La nostra potrebbe essere definita la società degli ipocriti. Ma anche la società degli stupidi, sottomessi dalle regole della stupidità che regnano incontrastate. Proviamo insieme a fare alcune considerazioni. Quali sono i valori che rappresentano l’attuale società di cui siamo ottusamente fieri?
Il denaro primo in classifica, tallonato in stretta misura dal potere, a pari merito la classifica vede imperante la proprietà delle cose.
Da Lucrezio a Calvino: il lungo viaggio tra lavoro, otium e alienazione contemporanea
riesce a conseguire la serenità in armonia con la natura e lontano dalle passioni. Virgilio nelle Geor-giche sostituisce al sapiente l’agricoltore, dotandolo, a sua volta, di una grande sapienza di vita e con-trapponendolo al cittadino. L’agricoltura, per lui, non è solo lavoro e funzione, ma una filosofia e una civiltà. Nella vita dei campi è possibile acquisire una saggezza che non proviene dal silenzio e dalla speculazione, ma dall’equilibrio di tutte le componenti della vita.
Quando gli dèi diventano terapia: i miti come mappe dell’anima
Gli antichi usavano il mito come una bussola per orientarsi nel caos della vita. Oggi, in un’epoca satura di spiegazioni e povera di senso, tornare al mito significa restituire profondità all’esperienza, riascol-tare la voce dell’anima quando parla in immagini. Jung lo sapeva bene: i miti sono “narrazioni dell’in-conscio collettivo”, figure archetipiche che continuano a muoversi dentro di noi. Non sono ricordi della civiltà: sono forze psichiche vive.
Il mito è una forma di conoscenza che non ragiona per concetti, ma per simboli. Dove la scienza chiede prove, il mito offre immagini; dove la psicologia clinica indaga i sintomi, il mito restituisce significati. Non perché sia meno profondo, ma perché parla un linguaggio più antico, capace di toccare le radici emotive prima ancora della mente.
Nasciamo tutti uguali, l’uomo ci rende diversi? Verrebbe voglia di dire che fino ad ora tutti i partiti politici hanno fallito non essendo stati in grado di stabilire una equa distribuzione degli averi fra tutti i cittadini. Ma anche non esser riusciti a rendere tutti cittadini! Con uguali diritti e uguali doveri. Troppo idealisti o piuttosto troppo retrogradi?
I programmi elettorali di ogni partito enfatizzano gli impegni dei candidati nel sostenere le ragioni dei tanti che sono penalizzati rispetto a quelle di pochi, privilegiati possessori di averi e di potere. Una democrazia incompiuta si potrebbe dire, incapace di sostenere le aspettative delle minoranze.
La voce viva dello spirito ellenico
Mi hanno dato la lingua greca, la casa povera sulle spiagge di Omero.
Unico mio pensiero, la mia lingua,sulle spiagge di Omero.
Odysseas Elytis, Axion Esti
La letteratura è lo specchio dell’anima di un popolo. È la voce che si leva contro l’oscurità, la memoria che custodisce ciò che merita di restare.
Così, la Società degli Scrittori Greci (EEL), una delle più antiche e significative istituzioni spirituali del nostro Paese, con una storia che supera i novant’anni, continua a mantenere viva la fiamma del pensiero e della letteratura greca, a collegare le generazioni dei creatori e a ricordare che la cultura è un modo di vivere.
Nel cuore di Atene, in una sala che respira storia, commozione e arte, la Società prosegue silenziosamente ma con sostanza la sua missione.
Un patrimonio da riscoprire
La storia della letteratura dedica poco spazio alla poesia femminile, soprattutto del passato, pur esistendo esempi di poetesse di grande valore, sia per l’intensità espressiva che per la versificazione.
Nei secoli scorsi indubbiamente il numero delle donne che si sono cimentate nella poesia, come peraltro in altre forme artistiche, è stato molto basso rispetto a quello degli uomini. Questo è sicuramente dovuto al ruolo della donna nella società di un tempo, molto focalizzato sulla quotidianità e sulla gestione della casa e della famiglia.
La poesia femminile dell’occidente ha la sua origine con Saffo, non solo la più grande poetessa dell’antichità, ma anche la voce poetica femminile più intensa di tutti i tempi. Di lei si sa che visse nel VII secolo avanti Cristo, nell’isola greca di Lesbo, dove fondò un collegio femminile, il Tiaso, in cui insegnava alle giovani donne il culto per l’arte e per l’amore.
IN FOTO: Saffo che si getta dalla rupe dell’isola di Leucade, di Antoine-Jean Gros (1801)
Il 12 luglio si è celebrata la prima giornata internazionale della speranza. Il tema scelto per il 2025 è “un bisogno universale in tempi di incertezze”.
In un conteso globale caratterizzato da conflitti, divisioni sociali, problemi ecologici, da un'iniqua distribuzione delle risorse e da un'economia senza etica è necessario coltivare luoghi in cui la speranza possa radicarsi e prosperare nella giustizia universale.
Antonio Guterres, Segretario delle Nazioni Unite, ha sostenuto che “le Nazioni Unite sono il prodotto della speranza” considerata forza unificante di tutti i popoli.
L’estate dei poeti: dal mito agreste alla nostalgia della modernità
La Bella estate, La spiaggia e Feria d’agosto sono racconti di Pavese che indicano la nostalgia dell’autore per la stagione estiva; si tratta dell’estate della sua adolescenza trascorsa in campagna, sulle colline delle Langhe, momento della vita opposta alla maturità e alle occupazioni cittadine; nasceva nella psicologia della generazione del Novecento il binomio città-campagna e, in analogia, infanzia-maturità, con la nostalgia di un passato puro ed innocente opposto alla storia presente della metropoli industriale che corrompeva quel mitico paradiso.
Cammino tra alberi manifestanti la bellezza dell'autunno. Stagione da me sempre amata anche oltre i suoi vivi colori, quando esprime il grigio della nebbia, le giornate della pioggia, del resto è il suo carattere. Pazientando arriva l'inverno e anch'esso ha i suoi colori "rigidi". Poi la dolce e sensuale primavera.
Autunno. Stagione dai colori caldi, gialli di varie tonalità, chiari, intensi, dorati, rossi fuoco, rossi mattone. Colori della Maestra d'Arte, Madre Natura.
Cammino ed ammiro il circostante come una vera e reale emozione che mi penetra per diffondersi in tutto me, percependo una sorta di intensa vibrazione di bellezza. L'amico Sole, con il suo ultimo tepore rav-viva i colori dell'autunno da sembrare delle preziose gemme. Vere emozioni, appunto.
Adesso va forte la visione globalistica deretano centrica. Lo dice la moda in ogni dove con rigogliosi glutei esposti soprattutto nei luoghi di mare e privi di ogni copertura se non un sottile garbo divisorio inserito fra le due maestose esuberanze. Non sempre rigogliose e prominenti ma spesse volte flaccide e rugose, esposte comunque in ossequio ad uno stile imperante e ad un desiderio anch’esso ormai poco sostenibile per incipiente rugosa anzianità cutanea.
Gli esseri umani sono sempre più esclusi da processi decisionali assunti da coloro che, pur eletti loro rappresentanti, non frenano aggressive iniziative di morte, svendute per benefiche promozioni a tutela di un popolo addormentato. Ma anche, assecondano azioni malefiche promosse da sottoposti a gendarmi controllori della stabile presenza di un vivaio di sostentamento per loro esigenze. Un grande imbro-glio all’interno di un teatro dove loschi personaggi si sono impossessati della scena, somministrando a loro volta falsità e prebende ideologiche ad una mandria di spaesati. Una serie di teatrini all’interno di un grande inganno!
3/3/2025 Mattino.
Cammino sull’erto sentiero coperto di neve ghiacciata per raggiungere una cima a 1650 metri.
Il giorno è illuminato, fin dal primo mattino, da un deciso sole primaverile che mi costringe ad avanzare a testa bassa, osservando le mie impronte e ascol-tando lo scricchiolio sotto i passi.
All’improvviso, le guardo con occhi diversi: un pen-siero inatteso mi attraversa.
Un ricordo lontano prende forma.
La mente visualizza altre impronte, e quell’immagine familiare riempie il mio pensiero: mio padre che calpestava neve gelata nell’inferno della Campagna di Russia.
L’uomo è una raffinata struttura intelligente in grado di produrre i “Leonardo da Vinci” “Albert Eistein” e altre eccellenze grazie alla sua potente capacità di consapevolezza e alla sua elevata coscienza. Perché allora vengono somministrate falsità che annichi-liscono le sue capacità decisionali? Chi ha interesse a soffocare verità che se rivelate potrebbero cambiare la nostra vita? Chi cosa e perché sottomette l’uomo ignaro del suo stato di subordinato non avendo mai conosciuto una vita vissuta in libertà non condi-zionata?
Una Chiesa che abbraccia le periferie e ascolta il grido del mondo
Il papato di Francesco “venuto dalla fine del mondo” consegna ai cardinali, chiamati a nominare il successore di Pietro, una chiesa rinnovata nel sentire il dolore del mondo con una pastorale nuova finalizzata a riscoprire il volto misericordioso di Dio negli ultimi ed oppressi.
A volte accade di percepire la necessità di trovare un posto, un luogo, un ambiente, per pulire la mente. Una necessità che, dal profondo della psiche, cerca di emergere o riemergere. Una necessità per allontanarci dalla cacofonia quotidiana. Isolare la mente dalla cacofonia e aprirla dentro ad un “ambiente” dove l’essenza del Circostante sappia elevarci.
Una pandemia lunga nei tempi e nei modi assilla l’essere umano attaccato da un vettore fra i più insidiosi in circolazione: l’ipocrisia. Nei suoi confronti impotente ed asservito il popolo mostra da sempre prolungata accondiscendenza conquistandone l’uso e il consumo.
Quindi una strategia comunicativa, fra tante, è il comportamento ipocrita. “Fate come dico ma non come faccio”. Un detto sempre attuale, anzi ora più che mai pertinente.
Una raccolta poetica di Papa Francesco sull’importanza della poesia nella formazione e nell’educazione
Il rapporto poesia - interiorità - verità è una forte esigenza del sentimento poetico del nostro tempo. L’uomo contemporaneo dalla poesia non vuole la finzione intesa come costruzione lirica della mente, ma vuole la verità. E quale verità?
– La verità di senso: la poesia è chiamata a far scoprire all’uomo la dimensione valoriale degli accadi-menti, lieti e tristi, della vita; deve aiutare l’uomo a dare un significato alla gioia o al dolore in questa fuga continua di giorni;
– la verità morale: fare poesia implica mettere l’uomo nella condizione di discernere il bene e il male che è dentro di lui.
Un viaggio dell’arte nella storia dell’emigrazione
Pescocanale, ridente borgo montano immerso nel verde dei boschi, arroccato su una irta collinetta, a differenza del comune di Capistrello, di cui rappre-senta una frazione, è situato nell’estremo confine della Valle Roveto.
La storia di questa piccola comunità agro pastorale che ha condiviso, soprattutto nel secolo scorso, lo spopolamento nei vari flussi emigratori della gente d’Abruzzo, rivive nei Murales realizzati sulle facciate dell’antico centro storico.
Un mistero da duemila anni interroga la fede e la ragione: la Resurrezione di Cristo. Evento fondante per il cristianesimo, essa si presenta anche come simbolo universale, ponte tra le religioni, il pensiero filosofico e l’interiorità umana. Non è forse la resurrezione – in ogni sua forma – il segno più profondo del desiderio dell’uomo di vincere la morte, o meglio di trasfigurarla?
Quali potrebbero essere gli inquinanti presenti nel percorso di vita di ogni essere umano? Quali fra essi escludere perché l’esistenza possa assumere contorni opzionati, frutto di una selezione tendente a favorire la via del benessere piuttosto che la inquinante alternativa del malessere?
Secondo ipotesi dettate dalla fisica quantistica, nel momento in cui operiamo una scelta, facciamo sedi-mentare il percorso intrapreso, collassare la funzione d’onda.
Venti anni fa (2/4/2005-2/4/2025) ci lasciava Papa Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, ma la sua santità ancora è presenza provvidenziale nella storia.
In un’epoca complessa, caratterizzata da cambia-menti decisivi seguiti alla caduta del muro di Berlino, il suo essere fiducioso nella misericordia divina ha permesso il dialogo pacifico tra Est ed Ovest.
.
Passavo di lì, un giorno, mentre tranquillo, t’osservavo passare tranquilla, quasi silenziosa, mostrando un senso di pace. Qualche giorno dopo, ancora passavo di lì, abitudine era osservarti, eri un po’ arrabbiata, mostrando a tutti, un particolare caratterino, molto vispo. Nel pomeriggio, avevi alzato la tua voce, quasi urlavi, mentre ricordavo, con nostalgia, il giorno tuo placido. Forse avevi le tue ragioni, ne ero certo, ad essere così, irritata.
Viviamo in un periodo storico molto difficile e pericoloso per le guerre in corso in diverse parti del mondo, in particolare tra la Russia e l’Ucraina e tra Israele e la Palestina, eventi che potrebbero dege-nerare in un terzo conflitto mondiale. Ho ripercorso con l’aiuto della memoria il pensiero di Seneca sulla guerra.
Il lessico poetico ci permette di guardare il mondo con occhi nuovi
.
Scrivere poesie è accompagnare alla porta dell’anima per vedere ciò che siamo veramente; è accogliere in noi l’alterità dell’altro nel messaggio universale della speranza.
La cura dello sguardo purificato dal narcisismo edonistico permette di tornare a sentire, a sentirsi, a vedere e a vedersi per riscoprire il mondo con i sensi come fanno i bambini per cogliere la meraviglia dello stupore. Anche i simbolisti francesi facevano dell’arte poetica fuoco sacro dello spirito: “La poesia è la preghiera scritta dai poeti per curare il mondo dalla mancanza d’amore” (A. Rimbaud). L’uomo è costretto a portare il personale dramma della vita e per alleggerirne il peso deve aggrapparsi alla immobile luminosità dell’immenso leopardiano superando la siepe del materialismo.
Se la vita rappresenta la celebrazione più alta cui mirare, studiarne le caratteristiche e comprenderne il significato è altrettanto importante. Tentare di scrollarsi di dosso le tante incomprensibili anomalie comportamentali che affliggono l’essere umano, potrebbe essere una iniziativa salutare. Potrebbe essere un nuovo inizio! Ma siamo tutti in grado di dischiudere la nostra conoscenza alle verità negate e accettare realtà che potrebbero far male?
Salire su di esso per conoscere il mondo
È solo un esempio. Un prestare attenzione a qualcosa che ci è vicino o “sotto il naso”, capirne il senso, ma che distrattamente non osserviamo, la mente non accoglie. L’albero e il suo mondo. L’albero potrebbe essere definito come un mondo nel mondo. Guardiamolo un po’, nella sua estensione “corporea”, tronco, rami, foglie, andando oltre la sua bellezza. La sua estensione “corporea” ospita una moltitudine incredibile di vita animale. Insetti di varie specie e animali più grandi (uccelli, scoiattoli, ecc.), una convivenza e coabitazione regolata dalle leggi della Natura che fa riferimento all’istinto.
Giornata Internazionale della Lingua Madre
Il 21 febbraio la giornata internazionale della lingua madre, proclamata dall’ONU e dall’UNESCO nel 1999, insieme all’obiettivo per lo sviluppo sostenibile sull’istruzione dell’Agenda 2030, rivaluta e protegge le lingue madri soprattutto nei primi anni di scuola.
Non solo per rispondere ad un dettame costituzio-nale, che tutela le lingue minoritarie, ma per consentire la promozione della cultura della parola questa giornata vuole offrire l’opportunità di dare spazio all’ascolto e alla riflessione. La pluralità delle voci consente un dialogo in continua evoluzione alla ricerca delle proprie radici dando forma al caos dell’anima.
Crescere figli dei social nel mondo di oggi
Assistere alla tristezza di un figlio è come trovarsi di fronte a uno specchio che riflette la propria impotenza. Vedere quel piccolo essere, che abbiamo portato in grembo e cresciuto con amore, lottare contro un dolore interiore è un’esperienza straziante. Ci sentiamo impotenti di fronte alla sua battaglia silenziosa, alla ricerca di un senso che sembra sfuggirgli. In quei momenti, i loro occhi umidi si posano su di noi, cercando risposte che non abbiamo. Ci guardano con la speranza di trovare una guida, una direzione in quel labirinto di emozioni.
Ma è proprio in quel momento che dobbiamo fare un passo indietro, lasciare che trovino la loro strada. La tentazione di intervenire, di offrire un “aiutino”, è forte. Vorremmo proteggerli dal dolore, indicare loro la via più facile.
Studi recenti consentono di affermare l’esistenza di una coscienza universale presente in ogni parte del nostro corpo ed in ogni luogo che ci circonda. Ogni avvenimento che si verifica è registrato dalla matrice che avvolge e contiene l’universo. Per cercare qual-cosa bisogna sapere di averla e in tanti fra noi col-tivano il dubbio che manchi un sentire persona-le. Nonostante alcuni ricercatori ritengano che la coscienza risieda nei microtubuli delle nostre cellule cerebrali, aree primarie quantistiche, tutte le altre cellule del corpo umano mostrano autonomia, ca-pacità decisionale e intelligenza comportamentale.
Non facile seguire ma soprattutto comprendere le dinamiche che ci coinvolgono nel quotidiano, anche se tutti noi, cercatori di pace, abbiamo imparato a evitare scontri e compromissioni con i fatti che avvengono. Allontanandoci dai pericoli o presunti tali, ma anche affrontandoli con acquisita compostezza, studiando la vita ma soprattutto cercando di capirne il significato. Allontanarsi dall’altro non sempre può essere una decisione costruttiva, perché impedisce di conoscere i suoi bisogni ma prima ancora impedisce di conoscere i propri.
È difficile essere sereni nel nostro tempo se si seguono le vicissitudini di questo terzo millennio. Identifico così questo mio dire:
L’essere umano è dentro alla sua caverna, scura forse con qualche incisione rupestre sulle pareti per darsi un certo tono. Un antro insomma primordiale, con acceso, il fuoco per scaldarsi un po’ per stemperare il freddo che lo circonda.
Il suo sguardo volge verso l’uscita. All’esterno un ambiente inospitale al primo sguardo, misterioso, sconosciuto, pauroso anche, da scoprire e da affrontare. Deve uscire per necessità di sopravvivenza ma, la paura, il timore di ciò che non conosce lo percepisce in tutto il corpo.
Un viaggio interiore tra natura, pensiero e consapevolezza alla scoperta di sé stessi
Nel mezzo del cammin di nostra vita...
Ho “rubato” questa frase solamente per citare... l’im-portanza del camminare...
Perché il sentiero non è più, poi, così lungo ancora da percorrere...
Camminare è l’esercizio fisico più semplice che l’essere umano può esercitare.
Camminare e pensare/meditare è un binomio che aiuta molto. Si sta “riscoprendo” il camminare lento e il pensare mentre si cammina.
La filosofia di fondo di tra ragione, verità, sospetto e contraddizione
Certamente Sciascia è stato nella sua esistenza di uomo con una filosofia esistenziale tesa a “cercare la verità”, una verità non dogmatica ma con una visione laica, una verità sopra le parti e le cordate, tant’è che non esitò a mettersi in una linea di contestazione con l’allora protagonista del giornalismo italiano, Eugenio Scalfari, Direttore de La Repubblica, coniando quella frase nessuno è al di sopra di ogni sospetto.
Molte cose non le conosciamo, probabilmente non le conosceremo mai, ma una cosa certa la sappiamo e non possiamo far finta di non saperla. Si sprecano le congetture sugli eventi che ci stanno coinvolgendo procurandoci non pochi danni e sofferenze, ma con-tinuiamo a non voler vedere, continuiamo a credere che sia impossibile che sia vero. Al progetto rimbambimento partecipano in tanti senza neanche sospettare di essere coinvolti.
Storia, analisi e spigolature sulle interazioni
ARTE & SCIENZA - Questi due termini, apparente-mente in antitesi, ci pongono di fronte ad un inter-rogativo: alla luce dei tempi attuali potrebbero, come le rette parallele nella geometria euclidea, incontrarsi all’infinito? Oppure, essendo due termini dicotomici, non incontrarsi mai? Arte della scienza o scienza dell’arte? Tutto ruota attorno a ciò che noi chiamiamo reale, se per realtà si intende quello che i nostri sensi percepiscono. Il quesito consiste, in sintesi, nell’in-dagare sul rapporto tra queste due termini: sono essi assoluti o relativi? Funzioni di variabili umane filtrate dall’esperienza storica dell’uomo e della sua evolu-zione del tempo? Sono proporzionali o equivalenti? Oggettive o soggettive?