Storia e cultura

Il mito delle Amazzoni, donne guerriere

Simbolo di autonomia femminile e sovvertimento dell’ordine patriarcale

La Amazzoni: nascita di un mito
Estraiamo dalla cospicua narrazione della mitologia greca, la vicenda delle Amazzoni, certamente una delle più affascinanti e suggestive tra le numerose che dall’antichità sono giunte fino ai giorni nostri. Le Amazzoni occupano un posto privilegiato nell’imma-ginario antico e moderno in quanto guerriere, figure di alterità, simbolo di autonomia femminile e di sov-vertimento, costituendo una società matriarcale.

Donne, diritti e libertà: una conquista lunga un secolo

Resistenza e lotte sociali: l’emancipazione femminile nella costruzione della democrazia e della giustizia sociale

L’ 8 marzo si è celebrata la Giornata Internazionale dei diritti della donna, impropriamente definita dalla stampa e dalla comunicazione mediale festa della donna. La ricorrenza, infatti, più che essere una festività rappresenta una riflessione sull’importanza della lotta per l’emancipazione sociale, economica e politica nel raggiungimento dell’uguaglianza di genere.

La colombina di Rovasenda

I profumi nelle civiltà antiche e fino ai giorni nostri

La colombina di Rovasenda
La forma di un’elegante colombina in vetro della lunghezza di circa 20 centimetri contenente un liquido limpido con un deposito rosato: è lo straordinario reperto archeologico custodito nel Museo di Antichità di Torino, giunto intatto fino a noi e risalente alla seconda metà del I secolo dopo Cristo.

La fotografia tra estetica, società e valore storico

Dalla lastra al documento: nascita, funzione e potere della fotografia

Verso gli anni ’20 dell’Ottocento il francese Joseph Nicéphore Niépce iniziò i propri esperimenti per imprimere immagini su una lastra sfruttando la luce, poi Daguerre con l’introduzione del dagherrotipo (1839) e Talbot segnano importanti passi per la genesi della fotografia come la intendiamo oggi. Inizialmente le fotografie venivano impiegate al fine di raffigurare paesaggi o strutture architettoniche.

Il silenzio che genera

Solitudine creativa, custodia della conoscenza e spazi interiori della creazione

C’è un silenzio che chiede quiete. E un altro che chiede segretezza.
Nella Certosa di Trisulti, tra le sale riccamente decorate che catturano lo sguardo del visitatore, un’immagine rischia di passare inosservata. Non domina la scena, non reclama attenzione. È discreta, mimetica. Eppure è una delle più eloquenti.
Il dipinto di Filippo Balbi, Monaco certosino tra fogli con iscrizioni, (1857-1865), raffigura un religioso che porta l’indice alle labbra. Il gesto è netto, ma silenzioso.
Non si impone allo sguardo del turista, che tende piuttosto a perdersi nell’insieme degli affreschi, nelle architetture, nella ricchezza decorativa. Proprio come accade con il silenzio autentico: non seduce, non conquista, non si espone. Si lascia trovare solo da chi rallenta.

Dialogo di un venditore di almanacchi e un passeggere: l’attesa della felicità e la riflessione del filosofo

Tra illusioni e calendario: la felicità rimandata al domani

L’uomo per sua natura è alla ricerca della felicità e, in attesa di questa meta, si guarda da tutto ciò che possa essere di impedimento, teme il futuro che potrebbe essere altro dal suo desiderio, cerca di esorcizzare gli eventi dubbi che appaiono sullo scenario del mondo. Egli espande le sue aspettative nel futuro, dal momento che non ha trovato soddisfazione nel passato. Il futuro, che gli sta tanto a cuore, non poggia su opinioni possibili e realistiche, non stimola la sua fattività, non lo integra correttamente nella sfera dei diritti-doveri per il bene collettivo, ma lo dispone ad un salto nell’irrazionale magico con l’utilizzo di strumenti adibiti alla lettura magica del mondo.

Dall’emerodromo Filippide all’impiego dei droni
l’affascinante storia del servizio postale

Un’istituzione che si è evoluta con lo sviluppo della tecnologia

Tutto è cominciato con i suoni e i segnali luminosi
In principio è stato Filippide, il primo e più famoso emerodromo di cui abbiamo conoscenza. Quindi, una serie di graduali e incalzanti passaggi cominciati con un complesso di suoni e segnali luminosi interpretabili in lontananza. Così ha avuto inizio l’affasciante storia della posta, scaturita dalla necessità dell’uomo di scambiare informazioni anche a distanze rilevanti.

Foto: Statua di Filippide a Maratona in Grecia

Il contributo pedagogico di Maria Boschetti Alberti

Maria Boschetti Alberti fu una pedagogista svizzera ascrivibile alla corrente dell’attivismo, nata a Montevideo in Uruguay nel 1879 e deceduta ad Agno nel 1951. Nel contesto culturale relativo al mondo dell’educazione, ricevette importanti riconoscimenti dallo studioso Giuseppe Lombardo Radice che visitò il centro studi fondato da Alberti e ne dedicò una riflessione nella sua opera Athena fanciulla. Ebbe modo, inoltre, di conoscere famosi intellettuali quali Adolphe Ferrière e Robert Dottrens. Maria era la quarta di otto figli, i suoi genitori erano di origine ticinese e appena poterono decisero di tornare nel luogo di provenienza nel 1883 quando Maria era ancora bambina.
Un altro aspetto significativo del lavoro di Alberti era la sua attenzione ai bisogni individuali di ogni bambino.

La nascita di un Santo Bambino

Conclusione inattesa e divergente dell’idea messianica

La nascita di un bambino in una mangiatoia, tra le pareti di una grotta accanto ai due genitori, gente semplice e povera che non ha trovato un riparo migliore in quella notte di freddo invernale, tra gli animali della stalla che lo riscaldano con il loro respiro, è un’immagine universale della Natività, un’icona di cui si è impadronita l’arte di tutti i tempi, una leggenda resa tale dal contributo della devozione popolare. L’arte è ricorsa ai suoi mezzi per sublimare l’evento, illuminandolo con i suoi colori, trasformando la povertà dello stato di fatto in eroismo e santità.

Il Reale Opificio di Pietrarsa e lo sviluppo
delle ferrovie nel Mezzogiorno d’Italia

Voluto da Ferdinando II di Borbone, fu all’avanguardia in tutta Europa

Le Officine di Pietrarsa hanno rappresentato un sito industriale di fondamentale importanza per la vita economica dell’Ottocento nel Mezzogiorno d’Italia, soprattutto per quel che riguarda lo sviluppo del settore ferroviario.
Sorsero nel 1840 come Reale Opificio Borbonico, per volontà di Ferdinando II re delle Due Sicilie, con l’obiettivo di realizzare una fabbrica di locomotive e materiale ferroviario per il sistema ferroviario che cominciava a svilupparsi nel Sud Italia.

Niccolò Manucci, medico, mercante e avventuriero che ha scritto la storia della dinastia indiana Moghul

Tre secoli dopo Marco Polo, assecondando la tradizione dei viaggiatori veneziani

Non solo Marco Polo
Tra i grandi viaggiatori veneziani il nome che per primo viene alla mente è certamente quello di Marco Polo (Venezia, 1254-1324), scrittore, ambasciatore e mercante, autore de Il Milione nelle cui pagine è riportata la cronaca dei viaggi in Asia effettuati con il padre Niccolò e lo zio paterno Matteo, mercanti e viaggiatori a loro volta, tra il 1271 e il 1295.

La straordinaria vicenda del popolo Gurkha

Temibili guerrieri nepalesi hanno combattuto in tutto il mondo con l’esercito britannico

Meglio morire che vivere da codardi
È il motto che ispira il comportamento dei Gurkha, un corpo speciale formato da guerrieri originari del Nepal, dal 1815 inseriti nei ranghi delle Forze Armate britanniche. Protagonisti di una storia forse unica nello sterminato diario dei conflitti combattuti da sempre sul nostro pianeta.
I Royal Gurkha Rifles – Fucilieri Reali Gurkha – co-stituiscono un reggimento di fanteria dell’esercito bri-tannico composto da 2 battaglioni e vengono reclutati tra i Gurkha in India settentrionale e nel Nepal, na-zione indipendente dal Regno Unito e non aderente al Commonwealth.

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