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Passavo di lì, un giorno, mentre tranquillo, t’osservavo passare tranquilla, quasi silenziosa, mostrando un senso di pace. Qualche giorno dopo, ancora passavo di lì, abitudine era osservarti, eri un po’ arrabbiata, mostrando a tutti, un particolare caratterino, molto vispo. Nel pomeriggio, avevi alzato la tua voce, quasi urlavi, mentre ricordavo, con nostalgia, il giorno tuo placido. Forse avevi le tue ragioni, ne ero certo, ad essere così, irritata.
Nella serata, il tuo caratteraccio, debordava dalle consuetudini e il tuo urlo, divenne potente, sembrava una voce oscura, proveniente da un profondo passato, ovunque passavi, lasciavi profondi segni, sulle tue espressioni, mostrando le tue intenzioni rabbiose. Ammutolite le persone, con terrore ti osservavano, e il tuo urlo ascoltavano, mentre nel tuo fare, tutto travolgevi e facevi tuo, nella tua ira, lasciando ovunque macerie.
Si comprese, con solito ritardo, che tu, Acqua, necessiti di rispetto e considerazione. Tu, Acqua, sai essere bellezza, poesia, serenità, se tu fossi rispettata, sai dare vero benessere. Mancando rispetto e considerazione, ti alteri, ti arrabbi, ti gonfi, debordando qui e là, dove ti va di passare, senz’alcun problema di ostacoli, e come già nel passato con la tua memoria e tuo diritto, passi, conoscendo già la via. Del resto il pianeta è tuo, da prima di noi umani.
Sei linfa di vita. Sei indispensabile, alla vita di tutti coloro che vivono, su questa palla di pianeta. Sei unica. E noi, autodefinitesi “…Sapiens…” e per meglio dire, terzo millennio dell’era cristiana, nulla abbiamo compreso di ciò che dovremmo fare qui. Forse siamo un po’ tardi, di comprensione. Forse arroganti. Forse non certamente, sapienti né coscienti di ciò che, facciamo a ciò che dovrebbe essere casa nostra, insieme a te, Acqua. E di te, linfa di vita, ci nutriamo, senza di te, noi non saremmo. Eppure, appena possiamo, di te, facciamo scempio. Ecco perché, quando sei tanta, ti espandi a dismisura, e noi piccoli esseri, rimaniamo lì, attoniti, spaventati, ammutoliti, con l’arroganza tra le gambe.
Difficile e incomprensibile è notare quanto impegno mettiamo ad avvelenarti con criminali scarichi sulla tua essenza vitale. Inoltre la scienza non è ancora riuscita a inventarti ed è per questo che è a dir poco assurdo che, di te se ne faccia scempio. La scienza è attivata a cercarti in altri corpi celesti perché qui, guarda un po’, sei poca. Quando invece, sapendo chi sei, dovremmo esserti riconoscenti, per ciò che sei. Vita.
Avere il senso dell’acqua.
Il senso dell’acqua è per similitudine alla pari di cosa sia l’intero sistema circolatorio del sangue nel corpo umano. Il sangue è linfa vitale che trasporta nel suo flusso, con vene grandi, vene piccole e capillari, le sostanze utili per la vita di tutto il corpo umano. I corsi d’acqua, i fiumi grandi, piccoli e piccolissimi, sono l’intero sistema vitale acqueo per tutto pianeta Terra.
Dalle cime innevate e dai ghiacciai, ritenuti fino a non tanto tempo fa, eterni, scendono in mille e mille rivoli, per diventare torrenti, fiumi, laghi ed infine al mare. Ghiacciai eterni? Oggi non più. Questo significa che, probabilmente ci saranno problemi di approvvigionamento idrico. Ecco che allora l’acqua è estremamente importante e averne maggiore rispetto andando oltre ad una simbologia poetica e spirituale.
Se l’acqua è e rimane sana, sarà un grande beneficio per tutto il pianeta in ogni luogo. Se invece la avveleniamo con sostanze tossiche e velenose, ecco che allora l’acqua diviene un micidiale intruglio mortale per tutti, vegetali, animali ed umani. Ecco che allora, dovremmo escogitare attraverso le varie Nazioni, i vari Governi, e qui la vedo dura, in un intento intelligente, norme e leggi, per far sì, obbligando ad un maggiore rispetto per la vita del pianeta salvare l’intera umanità.
Allora sì, l’acqua sarà poesia, estasi, benessere, spiritualità, e non di meno si potrà ritornare all’acqua senza paura che sia velenosa. Inoltre per non dimenticare, l’inizio di questo mio articolo, traccio un riferimento all’alluvione del 2010 nella mia città, Vicenza, che vidi i cittadini attoniti, muti, spaventati, davanti all’acqua che nel suo deciso fare, invadeva la città, negozi, strade, auto. Purtroppo le alluvioni, in Italia, si ripetono ancora per una cattiva gestione del territorio, ma anche nel mondo non è diverso. I cambiamenti climatici, seppur negati da chi nulla comprende se non il proprio ego, ci stanno mettendo alla prova e l’acqua è uno dei cambiamenti più forti.
Mentre l’acqua, dovrebbe esserci amica con la quale convivere per la sua essenzialità vitale e la sua sensuale bellezza.