Una riflessione sulla violenza, sul progresso e sull’eterna scelta dell’uomo tra sopraffazione e fratellanza
Il Premio di letteratura ed Arti Visive “Ciò che Caino non sa”, organizzato dall’Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche di Bari, porta il nome del primo uomo violento della Storia umana.
Nel viaggio di ritorno dalla cerimonia di premiazione, ho continuato a sviluppare mentalmente le mie riflessioni su questo personaggio, paradigma del male e sulla serie di generazioni a lui successive. Ho ascoltato voci, relazioni, dialoghi e confronti, sulla scia di video che nel frattempo correvano sullo schermo, intorno alla violenza, non solo vicina a noi, ma disseminata in tutto il mondo nelle sue varie forme.
Dall’agorà ateniese alla società aperta: un viaggio nel pensiero politico occidentale tra libertà, uguaglianza, partecipazione e controllo del potere
Il termine demokratia appare per la prima volta nell’Antica Grecia negli scritti storici intorno al V secolo a.C., per descrivere il sistema politico di Atene, una forma di autogoverno in cui i cittadini si riunivano nella piazza principale (l’agorà) per decidere le leggi e il futuro della comunità. Per Aristotele, l’interpre-tazione di demos kratos (democrazia) però, era radi-calmente diversa da quella moderna e, sotto molti aspetti, negativa.
Città carovaniera nel deserto siriano con un parco archeologico tra i più interessanti al mondo
Palmira e la distruzione del bacino archeologico
Cominciamo dalla fine per descrivere le travagliate e affascinanti vicende di una città, Palmira in Siria, dal passato suggestivo e che ancora oggi sollecita l’inte-resse degli studiosi e richiama visitatori da ogni parte del mondo. Il suo parco archeologico, dichiarato Patrimonio dell’umanità UNESCO nel 1980, è stato devastato dalla follia della guerra civile che nel 2015 ebbe per protagonisti i miliziani dell’ISIS scagliatisi con estrema violenza contro le vestigia di una città dalla storia luminosa e millenaria.
Antropologia di un paesaggio tra memoria e visione
La festa del 1 maggio dedicata al “Lavoro dignitoso” promuove l’identità collettiva unendo la memoria storica delle lotte contadine del Fucino alle nuove sfide del mondo del lavoro. L’amministrazione comunale di Luco dei Marsi, nell’intento di ricostruire il mondo antico della Marsica nell’ottica della trasformazione, fa omaggio al nobile concittadino Marcello Ercole allestendo una mostra d’arte titolata: “Radici e orizzonti: geografie dell’anima”.
Eppure il valore straordinario, che a mio avviso contraddistingue tutta l’opera del maestro Ercole, al di là delle finalità politiche ed ideologiche, è la ricerca esasperata della bellezza: Rivedo i miei schizzi, le figure lacere chine sulle zolle, le donne abbruttite dalla fatica, i malinconici pastori, i carrettieri, gli aratori curvi e prostrati (…) eppure, per un pittore, testimonianza di arte e di bellezza.