Una società dove il virtuale diventa reale

Il lato negativo dei social riguarda i giovani e non solo

Che i social vale a dire Facebook, Instagram, Tic toc, Linkedin, tanto per citare i più conosciuti e diffusi, abbiano influenzato il mondo della comunicazione e dell’informazione non è certo una novità ma occorre riflettere meglio sul peso che hanno assunto nella nostra società. Una società sempre più connessa e facile preda o vittima che dir si voglia delle opinioni e dei fatti che passano attraverso questi, spesso in modo distorto se non addirittura completamente falso.
Certamente anche i vari canali televisivi o le varie testate giornalistiche riportano opinioni e giudizi di parte, ma il loro potere orientante è senz’altro meno invasivo.



Questo perché basta aprire il cellulare o il computer per essere, spinti senza volerlo a visionare notizie e reels riguardo politici o fatti di cronaca o scoop di vario genere. A contribuire alla falsificazione di notizie o alla loro carenza informativa c’è anche il fatto che piattaforme come You Tube o Tik Tok permettono a chiunque di creare dei contenuti e di diffonderli e se hanno, da un lato permesso a talenti che altrimenti non avrebbero avuto voce, di farsi conoscere, dall’altro hanno anche dato spazio, come detto, a numerose fake news e notizie spazzatura.

Del resto nessuno riesce più a disconettersi e suo malgrado a non essere condizionato dai social che, specie per le nuove generazioni, nate e cresciute con il cellulare e il pc diventa talvolta una preoccupante dipendenza, tanto da farle isolare e diventare asociali. E che dire delle violenze e atti di bullismo anche gravissimi filmati con il cellulare e che poi i giovani e giovanissimi postano per ricevere e dare approvazione? Altro rischio è quello delle “challengers” ovvero sfide, diffuse dai social, che mettono a rischio l’incolumità e a volte la vita stessa dei partecipanti: basta pensare al rooftopping ovvero “stare in cima ai tetti”. Gioco che i social hanno trasformato in una sfida tra i giovani tra i sedici e i venticinque anni che, lungi dall’essere scalatori professionista, identificano un edificio e escogitano un modo per scalarlo: salire sul tetto e postare il selfie d’obbligo. Altri, sempre spinti da foto e reels sui social si cimentano in acrobatici salti mortali tra edifici, terrazze, lampioni e quant’altro, postando a loro volta le foto per ottenere consensi. La lista potrebbe continuare fino a diventare prolissa ma forse giova ricordare i distrurbi alimentari o le fisse per la chirurgia estetica che riguardano giovanissimi e non solo. Tutta colpa dei social? Non solo, certo, ma i social hanno indubbiamente un peso che incide fortemente su certi atteggiamenti, compresa l’autoesclusione chiamata con il nome giapponese (dove è stata identificata) hikikomori. Riguarda giovani fragili che trovano rifugio nel cellulare e nei social escludendosi dal mondo reale e vivendo con una identità fittizia con cui essere quello che non si è, spaventati dalla realtà esterna e dai contatti sociali.

Del resto, l’influenza dei social è ben conosciuta dalle grandi aziende che cercano persone in grado di gestire le vendite e la promozione on line, di fare “marketing “in genere: esistono pertanto corsi e diplomi di laurea in tal senso ed essere social media manager è diventata una professione ben retribuita e in via di sviluppo. Negli ultimi anni, specie durante il covid, si sono creati nuovi modelli di interazione sociale e molte persone sono state spinte a cercare contatti personali e lavorativi sui social. Se questo ha da una parte permesso di non restare isolati, specie in anni di segregazione a causa del timore dei contagi, ha d’altra parte favorito appunto l’instaurarsi di rapporti virtuali dove si può falsare la propria reale identità e istaurare rapporti falsificati dallo schermo.

Posted

23 Apr 2025

Attualità e tendenze


Gabriella Paci



Foto dal web





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