Vittorio Saltarelli

Petri senza tempu: Poesie in lingua Siciliana di Nino Barone

Terza raccolta di poesie per Nino Barone che si presenta ai suoi lettori con un nuovo look. Liriche dal verso libero dai profondi contenuti sentimentali e sociali, pregne di termini siciliani desueti, ai quali l'autore ricorre per non disperdere il ricchissimo patrimonio linguistico isolano

La lingua di un popolo rappresenta le sue tradizioni, la sua storia e quella del popolo siciliano non poteva che produrre nei secoli un lessico ricco e vario, un dialetto dal linguaggio schietto, originale e verace che trova riscontro nell’uso quotidiano e popolare della comunicazione.
Con Petri senza tempu la poesia di Barone si colloca, a giusto titolo, nel filone della tradizione letteraria popolare siciliana.
Tralasciando il commento tecnico alla dotta, appassionata ed esaustiva prefazione del prof. Scalabrino al libro di Nino Barone, cercherò di esprimere il mio pensiero da semplice lettori appassionato della lingua siciliana.

Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per F.G. Lorca

Una plaquette composta di undici liriche per ricordare Federico García Lorca, non solo un recitativo dell’assenza come da sottotitolo, ma anche dell’immortalità

Non è facile né agevole scrivere qualcosa di perfettamente aderente e giustamente commensurata alla qualità di quest’opera cercando di commentarla nella sua esatta dimensione. È chiaro, come ha scritto con competenza il professore Nazario Pardini nella sua dotta prefazione, che si tratta di una elegia, un componimento letterario improntato a motivi di confessione autobiografica, di delicata mestizia e di forti sentimenti, indipendentemente dalla forma, la quale tuttavia si determina tradizionalmente nel così detto distico elegiaco.

Erice: la perla di Sicilia

Tra mito e storia: uno dei borghi medioevali più belli e suggestivi d’Italia

A nord della Sicilia occidentale, in osmosi con Trapani, si erge “U Munti”. Così è chiamata dai trapanesi la montagna di Erice, citata sin dal tempo dei Normanni come Monte San Giuliano per il leggendario intervento del Santo quando gli arabi furono cacciati dalla città.
Ad Erice, come tornò a chiamarsi nel 1936, gli vennero riconosciute ed acclarate le sue origini sicane ed elime, come quelle di Segesta, Entella e Longuro (sul Monte Bonifato).

La terra: salviamo il nostro pianeta

Sfruttamento insostenibile delle risorse, agricoltura intensiva, deforestazione incontrollata, disastri ecologici e nucleari mettono quotidianamente in pericolo la sopravvivenza delle generazioni future

A partire dal XIII secolo, con questo termine, viene denominato il corpo celeste sul quale vivono gli uomini, l’orbe terracqueo dalla veneranda età di 4,6 miliardi di anni, come da rilevazioni cosmogoniche confermate dal metodo di datazione dei minerali di piombo esteso alle meteoriti.

Programmi in tv oggi
guarda tutti i programmi tv suprogrammi-tv.eu
Ascolta la radio
Rassegna stampa