Storia e cultura

Dall’emerodromo Filippide all’impiego dei droni
l’affascinante storia del servizio postale

Un’istituzione che si è evoluta con lo sviluppo della tecnologia

Tutto è cominciato con i suoni e i segnali luminosi
In principio è stato Filippide, il primo e più famoso emerodromo di cui abbiamo conoscenza. Quindi, una serie di graduali e incalzanti passaggi cominciati con un complesso di suoni e segnali luminosi interpretabili in lontananza. Così ha avuto inizio l’affasciante storia della posta, scaturita dalla necessità dell’uomo di scambiare informazioni anche a distanze rilevanti.

Foto: Statua di Filippide a Maratona in Grecia

Il contributo pedagogico di Maria Boschetti Alberti

Maria Boschetti Alberti fu una pedagogista svizzera ascrivibile alla corrente dell’attivismo, nata a Montevideo in Uruguay nel 1879 e deceduta ad Agno nel 1951. Nel contesto culturale relativo al mondo dell’educazione, ricevette importanti riconoscimenti dallo studioso Giuseppe Lombardo Radice che visitò il centro studi fondato da Alberti e ne dedicò una riflessione nella sua opera Athena fanciulla. Ebbe modo, inoltre, di conoscere famosi intellettuali quali Adolphe Ferrière e Robert Dottrens. Maria era la quarta di otto figli, i suoi genitori erano di origine ticinese e appena poterono decisero di tornare nel luogo di provenienza nel 1883 quando Maria era ancora bambina.
Un altro aspetto significativo del lavoro di Alberti era la sua attenzione ai bisogni individuali di ogni bambino.

La nascita di un Santo Bambino

Conclusione inattesa e divergente dell’idea messianica

La nascita di un bambino in una mangiatoia, tra le pareti di una grotta accanto ai due genitori, gente semplice e povera che non ha trovato un riparo migliore in quella notte di freddo invernale, tra gli animali della stalla che lo riscaldano con il loro respiro, è un’immagine universale della Natività, un’icona di cui si è impadronita l’arte di tutti i tempi, una leggenda resa tale dal contributo della devozione popolare. L’arte è ricorsa ai suoi mezzi per sublimare l’evento, illuminandolo con i suoi colori, trasformando la povertà dello stato di fatto in eroismo e santità.

Il Reale Opificio di Pietrarsa e lo sviluppo
delle ferrovie nel Mezzogiorno d’Italia

Voluto da Ferdinando II di Borbone, fu all’avanguardia in tutta Europa

Le Officine di Pietrarsa hanno rappresentato un sito industriale di fondamentale importanza per la vita economica dell’Ottocento nel Mezzogiorno d’Italia, soprattutto per quel che riguarda lo sviluppo del settore ferroviario.
Sorsero nel 1840 come Reale Opificio Borbonico, per volontà di Ferdinando II re delle Due Sicilie, con l’obiettivo di realizzare una fabbrica di locomotive e materiale ferroviario per il sistema ferroviario che cominciava a svilupparsi nel Sud Italia.

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