Vittorio Saltarelli

La lingua di KOINÈ Saggio linguistico di N. Barone

La manifestazione culturale, patrocinata dal Comune di Buseto Palizzolo, è stata organizzata dal coordinatore responsabile del settore culturale dell’Associazione di Lettere, Arti e Sport Jo’ e poeta A.Criscenti

Mercoledì 6 marzo 2019, presso l’Aula Magna della Biblioteca Comunale di Buseto Palizzolo (TP), ho avuto l’onore di presentare l’ultimo libro del poeta trapanese Nino Barone, un saggio linguistico intitolato La Lingua di KOINÈ, Appunti di scrittura e parlata siciliana.
Intanto spieghiamo il significato KOINÈ che ai più sembrerà un termine quanto meno misterioso. Si tratta in realtà di un aggettivo della lingua greca che vuol dire: “comune”, quindi la Lingua comune, cioè la lingua di tutti, ma al tempo stesso anche di un territorio circoscritto, le cui persone deputate ad utilizzare al meglio la lingua, sono poeti, scrittori e attori, di teatro e del cinema.


L’Altra Elena di Simona Martorana

È la guerra di Troia da un punto di vista diverso dal solito, narrata dalla voce potente ed evocativa, della ninfa Enone, figlia del dio fluviale Cebreno, che si innamora di Paride pur sapendo che le porterà solo dolore

Leggere questo libro induce a due importanti considerazioni letterarie e culturali; la prima, evidentissima, certifica che l’autore è una donna, per la delicatezza dell’esposizione letteraria inconfondibile all’occhio attento del critico esperto; la seconda, trattandosi di una tragedia storica, epica e mitologica, esercita una sicura attrazione verso i cultori di un’educazione umanistica e classica.
Questa branca del sapere, nella quale sono cresciuto, educato ed istruito e della quale ne vado fiero, indirizza ad una vita sociale colta ed orientata, verso principi morali e umani al di sopra del comune sentire: onestà, buon senso e propensione naturale a sentimenti come magnanimità, lealtà, generosità e rispetto verso il prossimo.

Lettera aperta ai giovani della mia città

Le nostre radici affondano nella nostra terra, nella nostra storia, nella nostra cultura e nelle nostre tradizioni… cercate di difenderle sempre e di andarne fieri

Cari ragazzi,

nel riferirsi ad un libro qualcuno ha detto: È la porta di un mondo che si apre, un invito a restare, a fermarsi in compagnia di una storia, dei suoi personaggi. A volte, un’esplosione di passioni e sentimenti e di eventi drammatici o felici. È infine, una traccia che ci portiamo dentro e che può anche cambiarci la vita.

Quell’incontro con Padre Pio

Ci sono eventi nella vita di ciascuno che rimangono per sempre come pietre miliari della propria esistenza

... e il ricordo di questi eventi è talmente vivido e presente che non può essere dimenticato. Con questi crismi e queste caratteristiche esclusive è connotata l’esperienza personale dell’incontro che Sara e Marco hanno avuta con il Santo nel lontano 1964, subito dopo il loro matrimonio, il cui excursus pre matrimoniale era stato molto lungo e tormentato. Si erano conosciuti dieci anni prima quando avevano appena quindici anni, il loro era stato un amore sbocciato per caso durante un’estate magnifica e nel corso di una stagione balneare di ampio respiro.
Sara doveva iniziare la frequenza al primo anno di Magistrale e Marco si apprestava a frequentare il I Liceo Classico, seppure ancora molto giovani avevano già nello spirito e nell’intelletto il germoglio avanzato di una maturità adulta. I loro sentimenti e la loro conoscenza iniziati quasi per gioco e per una curiosità personale, erano cresciuti di pari passo in un crescendo veloce e deciso. Si erano giurati eterno amore ma, non sapevano quello che li attendeva nel prosieguo della loro esistenza, per i contrasti e le difficoltà di vario genere che li avrebbero accompagnati.

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