte qualità di flessibilità e resistenza con un minimo peso, con le sue 7.300 tonnellate di ferro in 18.000 pezzi tenuti insieme da 2.500.000 bulloni, raggiungeva, all’epoca, un’altezza di 312,27 metri. Dimensioni colossali che rappresentano una delle sfide ingegneristiche più ardue mai realizzate.
Dal 1985, la Torre Eiffel è stata poi dotata di una splendida illuminazione, realizzata con lampade al sodio, che contribuisce a rendere tutt’ora quello scorcio di Parigi un paesaggio di rara suggestione.

GLI ULTIMI ANNI
Dopo il 1900 Eiffel si occupò di aerodinamica portando a compimento le sue ricerche con la costruzione della prima “Galleria a vento".
Morì a Parigi il 28 dicembre 1923, alla veneranda età di novantuno anni.

Posted

27 Nov 2022

Storia e cultura

Massimo Massa



Foto dal web





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