Storia e cultura

Una città unica al mondo, Patrimonio dell’Umanità

Venezia e le sue costruzioni che sembrano galleggiare sull’acqua con le fondamenta miracolo di ingegneria e creatività

VENEZIA: UN SOGNO O UNA FIABA
Si può affermare che Venezia sia una città unica al mondo? Certamente si, e anche per diversi motivi: la posizione geografica, la storia millenaria, l’incredibile architettura delle costruzioni, la bellezza dei canali, la cultura. E, aggiungiamo, la straordinarietà della sua gente. Camminando per le calli, o attraversandola a bordo di vaporetti che si muovono lungo la miriade dei canali, non si può non cogliere, godendone, la particolare atmosfera complessiva che restituisce la piacevole sensazione di vivere una fiaba o di essere dentro un sogno.

Elementi politici nell’opera di Giovanni Pascoli

La visione politica, non sempre adeguatamente considerata, ha avuto un ruolo importante nella vita e nella poesia di Giovanni Pascoli. Il trauma subito all’età di dodici anni a seguito dell’assassinio del padre nel 1867, mentre tornava a casa da Cesena sul proprio calesse, ha influenzato fortemente non solo la sua poesia, ma anche la visione politica che maturò nel corso degli anni universitari a Bologna.

Durante questo periodo conobbe Andrea Costa, si avvicinò al movimento anarco-socialista, influenzato da personalità rivoluzionarie come Mikhail Bakunin, e cominciò nel 1877 a tenere comizi a Forlì e a Cesena.

José Borjes, generale spagnolo che si fece brigante per aiutare i Borboni

Sodale di Carmine Crocco fu giustiziato a Tagliacozzo

UN EROE ROMANTICO
È una storia singolare quella di José Borjes (Vernet, 1813-Tagliacozzo, 1861), generale spagnolo al servizio dell’esercito carlista, e per questo esiliato in Francia dove si arrangiò come rilegatore, precettore e commerciante di vini. Rientrato in Spagna, fu sostenitore della regina Isabella II di Borbone praticando azioni di guerriglia dal 1846 al 1848 e nel 1855.
Guidò, poi, una spedizione di filo-borbonici spagnoli e italiani, nell’ambito del brigantaggio postunitario, con il fine di riconquistare il perduto Regno delle Due Sicilie in favore di Francesco II di Borbone. Fu per un certo periodo alleato del capo brigante lucano Carmine Donatello “Crocco” dal quale si allontanò per divergenze sulle modalità delle operazioni.

Edmund Hillary, l’alpinista gentiluomo che conquistò l’Everest

Un’impresa che diede lustro al Regno Unito

Un giorno memorabile per il Regno Unito
Due avvenimenti di grande importanza – politico l’uno, sociale l’altro – vengono annunciati al mondo il 2 febbraio 1953: l’incoronazione della Regina Elisa-betta II che comincia il suo lunghissimo regno sulla Gran Bretagna e sui Paesi del Commonweahlt; la conquista dell’Everest, la vetta più alta del mondo, da parte del neozelandese Edmund Hillary (Auckland, 1919–2008) e dello sherpa Tenzing Norgay.

Dalla metropoli tecnologica al bosco originario

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Il bosco, fin dall’antichità, assume varie connotazioni e soprattutto si collega alla ritualità religiosa: il monte Citerone, in Grecia, era la dimensione del culto di Dioniso e delle feste delle Baccanti; il lucus romano ospitava nei penetralia i templi degli dei che hanno conservato nel tempo la denominazione silvana di provenienza. Nel mondo medievale esso conserva il carattere di dimensione separata, dove avvengono i miracoli agiografici delle vittorie del Santo sugli animali selvaggi, o le prove del cavaliere alla ricerca della sua vera identità.

Gli italiani di Crimea: un capitolo di storia drammatico e dimenticato

Dai Romani ai tempi nostri, una presenza discreta e laboriosa

In Crimea già al tempo dei Romani
Le testimonianze più antiche della presenza nella penisola di Crimea di persone provenienti dal territorio dell’attuale Italia sono affidate a diversi ritrovamenti archeologici che ci riportano al II secolo d.C. allorché i Romani avevano imposto il loro protettorato, mantenendo il controllo delle coste.

Così è (se vi pare)

Dall’opera teatrale di Pirandello emerge la crisi identitaria e l’impossibile conoscenza della realtà

Una novella, poi diventata testo teatrale, che Pirandello intitolò La signora Frola e il signor Ponza, suo genero per poi diventare per il teatro Così è (se vi pare) e pubblicata nelle Novelle per un anno, appare un testo di straordinaria attualità e ci ricorda le varie commedie tragico/umoristiche contempo-ranee che ad essa si sono ispirate per la doppiezza della visione della realtà (basta pensare al film L’abbaglio di Roberto Andò) dove tutto è ma poi cambia e quello che appare è forse solo visione personale e non realtà
Ma già qui Pirandello ci farebbe osservare che il confine tra realtà e opinione o finzione come tra salute mentale e follia è alquanto labile e che non c’è mai netta demarcazione.

La realtà che non ti aspetti: l’Italia terra di maremoti

Una elevata sismicità che spesso sfocia in disastrosi tsunami

Maremoti e tsunami
In italiano si direbbe “maremoto”, ma la letteratura scientifica ha preferito il termine giapponese tsunami, letteralmente “onda nel porto”, per la capacità di superare le difese portuali.
Questi spostamenti di acqua marina – dai più impetuosi a quelli impercettibili – sono molto più frequenti di quanto non si immagini. E sono diffusi su tutta la superficie terrestre, benché vi siano aree strutturalmente più predisposte.

Alberto Moravia, il narratore della decadenza morale - Gli indifferenti

Alberto Moravia, pseudonimo di Alberto Pincherle (Roma 1907 – Roma 1990), è stato uno scrittore, drammaturgo, poeta, saggista, politico ed esponente del neorealismo italiano; appartenente ad una famiglia borghese benestante, all’età di nove anni fu colpito da tubercolosi ossea che lo costrinse a letto per diversi anni. Moravia fu un ragazzo molto intelligente e vivace e non potendo seguire un corso regolare di studi, lesse molto, acquisendo una solida base letteraria e allargando i suoi orizzonti ad autori come Dostoevskij e Proust.

Poesia e spiritualità nel poeta Clemente Rebora

Amore di Cristo che già qui nel mondo
Comincia ed insegna il viver più buono…

Da: Poesie religiose, 1936 – 1947

Che la poesia contemporanea volga lo sguardo nella direzione della spiritualità al fine di operare una rifondazione dell’umanesimo, mi pare, in questo nostro tempo, un fatto rilevante e culturalmente impegnativo.
La spiritualità, infatti, non è una alienazione dalla realtà, ma un modo di essere nel mondo per cambiarlo. Uno dei poeti che nel ‘900 ha contribuito a dare un forte impulso a questa esigenza del cambiamento attraverso il richiamo alla spiritualità umana è stato sicuramente Clemente Rebora, la cui poetica, spesso malamente interpretata a causa di pregiudiziali ideologiche - (ricordiamo che Rebora si è convertito al cristianesimo divenendo sacerdote) – contiene in sé orizzonti di lucida ideazione nella direzione di una ermeneutica della storia capace di dare ancora oggi nuovi impulsi per la costruzione di un secondo umanesimo.

Il bosco: luogo filosofico letterario ed allegoria dell’esistenza

Dal lucus romano alla Lichtung heideggeriana: metamorfosi del bosco nella storia del pensiero

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Il bosco, fin dall’antichità, assume varie connotazioni e soprattutto si collega alla ritualità religiosa: il monte Citerone, in Grecia, era la dimensione del culto di Dioniso e delle feste delle Baccanti; il lucus romano ospitava nei penetralia i templi degli dei che hanno conservato nel tempo la denominazione silvana di provenienza. Nel mondo medievale esso conserva il carattere di dimensione separata, dove avvengono i miracoli agiografici delle vittorie del Santo sugli animali selvaggi, o le prove del cavaliere alla ricerca della sua vera identità.

La Porta Santa nella chiesa giubilare della Madonna Dell’Oriente

Dopo le luci del Natale ha inizio il Tempo ordinario: riprende la vita di tutti i giorni nella sua monotona quotidianità. Ma L’anno del Giubileo 2025, con l’apertura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro, prolunga la gioia dell’Avvento invitando a riscoprire la fede nell’incontro e cura dell’altro. Del resto l’incarnazione di Cristo, che celebriamo il 25 dicembre, è il mistero della speranza che si fa carne grazie al “si” di Maria.
Affinché in questo anno giubilare tutti, come ricorda Papa Francesco nella Bolla di Indizione del Giubileo, possano sperimentare la vicinanza della Madre di Dio, rivolgersi ad essa nella Sacra Icona della Madonna d’Oriente presso Tagliacozzo, non può che aprire i cuori all’indulgenza per acquisire nel perdono di un Dio-con-noi una nuova capacità di amare: “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (Is 9,1).

La festa di Sant'Antonio Abate nel Folklore tra sacro e profano

Il 17 gennaio si celebra Sant'Antonio Abate una delle figure più amate della cristianità e della vita popolare agro-pastorale. Venerato come protettore degli ani-mali domestici è raffigurato con essi nell'iconoclastia religiosa. Non c'era stalla, pollaio o rimessa delle derrate alimentari che non avesse in bella mostra la sua immagine.

Il naufragio del transatlantico Principessa Mafalda

Vanto della tradizione e della creatività italiane

Storie di navi e di emigrazione
Storie di mare, storie finite tragicamente e non sempre assurte a una diffusa conoscenza come accaduto, invece, ai transatlantici Titanic (britannico) e Andrea Doria (italiano), rispettivamente negli anni 1912 e 1956, rimasti permanentemente impressi nell’immaginario collettivo planetario.

Albert Camus

Lo straniero e il concetto di assurdo

Albert Camus (Dréan, Algeria 1913 – Villeblevin, Francia 1960) è stato uno scrittore, filosofo, saggista, anarchico francese, una delle figure più autorevoli del panorama della letteratura contemporanea e il protagonista controverso, insieme a Sartre, dell’Esi-stenzialismo.
Camus crebbe in un quartiere popolare di Algeri, nella miseria e per potersi mantenere agli studi fece diversi mestieri. Grazie al suo insegnante di scuola elementare, Louis Germain, potette partecipare ad un concorso per una borsa di studio.

Il generale Umberto Nobile e la tragica vicenda della tenda rossa

Il successo e le polemiche dopo aver raggiunto il Polo Nord col dirigibile "Italia"

Il progettista e il militare
Nell’immaginario collettivo degli italiani Umberto Nobile è rimasto l’eroico conquistatore del Polo Nord che ha legato il suo nome alla tragica vicenda del dirigibile Italia e della “tenda rossa” che tra il maggio e luglio del 1928 ha tenuto in apprensione l’intero Paese.
Nato a Lauro (Avellino) da genitori ebolitani – Vincenzo Nicolò Francesco Nobile delle Piane e Maria La Torraca – Umberto Nobile (1885-1978) è stato ingegnere industriale meccanico specializzato nello studio e costruzione dei dirigibili, poi entrato nel Corpo Ingegneri della Regia Aeronautica con il grado di Tenente Colonnello. Viene annoverato tra i più importanti inventori e progettisti italiani del XX secolo e una delle personalità più rappresentative della storia dell’Aeronautica italiana.

L’Italia acclamò l’impresa come auspicio di ripresa e di riscatto dopo la seconda guerra mondiale

31 luglio 1954: una spedizione italiana conquista la vetta del K2

Obiettivo: conquista del K2
Un’impresa leggendaria rimasta nella storia del nostro Paese: il 31 luglio 1954 (settant’anni fa…) gli alpinisti italiani Achille Compagnoni e Lino Lacedelli – punta di diamante di una nutrita e qualificata spedizione – raggiungono la vetta del K2 (8.611 m), la seconda del mondo per altezza, nel complesso montuoso del Karakorum, al confine tra il Pakistan e la Cina. Il K2 è sovrastato soltanto dall’Everest (8.848 m) – conquistato poco più di un anno prima, il 29 maggio 1953, dal neozelandese Edmund Hillary e dallo sherpa Tenzing Norgay – ma è ben più impervio da scalare per via delle pareti estremamente ripide.

Strutture linguistiche aperte e chiuse

Italiano e tedesco

Le lingue esprimono nella loro grammatica o morfologia e sintassi, nonché nell’organizzazione del lessico e in primis nella fonetica, nell’insieme dei suoni, intonazioni, ritmi e preferenze per determinati fonemi piuttosto che per altri, la personalità dei popoli, degli individui parlanti le varie lingue madri, nelle quali consiste la prima programmazione am-bientale che il cervello impara a partire dalla nascita dell’individuo e anche già nel tempo fetale secondo i suoni – lasciando qui stare ogni ulteriore influsso prenatale. La base linguistica della personalità si intreccia con genetica e ambiente della prima formazione ed è questo complesso insieme di componenti interagenti reciprocamente quanto forma e differenzia l’ossatura dell’identità logica e psicologica dei popoli – eccezioni ci possono essere nell’eventuale cambio di lingua madre se questo avviene nell’infanzia e primissima fanciullezza e all’interno di condizioni particolari che in questo studio non si trattano.

La cucina è il mio palcoscenico e la scrittura è la mia voce

La cucina siciliana, una vera e propria arte apprezzata in tutto il mondo. Con il passare dei secoli, ha assunto le caratteristiche che l’hanno resa unica, arricchendosi di sapori e pietanze

Placa Manola scrittrice trevigiana innamorata della buona cucina, ma soprattutto appassionata della cucina siciliana. Ogni ricetta, ogni ingrediente è per lei un racconto da narrare, un viaggio nei sapori che evoca emozioni profonde e ricordi vividi. La scrittura è una forma d’arte in cui riesce ad esprimere le sue passioni e le sue sensazioni, trasformando piatti tradizionali in storie avvincenti. Attraverso ogni parola, condivide l’amore per la Sicilia e la sua ricca cultura culinaria, facendo rivivere i profumi e i colori di questa terra.

Donne capaci di delazioni, violenze e delitti efferati ma disposte al pentimento, al riscatto e alla solidarietà

Ancora qualche profilo di protagoniste del brigantaggio al femminile

Filomena Pennacchio: spietata ma capace di redimersi
Avventure amorose, tradimenti, freddezza e crudeltà nel condurre le azioni brigantesche, piglio da condottiere, pronte anche a pentirsi. Sono alcune delle peculiarità che abbiamo già attribuito ad alcune donne briganti e che ritroviamo anche in Filomena Pennacchio.
Filomena nasce nel 1841 in una modesta famiglia di San Sossio Baronia (Avellino) e fin da ragazzina è impegnata nei lavori più umili per incrementarne i miseri guadagni. Rimane presto orfana dei due genitori e nel 1862 conosce Giuseppe Schiavone (Sant’Agata di Puglia, 1838), famoso brigante che l’arruola nella sua banda. Tra i due è subito profondo amore. Il suo temperamento non tarda a manifestrasi allorché, nelle campagne di Trevico, sgozza il bue di una donna che si rifiuta di consegnare a Schiavone denaro e oggetti d’oro in suo possesso. L’anno successivo partecipa all’uccisione di 10 soldati italiani della I Compagnia del 45^ Reggimento Fanteria.

I sette savi dell'antica Grecia

Personalità pubbliche esaltate dai posteri come modelli di saggezza pratica e autori di massime poste a fondamento della comune sensibilità culturale greca

Nella Grecia antica i più grandi “saggi” furono i Sette Savi.

Erano dei pensatori che cercavano di interpretare ciò che vedevano; andavano alla ricerca dell’archè (il principio del tutto). Furono i predecessori dei filosofi che fondarono ad Atene varie scuole filosofiche e Accademie.

Passeggiando nel Borgo di Tufo

Riscoprire i luoghi del Maestro Alberto Manzi

In un soleggiato pomeriggio autunnale, osservare il suggestivo borgo di Tufo in provincia di Carsoli, non solo con gli occhi ma con la mente e il cuore, significa fare dei luoghi geografici antropologia dell’animo umano.
Entrando nel Paese, dal 2016 centro di un interes-sante progetto di street art, titolato “Intonaci”, le parole di Cesare Pavese scritte su un muro invitano a fare delle radici emblema della nostra identità: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.
Proprio come Cesare anche Alberto torna sempre nella casa materna dove i campi, i vigneti, la gente umile dall’esistenza travagliata dalla fatica, stempera l’asprezza del mondo agro pastorale nei dolci acque-relli della memoria degli antichi affetti.

Un tesoro nascosto

Le storie e le tradizioni locali sono spesso un riflesso dell'identità culturale di una comunità

Le storie e le tradizioni locali sono spesso un riflesso dell'identità culturale di una comunità. Mantenere vive queste narrazioni aiuta a preservare l'unicità e la diversità delle culture locali, contribuendo a evitare l'omologazione culturale e a promuovere la diversità culturale. Molte storie e tradizioni locali contengono antiche conoscenze su aspetti come la storia, la natura, la medicina, l'agricoltura, l'artigianato e la spiritualità. La trasmissione di questa conoscenza da una generazione all'altra è essenziale per il manteni-mento di competenze e pratiche tradizionali.

Storie di brigantesse: mogli, madri, amanti ma anche guerrigliere decise e donne efferate e crudeli

Maria Oliveiro, Michelina Di Cesare, Maria Giovanna Tito: donne ‘meridionali’ che combatterono contro
le truppe piemontesi: da semplici popolane ad impavide e spietate capibanda

Maria Oliverio e la banda Monaco
Maria Oliverio, detta “Ciccilla” – forse in omaggio o forse in dispregio di “Franceschiello”, Francesco II re delle Due Sicilie) – all’interno del vivace e popolato panorama del brigantaggio al femminile è considerata la più famosa donna brigante della Calabria (dov’era nata, a Casole Bruzio, il 30 agosto 1841) e del Regno delle Due Sicilie.
“Ciccilla” a soli 17 anni va in sposa a Pietro Monaco, futuro brigante inizialmente soldato dell’esercito del Regno delle Due Sicilie. La prima occasione in cui emergono la fermezza e l’efferatezza di Maria Oliveiro è rappresentata dall’uccisione di Teresa, sua sorella maggiore: Maria scopre una relazione clandestina con suo marito Pietro e non esita a ucciderla nel sonno.

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