L’uomo è una raffinata struttura intelligente in grado di produrre i “Leonardo da Vinci” “Albert Eistein” e altre eccellenze grazie alla sua potente capacità di consapevolezza e alla sua elevata coscienza. Perché allora vengono somministrate falsità che annichi-liscono le sue capacità decisionali? Chi ha interesse a soffocare verità che se rivelate potrebbero cambiare la nostra vita? Chi cosa e perché sottomette l’uomo ignaro del suo stato di subordinato non avendo mai conosciuto una vita vissuta in libertà non condi-zionata?
Una Chiesa che abbraccia le periferie e ascolta il grido del mondo
Il papato di Francesco “venuto dalla fine del mondo” consegna ai cardinali, chiamati a nominare il successore di Pietro, una chiesa rinnovata nel sentire il dolore del mondo con una pastorale nuova finalizzata a riscoprire il volto misericordioso di Dio negli ultimi ed oppressi.
A volte accade di percepire la necessità di trovare un posto, un luogo, un ambiente, per pulire la mente. Una necessità che, dal profondo della psiche, cerca di emergere o riemergere. Una necessità per allontanarci dalla cacofonia quotidiana. Isolare la mente dalla cacofonia e aprirla dentro ad un “ambiente” dove l’essenza del Circostante sappia elevarci.
Una pandemia lunga nei tempi e nei modi assilla l’essere umano attaccato da un vettore fra i più insidiosi in circolazione: l’ipocrisia. Nei suoi confronti impotente ed asservito il popolo mostra da sempre prolungata accondiscendenza conquistandone l’uso e il consumo.
Quindi una strategia comunicativa, fra tante, è il comportamento ipocrita. “Fate come dico ma non come faccio”. Un detto sempre attuale, anzi ora più che mai pertinente.
Una raccolta poetica di Papa Francesco sull’importanza della poesia nella formazione e nell’educazione
Il rapporto poesia - interiorità - verità è una forte esigenza del sentimento poetico del nostro tempo. L’uomo contemporaneo dalla poesia non vuole la finzione intesa come costruzione lirica della mente, ma vuole la verità. E quale verità?
– La verità di senso: la poesia è chiamata a far scoprire all’uomo la dimensione valoriale degli accadi-menti, lieti e tristi, della vita; deve aiutare l’uomo a dare un significato alla gioia o al dolore in questa fuga continua di giorni;
– la verità morale: fare poesia implica mettere l’uomo nella condizione di discernere il bene e il male che è dentro di lui.
Un viaggio dell’arte nella storia dell’emigrazione
Pescocanale, ridente borgo montano immerso nel verde dei boschi, arroccato su una irta collinetta, a differenza del comune di Capistrello, di cui rappre-senta una frazione, è situato nell’estremo confine della Valle Roveto.
La storia di questa piccola comunità agro pastorale che ha condiviso, soprattutto nel secolo scorso, lo spopolamento nei vari flussi emigratori della gente d’Abruzzo, rivive nei Murales realizzati sulle facciate dell’antico centro storico.
Un mistero da duemila anni interroga la fede e la ragione: la Resurrezione di Cristo. Evento fondante per il cristianesimo, essa si presenta anche come simbolo universale, ponte tra le religioni, il pensiero filosofico e l’interiorità umana. Non è forse la resurrezione – in ogni sua forma – il segno più profondo del desiderio dell’uomo di vincere la morte, o meglio di trasfigurarla?
Quali potrebbero essere gli inquinanti presenti nel percorso di vita di ogni essere umano? Quali fra essi escludere perché l’esistenza possa assumere contorni opzionati, frutto di una selezione tendente a favorire la via del benessere piuttosto che la inquinante alternativa del malessere?
Secondo ipotesi dettate dalla fisica quantistica, nel momento in cui operiamo una scelta, facciamo sedi-mentare il percorso intrapreso, collassare la funzione d’onda.
Venti anni fa (2/4/2005-2/4/2025) ci lasciava Papa Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, ma la sua santità ancora è presenza provvidenziale nella storia.
In un’epoca complessa, caratterizzata da cambia-menti decisivi seguiti alla caduta del muro di Berlino, il suo essere fiducioso nella misericordia divina ha permesso il dialogo pacifico tra Est ed Ovest.
.
Passavo di lì, un giorno, mentre tranquillo, t’osservavo passare tranquilla, quasi silenziosa, mostrando un senso di pace. Qualche giorno dopo, ancora passavo di lì, abitudine era osservarti, eri un po’ arrabbiata, mostrando a tutti, un particolare caratterino, molto vispo. Nel pomeriggio, avevi alzato la tua voce, quasi urlavi, mentre ricordavo, con nostalgia, il giorno tuo placido. Forse avevi le tue ragioni, ne ero certo, ad essere così, irritata.
Viviamo in un periodo storico molto difficile e pericoloso per le guerre in corso in diverse parti del mondo, in particolare tra la Russia e l’Ucraina e tra Israele e la Palestina, eventi che potrebbero dege-nerare in un terzo conflitto mondiale. Ho ripercorso con l’aiuto della memoria il pensiero di Seneca sulla guerra.
Il lessico poetico ci permette di guardare il mondo con occhi nuovi
.
Scrivere poesie è accompagnare alla porta dell’anima per vedere ciò che siamo veramente; è accogliere in noi l’alterità dell’altro nel messaggio universale della speranza.
La cura dello sguardo purificato dal narcisismo edonistico permette di tornare a sentire, a sentirsi, a vedere e a vedersi per riscoprire il mondo con i sensi come fanno i bambini per cogliere la meraviglia dello stupore. Anche i simbolisti francesi facevano dell’arte poetica fuoco sacro dello spirito: “La poesia è la preghiera scritta dai poeti per curare il mondo dalla mancanza d’amore” (A. Rimbaud). L’uomo è costretto a portare il personale dramma della vita e per alleggerirne il peso deve aggrapparsi alla immobile luminosità dell’immenso leopardiano superando la siepe del materialismo.
Se la vita rappresenta la celebrazione più alta cui mirare, studiarne le caratteristiche e comprenderne il significato è altrettanto importante. Tentare di scrollarsi di dosso le tante incomprensibili anomalie comportamentali che affliggono l’essere umano, potrebbe essere una iniziativa salutare. Potrebbe essere un nuovo inizio! Ma siamo tutti in grado di dischiudere la nostra conoscenza alle verità negate e accettare realtà che potrebbero far male?
Salire su di esso per conoscere il mondo
È solo un esempio. Un prestare attenzione a qualcosa che ci è vicino o “sotto il naso”, capirne il senso, ma che distrattamente non osserviamo, la mente non accoglie. L’albero e il suo mondo. L’albero potrebbe essere definito come un mondo nel mondo. Guardiamolo un po’, nella sua estensione “corporea”, tronco, rami, foglie, andando oltre la sua bellezza. La sua estensione “corporea” ospita una moltitudine incredibile di vita animale. Insetti di varie specie e animali più grandi (uccelli, scoiattoli, ecc.), una convivenza e coabitazione regolata dalle leggi della Natura che fa riferimento all’istinto.
Giornata Internazionale della Lingua Madre
Il 21 febbraio la giornata internazionale della lingua madre, proclamata dall’ONU e dall’UNESCO nel 1999, insieme all’obiettivo per lo sviluppo sostenibile sull’istruzione dell’Agenda 2030, rivaluta e protegge le lingue madri soprattutto nei primi anni di scuola.
Non solo per rispondere ad un dettame costituzio-nale, che tutela le lingue minoritarie, ma per consentire la promozione della cultura della parola questa giornata vuole offrire l’opportunità di dare spazio all’ascolto e alla riflessione. La pluralità delle voci consente un dialogo in continua evoluzione alla ricerca delle proprie radici dando forma al caos dell’anima.
Crescere figli dei social nel mondo di oggi
Assistere alla tristezza di un figlio è come trovarsi di fronte a uno specchio che riflette la propria impotenza. Vedere quel piccolo essere, che abbiamo portato in grembo e cresciuto con amore, lottare contro un dolore interiore è un’esperienza straziante. Ci sentiamo impotenti di fronte alla sua battaglia silenziosa, alla ricerca di un senso che sembra sfuggirgli. In quei momenti, i loro occhi umidi si posano su di noi, cercando risposte che non abbiamo. Ci guardano con la speranza di trovare una guida, una direzione in quel labirinto di emozioni.
Ma è proprio in quel momento che dobbiamo fare un passo indietro, lasciare che trovino la loro strada. La tentazione di intervenire, di offrire un “aiutino”, è forte. Vorremmo proteggerli dal dolore, indicare loro la via più facile.
Studi recenti consentono di affermare l’esistenza di una coscienza universale presente in ogni parte del nostro corpo ed in ogni luogo che ci circonda. Ogni avvenimento che si verifica è registrato dalla matrice che avvolge e contiene l’universo. Per cercare qual-cosa bisogna sapere di averla e in tanti fra noi col-tivano il dubbio che manchi un sentire persona-le. Nonostante alcuni ricercatori ritengano che la coscienza risieda nei microtubuli delle nostre cellule cerebrali, aree primarie quantistiche, tutte le altre cellule del corpo umano mostrano autonomia, ca-pacità decisionale e intelligenza comportamentale.
Non facile seguire ma soprattutto comprendere le dinamiche che ci coinvolgono nel quotidiano, anche se tutti noi, cercatori di pace, abbiamo imparato a evitare scontri e compromissioni con i fatti che avvengono. Allontanandoci dai pericoli o presunti tali, ma anche affrontandoli con acquisita compostezza, studiando la vita ma soprattutto cercando di capirne il significato. Allontanarsi dall’altro non sempre può essere una decisione costruttiva, perché impedisce di conoscere i suoi bisogni ma prima ancora impedisce di conoscere i propri.
È difficile essere sereni nel nostro tempo se si seguono le vicissitudini di questo terzo millennio. Identifico così questo mio dire:
L’essere umano è dentro alla sua caverna, scura forse con qualche incisione rupestre sulle pareti per darsi un certo tono. Un antro insomma primordiale, con acceso, il fuoco per scaldarsi un po’ per stemperare il freddo che lo circonda.
Il suo sguardo volge verso l’uscita. All’esterno un ambiente inospitale al primo sguardo, misterioso, sconosciuto, pauroso anche, da scoprire e da affrontare. Deve uscire per necessità di sopravvivenza ma, la paura, il timore di ciò che non conosce lo percepisce in tutto il corpo.
Un viaggio interiore tra natura, pensiero e consapevolezza alla scoperta di sé stessi
Nel mezzo del cammin di nostra vita...
Ho “rubato” questa frase solamente per citare... l’im-portanza del camminare...
Perché il sentiero non è più, poi, così lungo ancora da percorrere...
Camminare è l’esercizio fisico più semplice che l’essere umano può esercitare.
Camminare e pensare/meditare è un binomio che aiuta molto. Si sta “riscoprendo” il camminare lento e il pensare mentre si cammina.
La filosofia di fondo di tra ragione, verità, sospetto e contraddizione
Certamente Sciascia è stato nella sua esistenza di uomo con una filosofia esistenziale tesa a “cercare la verità”, una verità non dogmatica ma con una visione laica, una verità sopra le parti e le cordate, tant’è che non esitò a mettersi in una linea di contestazione con l’allora protagonista del giornalismo italiano, Eugenio Scalfari, Direttore de La Repubblica, coniando quella frase nessuno è al di sopra di ogni sospetto.
Molte cose non le conosciamo, probabilmente non le conosceremo mai, ma una cosa certa la sappiamo e non possiamo far finta di non saperla. Si sprecano le congetture sugli eventi che ci stanno coinvolgendo procurandoci non pochi danni e sofferenze, ma con-tinuiamo a non voler vedere, continuiamo a credere che sia impossibile che sia vero. Al progetto rimbambimento partecipano in tanti senza neanche sospettare di essere coinvolti.
Storia, analisi e spigolature sulle interazioni
ARTE & SCIENZA - Questi due termini, apparente-mente in antitesi, ci pongono di fronte ad un inter-rogativo: alla luce dei tempi attuali potrebbero, come le rette parallele nella geometria euclidea, incontrarsi all’infinito? Oppure, essendo due termini dicotomici, non incontrarsi mai? Arte della scienza o scienza dell’arte? Tutto ruota attorno a ciò che noi chiamiamo reale, se per realtà si intende quello che i nostri sensi percepiscono. Il quesito consiste, in sintesi, nell’in-dagare sul rapporto tra queste due termini: sono essi assoluti o relativi? Funzioni di variabili umane filtrate dall’esperienza storica dell’uomo e della sua evolu-zione del tempo? Sono proporzionali o equivalenti? Oggettive o soggettive?
Per Dante l’uomo ha ritrovato il suo stato di grazia e di integralità con il sacrificio di Cristo; nel canto settimo del Paradiso egli argomenta su questo problema e riporta le varie fasi della vita dell’uomo: la sua felicità all’inizio, quando, uscito direttamente dalle mani di Dio, era una creatura perfetta alla pari degli angeli, la caduta a causa del peccato e la perdita dei privilegi di cui Dio lo aveva dotato, e poi il recupero dei doni non per merito suo, ma di Colui che ha voluto risollevarlo con la sua Passione. Quindi l’uomo riacquista la sua perfezione ed ottiene direttamente da Dio un’anima immortale, che potrà assicurargli grazia e salvezza.
Il percorso femminile è lastricato di donne che hanno tentato di perseguire strade a loro precluse.
Si è sempre cercato di tenerle indietro culturalmente, ostacolandone l’istruzione, nella consapevolezza che la conoscenza e la sapienza elevano gli animi, aprendo nuovi orizzonti. Ogni volta che una donna ha tentato di far valere le sue capacità, le abilità tra-mandate o apprese, è state sempre relegata bru-talmente nell’angolo con atteggiamenti discriminatori se non violenti. Non dimentichiamo che in passato fu anche tacciata di stregoneria e mandata al rogo per la sua “diversità”, non corrispondente al concetto che le avevano cucito addosso.
Lettera aperta per la pace tra la Repubblica Democratica del Congo (RDC) e il Ruanda
Alla comunità internazionale, ai leader e ai popoli coinvolti.
L’Africa ha bisogno dei suoi figli e delle sue figlie per essere un attore attivo sulla scena mondiale. Le nostre risorse, il nostro talento e il nostro spirito di unità sono essenziali per contribuire al progresso globale. Ma la guerra, la violenza e il conflitto non sono vie per raggiungere questo obiettivo. Al contrario, è solo attraverso la pace, il dialogo e la cooperazione che possiamo aspirare a un futuro prospero per i nostri paesi e per l’intero continente.
Il rapporto tra poesia e filosofia è qualcosa che non appassiona molto i poeti. In realtà, la questione merita approfondimenti e argomentazioni che non possono certamente essere fatte in questa sede, che tuttavia spingono a qualche riflessione.
Io credo che la poesia e la filosofia abbiano elementi in comune. Entrambe, infatti, hanno in comune la vita e le domande su di essa, il problema della cono-scenza e, in particolare, la meraviglia, stando a quanto si evince dal testo del Teeteto di Platone e dal primo libro della Metafisica di Aristotele, in cui si parla della meraviglia come origine della filosofia, del domandare circa il senso delle cose e del Tutto.
Avevo richiesto uno spazio pubblico per questo albero privo di luccichii e fasti che altro non pretendeva che rivolgere un pensiero d'amore a tutti i bambini vittime dei conflitti bellici attuali (circa 25.000) ma, ancora una volta, si è preferito girare la testa dall'altra parte, quella dell'indifferenza. Ancora una volta ho ricevuto la conferma che l'apparire vince sulla sostanza eppure anche questa volta ne traggo un insegnamento e ringrazio per la scarsa sensibilità e la mancanza di attenzione dimostrata perché questo ALBERO DEGLI INNOCENTI ora è nel POSTO GIUSTO, un garage così come una grotta, non ha bisogno di altro.
Controllare le masse attraverso la paura! Un fenomeno da studiare e comprendere grazie alle esperienze vissute, con cui tuttora coabitiamo. Le frequenze collegate allo stato di paura, ma non solo quelle, alterano le naturali onde vibrazionali di cui siamo dotati, in quanto esseri elettromagnetici, quindi, come logica conseguenza, esseri che trasmettono luce.
Quando saremo capaci di amare: l’amore come via per la pace e la consapevolezza di sé
Nel testo di Quando sarò capace di amare, Giorgio Gaber ci consegna una riflessione di straordinaria attualità sull’amore, inteso non come semplice emozione, ma come una scelta consapevole, un impegno esistenziale che richiede maturità, equilibrio interiore e coraggio. È un amore che non possiede, non giudica, non cerca di cambiare l’altro, ma che nasce dalla capacità di accettare e accogliere. Un ideale apparentemente lontano, eppure mai così necessario come oggi, in un mondo frammentato da divisioni, incomprensioni e conflitti.
Ormai non suscita meraviglia scorgere durante una intervista televisiva, alle spalle e in alcuni casi intorno all’intervistato, enormi raccolte di libri, a volte malmessi, in bella mostra a corredo della immagine ripresa. Come potrebbe essere definita bella da vedersi una icona che mostra un culturista privo di muscoli? Una volta la forza di un uomo veniva espressa attraverso la ripresa del fisico imponente e della massa muscolare a contorno.
Se volessimo dividere il tempo, quello che riteniamo trascorra, potremmo farlo scandendo i momenti fatti di ossimori. Adesso più che mai è quello delle contraddizioni, ben celate, ma anche ben apparecchiate. Servite a noi utenti come l’ultima invenzione per farci vivere meglio. Ma uno sguardo più accorto ci consente di verificare la dualità della proposta, scoprendo che l’aspetto oscurato è peggio di quello messo in evidenza. Se vogliamo continuare a credere nella benevolenza della politica, significa che dalle nostre parti c’è ancora la befana!
Allorquando si raggiungesse con la consapevolezza e quindi con l’uso della ragione in modo profondo e intelligente e non con chiacchiere, che vivere in con-cordia e armonia possa essere l’unica via per vivere in pace, allora e solo allora faremmo per davvero un grande passo per l’intera umanità.
Alcuni film sono predittivi e descrivono una realtà che ci circonda, diversa da quella che riteniamo vera, nella quale in pochi sono disposti a crederci. Non lontani dagli anni attuali, già in passato alcune pellicole sono state utili nel farci comprendere la matrice all’interno della quale operiamo. Adesso i fautori del metaverso, vogliono proporci un nuovo mondo parallelo all’interno del quale spostarci per vivere da eroi delle nostre storie.
La “tossicodipendenza” che va di moda
Sempre più italiani nervosi e inconsapevolmente dipendenti intossicano le loro vite guardando costantemente le soap opera. É il caso attuale delle serie turche che entrando nelle case degli italiani con imponenza inducono le persone più deboli a guardarle poiché sono letteralmente bombardati dalle loro pubblicità. C’è chi addirittura segue più soap al giorno recando cosi dei notevoli danni cerebrali irreversibili. Mattina, pomeriggio e sera, stanno diventando una droga che – come sostengono gli studiosi – questo eccesso da parte dei telespettatori nuoce non meno della tossicodipendenza.
Tutto merito di una forma di “operazioni d’affare” dove contano i numeri di ascolti mediatici, senza tener conto della salute delle persone.
L’idea dell’immortalità dell’anima e del corpo è sempre stata collegata ad un dono divino non solo racchiuso nella parabola storico religiosa e nel messaggio ultraterreno di Gesù. Cristo, resuscitando, avrebbe sconfitto la morte dimostrando ai testimoni e ai secoli futuri che il pungiglione della morte e la sua vittoria sono state sconfitte per sempre: divina ed eterna promessa di salvezza e d’immortalità per coloro che credono nel messaggio del fondatore del cristianesimo. Già nel Vangelo di Giovanni Evange-lista, il discepolo che Gesù amava e l’apostolo profeta del Nuovo Testamento per via della scrittura a lui attribuita dell’Apocalisse nell’esilio di Patmos, il tema dell’Immortalità come dono divino appare nella sua più carnale concretezza.
Un passo del Vangelo di Giovanni è illuminante e racchiude il dubbio di Cristo agonizzante in croce sul destino che egli vorrebbe riservare al suo discepolo più amato.
Alcuni fonti accreditate hanno stabilito che il nostro Paese si avvale di duecento cinquantamila leggi per governare, altri ne attribuiscono cento dieci mila, i più non lo sanno. Nemmeno i tanti legulei che si affan-nano a corteggiare i potenti, hanno bisogno di questa conoscenza, avendo già conquistato sufficiente fonte di tutela con la vicinanza al potere.
Foggia piange Angelo Capozzi
Docente dell'Università del Crocese, Angelo Capozzi si è occupato di astro archeologia. È stato un grande studioso della tradizione folkloristica di Foggia e della Capitanata.
Partendo dal punto di vista democratico secondo il quale ognuno ha diritto di scegliersi un sesso diverso da quello somatico sul piano psicologico, anche diritto di mutare il sesso somatico stesso in base a terapie e operazioni chirurgiche, partendo da ciò viene difficile accettare la confusione che ne è sorta a proposito dei generi grammaticali nell’Unione Europea.
Come conseguenza del cambio di sesso sul piano psicologico, sembra che ci siano molti problemi sull’uso del genere maschile o femminile per l’identificazione anagrafica, tanto più che tale genere può essere alternato in base ai desideri del momento per così dire, anche in seno ad una stessa giornata come nel genere oggi cosiddetto fluido.
Un legame indissolubile per la sopravvivenza umana
La pace è uno dei concetti più antichi e universali dell’umanità, un ideale che ha ispirato poeti, filo-sofi, leader politici e spirituali nel corso dei secoli. Sebbene spesso associata all’assenza di guerra, la pace è molto più di una semplice cessazione delle ostilità. Essa abbraccia una gamma di significati e dimensioni che includono la giustizia sociale, l’armonia personale, la stabilità politica e la so-stenibilità ambientale. Questo articolo esplorerà diverse prospettive sulla pace, esaminando le sue implicazioni storiche, filosofiche, sociali ed economiche.
.
La forma del dialogo trova un grande sviluppo nella cultura, sia come genere letterario autonomo che come elemento interno alla comunicazione narrativa. Il dialogo fu nell’antichità greca la forma letteraria per il discorso filosofico, acquistando caratteri e finalità particolari; Platone traspose in dialogo il dibattito investigativo socratico, mantenendo la vivacità drammatica dell’oralità scelta dal Maestro. Esso si proponeva il conseguimento della verità, attraverso il confronto delle opinioni e l’osservazione della realtà. Da esso nacque il metodo dialettico, tipico del dibattito filosofico alla ricerca della verità, anche quando il dialogo rimaneva aporetico. Il dialogo animò anche altre forme letterarie, come l’epica di Omero e le parti narrative dei generi teatrali. Nella tragedia gli attori e il coro rappresentavano la vicenda mitica secondo le varie modalità della comunicazione. Passavano dalla rhesis e dal resoconto di eventi in forma indiretta alla responsione dialogica attraverso battute brevi di pochi versi(sticomitia), o addirittura di emistichi dimezzati (antilabè). Con il dialogo nelle sue varie forme, veloci o rallentate, venivano evidenziati il carattere dei personaggi nel divenire degli stati d’animo e il percorso progressivo della vicenda.
L’essere umano, imperfetto, quando è colto da buoni propositi, afferma ufficialmente di voler tendere verso la perfezione. I codici comportamentali di ogni Stato sono sostenuti da questa determinazione, messa in bella mostra da articoli di legge e attraverso nobili principi ispiratori. Ma siamo anche consapevoli di quanta falsità sia pregno l’animo dell’essere umano, afflitto soprattutto da carenza di scrupoli.
Una peculiare caratteristica che gli consente di fingere la ricerca di un nobile obiettivo, mentre al contrario sta perseguendo i propri interessi.
La pittura, una delle forme d’arte più antiche e profonde, è stata a lungo considerata non solo un mezzo di espressione estetica, ma anche un potente strumento di esplorazione e guarigione psicologica. Gli studi psicologici hanno esaminato il ruolo della pittura come portale verso il mondo interiore, sve-lando come questa pratica possa fungere da cata-lizzatore per la comprensione di sé e il superamento dei traumi.
Secondo la teoria del Sé di Carl Rogers, ogni individuo possiede un Sé ideale e un Sé reale. La pittura può diventare un mezzo attraverso il quale l’artista esplora e rappresenta queste due facce del Sé, lavorando verso una maggiore congruenza e armonia interiore.
Esempio di umiltà, saggezza, amore e generosità verso i più bisognosi
Mentre mio padre era al fronte, ricordo ancora le mie paure quando, con mia madre, mi precipitavo nei rifugi scavati nei terreni dell’azienda agricola di mio nonno paterno, per evitare le bombe. In quel periodo, e parlo degli inizi anni ’40, al calar della notte, un aereo misterioso e solitario denominato “Pippo” sorvolava costantemente i cieli del nord Italia terrorizzando tutti. – Così esordì Sergio Camellini, nato a Sassuolo in provincia di Modena, quando gli chiesi di parlarmi un po’ di se e della sua vita, seduti ad un bar della centralissima via Emilia a Modena, mentre sorseggiavamo un caffè.
Membro della Società Italiana di Sessuologia Clinica e Psicopatologia Sessuale, Sezione Speciale Società Italiana di Psichiatria; psicologo clinico e biopsicosessuologo “per passione”, poeta “di professione”.
A livello emotivo, la lettura ci permette invece di sviluppare la Teoria della Mente, ossia la capacità di comprendere gli stati mentali degli altri, attribuire alle altre persone stati mentali, ed entrare in empatia con loro
.
La letteratura è una necessità per l’umanità, come l’ossigeno. Questa affermazione di Virginia Woolf cattura l’essenza vitale della narrativa nel tessuto della nostra esistenza. Ma come può qualcosa di così intangibile come le parole scritte influenzare così profondamente la nostra realtà interna? Come può la letteratura, con i suoi intricati intrecci e personaggi immaginari, modellare la struttura stessa della nostra psiche?
Immaginate di trovarvi in una biblioteca silenziosa, circondati da scaffali che toccano il soffitto, pieni di libri. Ogni volume è un portale in un altro mondo, un invito a vivere mille vite, a sentire emozioni che non sono le nostre, a imparare da esperienze che non abbiamo mai avuto.
Da un lato il bene, dall’altro il male? Ma che cosa sono? Il male è un mero non-essere, un’assenza di bene, un cono d’ombra plotiniano? Il male è ciò che non si deve fare, neppure talvolta pensare? Allora esiste. Eh sì; sembra che possa esistere.
Anche il poeta-scrittore ha un suo laboratorio e non si deve assegnare questo termine solo all’attività più materiale e pratica dell’artigiano e dell’uomo di scienza; la stessa poesia, dal greco poiein, indica un fare, un creare e produrre qualcosa che prima non c’era; alla stregua di un artigiano e di un tecnico, il poeta svolge un lavoro e con le sue mani dà alla luce un’opera.