Solitudine creativa, custodia della conoscenza e spazi interiori della creazione
C’è un silenzio che chiede quiete. E un altro che chiede segretezza.
Nella Certosa di Trisulti, tra le sale riccamente decorate che catturano lo sguardo del visitatore, un’immagine rischia di passare inosservata. Non domina la scena, non reclama attenzione. È discreta, mimetica. Eppure è una delle più eloquenti.
Il dipinto di Filippo Balbi, Monaco certosino tra fogli con iscrizioni, (1857-1865), raffigura un religioso che porta l’indice alle labbra. Il gesto è netto, ma silenzioso.
Non si impone allo sguardo del turista, che tende piuttosto a perdersi nell’insieme degli affreschi, nelle architetture, nella ricchezza decorativa. Proprio come accade con il silenzio autentico: non seduce, non conquista, non si espone. Si lascia trovare solo da chi rallenta.
Tra illusioni e calendario: la felicità rimandata al domani
L’uomo per sua natura è alla ricerca della felicità e, in attesa di questa meta, si guarda da tutto ciò che possa essere di impedimento, teme il futuro che potrebbe essere altro dal suo desiderio, cerca di esorcizzare gli eventi dubbi che appaiono sullo scenario del mondo. Egli espande le sue aspettative nel futuro, dal momento che non ha trovato soddisfazione nel passato. Il futuro, che gli sta tanto a cuore, non poggia su opinioni possibili e realistiche, non stimola la sua fattività, non lo integra correttamente nella sfera dei diritti-doveri per il bene collettivo, ma lo dispone ad un salto nell’irrazionale magico con l’utilizzo di strumenti adibiti alla lettura magica del mondo.
Un’istituzione che si è evoluta con lo sviluppo della tecnologia
Tutto è cominciato con i suoni e i segnali luminosi
In principio è stato Filippide, il primo e più famoso emerodromo di cui abbiamo conoscenza. Quindi, una serie di graduali e incalzanti passaggi cominciati con un complesso di suoni e segnali luminosi interpretabili in lontananza. Così ha avuto inizio l’affasciante storia della posta, scaturita dalla necessità dell’uomo di scambiare informazioni anche a distanze rilevanti.
Foto: Statua di Filippide a Maratona in Grecia
Maria Boschetti Alberti fu una pedagogista svizzera ascrivibile alla corrente dell’attivismo, nata a Montevideo in Uruguay nel 1879 e deceduta ad Agno nel 1951. Nel contesto culturale relativo al mondo dell’educazione, ricevette importanti riconoscimenti dallo studioso Giuseppe Lombardo Radice che visitò il centro studi fondato da Alberti e ne dedicò una riflessione nella sua opera Athena fanciulla. Ebbe modo, inoltre, di conoscere famosi intellettuali quali Adolphe Ferrière e Robert Dottrens. Maria era la quarta di otto figli, i suoi genitori erano di origine ticinese e appena poterono decisero di tornare nel luogo di provenienza nel 1883 quando Maria era ancora bambina.
Un altro aspetto significativo del lavoro di Alberti era la sua attenzione ai bisogni individuali di ogni bambino.
Conclusione inattesa e divergente dell’idea messianica
La nascita di un bambino in una mangiatoia, tra le pareti di una grotta accanto ai due genitori, gente semplice e povera che non ha trovato un riparo migliore in quella notte di freddo invernale, tra gli animali della stalla che lo riscaldano con il loro respiro, è un’immagine universale della Natività, un’icona di cui si è impadronita l’arte di tutti i tempi, una leggenda resa tale dal contributo della devozione popolare. L’arte è ricorsa ai suoi mezzi per sublimare l’evento, illuminandolo con i suoi colori, trasformando la povertà dello stato di fatto in eroismo e santità.
Voluto da Ferdinando II di Borbone, fu all’avanguardia in tutta Europa
Le Officine di Pietrarsa hanno rappresentato un sito industriale di fondamentale importanza per la vita economica dell’Ottocento nel Mezzogiorno d’Italia, soprattutto per quel che riguarda lo sviluppo del settore ferroviario.
Sorsero nel 1840 come Reale Opificio Borbonico, per volontà di Ferdinando II re delle Due Sicilie, con l’obiettivo di realizzare una fabbrica di locomotive e materiale ferroviario per il sistema ferroviario che cominciava a svilupparsi nel Sud Italia.
Tre secoli dopo Marco Polo, assecondando la tradizione dei viaggiatori veneziani
Non solo Marco Polo
Tra i grandi viaggiatori veneziani il nome che per primo viene alla mente è certamente quello di Marco Polo (Venezia, 1254-1324), scrittore, ambasciatore e mercante, autore de Il Milione nelle cui pagine è riportata la cronaca dei viaggi in Asia effettuati con il padre Niccolò e lo zio paterno Matteo, mercanti e viaggiatori a loro volta, tra il 1271 e il 1295.
Temibili guerrieri nepalesi hanno combattuto in tutto il mondo con l’esercito britannico
Meglio morire che vivere da codardi
È il motto che ispira il comportamento dei Gurkha, un corpo speciale formato da guerrieri originari del Nepal, dal 1815 inseriti nei ranghi delle Forze Armate britanniche. Protagonisti di una storia forse unica nello sterminato diario dei conflitti combattuti da sempre sul nostro pianeta.
I Royal Gurkha Rifles – Fucilieri Reali Gurkha – co-stituiscono un reggimento di fanteria dell’esercito bri-tannico composto da 2 battaglioni e vengono reclutati tra i Gurkha in India settentrionale e nel Nepal, na-zione indipendente dal Regno Unito e non aderente al Commonwealth.
Venezia e le sue costruzioni che sembrano galleggiare sull’acqua con le fondamenta miracolo di ingegneria e creatività
VENEZIA: UN SOGNO O UNA FIABA
Si può affermare che Venezia sia una città unica al mondo? Certamente si, e anche per diversi motivi: la posizione geografica, la storia millenaria, l’incredibile architettura delle costruzioni, la bellezza dei canali, la cultura. E, aggiungiamo, la straordinarietà della sua gente. Camminando per le calli, o attraversandola a bordo di vaporetti che si muovono lungo la miriade dei canali, non si può non cogliere, godendone, la particolare atmosfera complessiva che restituisce la piacevole sensazione di vivere una fiaba o di essere dentro un sogno.
La visione politica, non sempre adeguatamente considerata, ha avuto un ruolo importante nella vita e nella poesia di Giovanni Pascoli. Il trauma subito all’età di dodici anni a seguito dell’assassinio del padre nel 1867, mentre tornava a casa da Cesena sul proprio calesse, ha influenzato fortemente non solo la sua poesia, ma anche la visione politica che maturò nel corso degli anni universitari a Bologna.
Durante questo periodo conobbe Andrea Costa, si avvicinò al movimento anarco-socialista, influenzato da personalità rivoluzionarie come Mikhail Bakunin, e cominciò nel 1877 a tenere comizi a Forlì e a Cesena.
Sodale di Carmine Crocco fu giustiziato a Tagliacozzo
UN EROE ROMANTICO
È una storia singolare quella di José Borjes (Vernet, 1813-Tagliacozzo, 1861), generale spagnolo al servizio dell’esercito carlista, e per questo esiliato in Francia dove si arrangiò come rilegatore, precettore e commerciante di vini. Rientrato in Spagna, fu sostenitore della regina Isabella II di Borbone praticando azioni di guerriglia dal 1846 al 1848 e nel 1855.
Guidò, poi, una spedizione di filo-borbonici spagnoli e italiani, nell’ambito del brigantaggio postunitario, con il fine di riconquistare il perduto Regno delle Due Sicilie in favore di Francesco II di Borbone. Fu per un certo periodo alleato del capo brigante lucano Carmine Donatello “Crocco” dal quale si allontanò per divergenze sulle modalità delle operazioni.
Un’impresa che diede lustro al Regno Unito
Un giorno memorabile per il Regno Unito
Due avvenimenti di grande importanza – politico l’uno, sociale l’altro – vengono annunciati al mondo il 2 febbraio 1953: l’incoronazione della Regina Elisa-betta II che comincia il suo lunghissimo regno sulla Gran Bretagna e sui Paesi del Commonweahlt; la conquista dell’Everest, la vetta più alta del mondo, da parte del neozelandese Edmund Hillary (Auckland, 1919–2008) e dello sherpa Tenzing Norgay.
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Il bosco, fin dall’antichità, assume varie connotazioni e soprattutto si collega alla ritualità religiosa: il monte Citerone, in Grecia, era la dimensione del culto di Dioniso e delle feste delle Baccanti; il lucus romano ospitava nei penetralia i templi degli dei che hanno conservato nel tempo la denominazione silvana di provenienza. Nel mondo medievale esso conserva il carattere di dimensione separata, dove avvengono i miracoli agiografici delle vittorie del Santo sugli animali selvaggi, o le prove del cavaliere alla ricerca della sua vera identità.
Dai Romani ai tempi nostri, una presenza discreta e laboriosa
In Crimea già al tempo dei Romani
Le testimonianze più antiche della presenza nella penisola di Crimea di persone provenienti dal territorio dell’attuale Italia sono affidate a diversi ritrovamenti archeologici che ci riportano al II secolo d.C. allorché i Romani avevano imposto il loro protettorato, mantenendo il controllo delle coste.
Dall’opera teatrale di Pirandello emerge la crisi identitaria e l’impossibile conoscenza della realtà
Una novella, poi diventata testo teatrale, che Pirandello intitolò La signora Frola e il signor Ponza, suo genero per poi diventare per il teatro Così è (se vi pare) e pubblicata nelle Novelle per un anno, appare un testo di straordinaria attualità e ci ricorda le varie commedie tragico/umoristiche contempo-ranee che ad essa si sono ispirate per la doppiezza della visione della realtà (basta pensare al film L’abbaglio di Roberto Andò) dove tutto è ma poi cambia e quello che appare è forse solo visione personale e non realtà
Ma già qui Pirandello ci farebbe osservare che il confine tra realtà e opinione o finzione come tra salute mentale e follia è alquanto labile e che non c’è mai netta demarcazione.
Una elevata sismicità che spesso sfocia in disastrosi tsunami
Maremoti e tsunami
In italiano si direbbe “maremoto”, ma la letteratura scientifica ha preferito il termine giapponese tsunami, letteralmente “onda nel porto”, per la capacità di superare le difese portuali.
Questi spostamenti di acqua marina – dai più impetuosi a quelli impercettibili – sono molto più frequenti di quanto non si immagini. E sono diffusi su tutta la superficie terrestre, benché vi siano aree strutturalmente più predisposte.