Manola Placa

Cibo e vino, un abbraccio di intenso erotismo

Pensieri e riflessioni sulla passionalità del gusto a firma di Manola Placa, e teorica del linguaggio tra le più apprezzate e originali, che ci fa comprendere come i piaceri del palato e quelli dell’amore condividono la porta d’ingresso, la bocca, per mangiare, sussurrare parole dolci e anche per baciare

Il vino come arma perfetta di seduzione. Esperienza sorprendentemente audace e sensuale. Un potere seduttivo dalle proprietà afrodisiache. Un nettare avvolgente per accendere passioni ed escalation di emozioni. Calore e aroma per riempire sensi e palati. La giusta atmosfera, le bollicine e l’effervescenza del gusto per rompere il ghiaccio. Un “corpo” che attrae dalle note penetranti, spinta verso un’altra dimensione e quelle caratteristiche che colpiscono al primo sorso. Assaggi che inebriano, due calici ed una bottiglia per ritrovarsi in un filo sottile con la voglia di conoscersi e sfiorarsi. Lasciarsi andare ad un sentore di passione.
Una sfera profonda ed erotica che risvegli istinti irrefrenabili. Sedurre lentamente lasciando senza parole ogni minimo dubbio.

L’erotismo a tavola. Sedurre e comunicare con il cibo

Un breve saggio sulla passionalità del gusto. I piaceri del palato e quelli dell’amore condividono la porta d’ingresso, la bocca, per mangiare e anche per baciare. L’atto di mangiare, come l’atto sessuale, è l’atto di assimilazione e di riunificazione per eccellenza

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Sensazioni che attraversano il piacere, il senso di viva soddisfazione e appagamento. Godimento e esaltazione. Dolcezza e gusto. Il piacere come filo diretto tra l’esperienza dell’Io corporeo e l’eccitamento sensoriale. Mangiare, assaporare, comunicare, entrare in profondità e osservare da punti di vista differenti. I piaceri del palato incontrano i piaceri dell’amore. Un vincolo sentimentale tra erotismo e pietanze. Armonie di forme e colori che nutrono gli occhi e l’anima eccitando fantasie creative prima di tentare le labbra.
Il piacere sensoriale

Un orgasmo di sapori: un connubio tra gusti, profumi e creatività. L’emozione nel piatto in un banchetto sensoriale pronto ad accostarsi in un gioco di preliminari ancor prima di assaggiarlo. Percezioni olfattive che ci invitano ad informarci sulla bontà del cibo e l’interminabile persistenza del suo fascino. Ogni singolo boccone in bocca crea un legame tra nutrimento ed emozione valutandone ogni singolo aspetto in modo consapevole. Ecco che la cucina sposa il piacere: dalla rugosità della pasta al risvegliare dei sensi, dall’olfatto di un piatto inebriante e seducente all’abitudine di assaporare con attenzione.
Una cucina che diventa arte dalle diverse sfumature e sensazioni. Quando si gusta il cibo attraversiamo i nostri sensi in un vero e proprio percorso sensoriale e, come nella vita in generale, proviamo piacere o dispiacere, attrazione o indifferenza. Sapori e aromi hanno il potere di coinvolgerci come in un rapporto d’amore generando emozioni di consolazione o di godimento. Il piacere di mangiare, non solo a livello gustativo ma anche visivo, è un atto universale in grado di suscitare dentro di noi sensazioni, idee, gioie ed anche scatenare fantasie.
Farsi abbracciare da un piatto unico e creativo ci avvolge e unisce l’aspetto emozionale a quello del gusto. L’intensità del piacere è costituito dai vari sensi: l’odore, il profumo, il tatto, la vista. Un vero toccasana per mente e corpo in grado di farci viaggiare in mete straordinarie con una presentazione interessante e accattivante.
Il cibo richiede tempo per essere assaporato come un bel massaggio rilassante; un cibo attraente si mangia prima con gli occhi e poi con la bocca. Anche l’estetica del cibo è molto importante, è l’impulso che ci fa addentare una mozzarella che fila o del cioccolato che fonde. Veri piaceri in tutti i sensi. Le emozioni creano una potente influenza su ciò che mangiamo, c’è un legame molto forte tra emozioni e cibo, c’è un nesso istintivo che lega ciò che mangiamo al desiderio.
Che il cibo sia sensuale non è una novità e l’atto stesso di mangiare può essere erotico e travolgente andando a creare un piatto pieno di carica stuzzicante e positiva andando a stimolare i cinque sensi. Diciamo che questi sensi sono in grado di dare un giudizio a quello che mangiamo e il valore al gusto. Prima di questo entra il gioco la vista che si “impressiona” della forma, del colore, della dimensione. L’udito forse è il senso preso meno in considerazione quando invece, la croccantezza del cioccolato che si frantuma in mille pezzi e delle sfiziose chips aromatizzate, non ha paragone. Quello maggiormente valutato è l’olfatto che permette di percepire l’aroma e tutto quello che riesce a sprigionare. Una stimolazione considerevole va al tatto, riusciamo a sentire la freschezza del piatto, percepiamo la sua densità o la sua morbidezza. Ed infine il gusto che fa impazzire le papille gustative accelerando la nostra percezione del dolce, del salato, dell’amaro e dell’acido.
La nostra bocca farà un viaggio nel mondo dei sensi attraverso il cibo e giochi di seduzione. Prendere contatto con questa esperienza [ci] dà spazio a noi stessi, alle nostre emozioni e desideri più intimi. I piaceri della gola sono legati alla sessualità. Entrambi sono piaceri intensi ed appaganti, dal semplice imboccarsi a vicenda alla degustazione vera e propria. L’importante è gustare con naturalezza e godere di tutti gli ingredienti. Una passione che coinvolge il palato e l’anima.
Un piatto squisito come lo è la persona che non aspetta altro di essere morsa di baci. Il cibo è come noi: ama essere innovativo e prendere iniziative sempre nuove [per creare ricette innovative], dolce e attento ai bisogni altrui. Il cibo va assaggiato con curiosità e attenzione, è un gesto di consapevolezza in grado di farci riflettere su pensieri ed emozioni e ci aiuta ad essere nel momento presente.
Assaporare e gradire ciò che stiamo mangiando è come ringraziare la vita: il corpo riceve quello che la Terra ci dà come nutrimento e dobbiamo esserne grati. Il cibo è un’occasione quotidiana, una pratica che, se svolta nei migliori dei modi, ci allena al piacere e al profondo godimento del momento e tutto questo si riflette sul nostro modo di assaporare ciò che il dono della vita ci offre. Ecco che il cibo diventa un piacere concepito con amore che dà vita ad un’arte culinaria.
Si possono creare nel piatto veri e propri capolavori, desideri unici, non solo buoni ma anche sensuali, accattivanti e goduriosi. Fare l’amore con il sapore è una metafora che rappresenta in modo significativo il legame con il cibo e le sue sfere sensoriali. Sfere che danno origine a immagini culinarie affascinati ed estroverse, un potente punto di vista espressivo, un canale sollecitato da percezioni e desideri. Un amore speciale per il cibo dando importanza non solo alla qualità ma anche alla forma e all’immaginazione.
Piatti che ricercano le nostre emozioni, che parlano del nostro modo di amare e di essere amati. Chiudendo gli occhi ci si può fare trasportare in un viaggio alla ricerca del gusto mettendo in ballo bocca, naso, mani…e non solo. Quante emozioni! Dalla necessità al piacere. Abbinamenti gastronomici raccolti in un’arte che ha lo scopo di gratificare i sensi sprigionando curiosità ed intraprendenza. C’è una comprensione nel rapporto col cibo, non è un semplice gesto di portare il cibo in bocca, vanno considerati molti aspetti: Il cibo va guardato, va annusato, va assaggiato e degustato. Chi ama la buona tavola non ne fa unicamente un fatto di gola ma un apprezzamento della qualità e dell’invenzione perché il nostro sistema sensoriale è in grado di ricevere segnali ed emozioni forti. Oltre alla capacità nutritiva, il piatto assume una nuova natura di tipo artistico, la cucina diventa un’opera d’arte e il cibo strumento di desiderio. Il cibo raccontato in un piatto innovativo.

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