Vanità
Ti osservo nella tua figura ora che il balenio della notte accende il cielo nei tuoi occhi così sopraffatta dalla vanità ormai mangi nuda senza curarti della vita. Ti vedo allo specchio Cassiopea pettinare i capelli come antenata menzogna mentre suoni il flauto suadente induci gli uomini accesi dal desiderio a seguire remissivi i tuoi passi. Vorrei esserti vicino ma come fiore nel roseto sei piena di spine: ti corichi ancora spoglia noncurante delle offese e affidi allo scoglio nel sacrificio estremo Andromeda nella speranza che possa guarirti come madre antica ogni ferita.
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