Chalkida, dove la poesia diventa ponte tra i popoli

Ci sono luoghi in cui la poesia non è soltanto letta, ma vissuta. Luoghi in cui le parole non si posano sulla pagina, ma camminano tra la gente, respirano, dialogano, costruiscono.
Chalkida, in Grecia, è uno di questi luoghi. Anzi, lo è da tempo. E lo è ancora di più dal 27 al 31 maggio 2025, quando ha ospitato la quarta edizione del Festival Mondiale di Poesia “Crocevia dei Popoli”.
Un nome che è già un programma: Chalkida come snodo di culture, di voci, di storie.



E la poesia come linguaggio comune, come strumento di fratellanza. È questo il cuore pulsante dell’evento ideato e guidato con passione e tenacia dalla poetessa greca Maria Mistrioti, che dal 2002 tiene viva una visione in cui la poesia ha ancora una funzione civile, universale, profondamente umana.
26 poeti, 15 Paesi, una sola lingua: quella dell’incontro. Kosovo, Kurdistan, Messico, Bangladesh, Stati Uniti, Italia, Iraq, India, Polonia, Romania, Serbia, Croazia, Slovenia, Uruguay… Sono soltanto alcuni dei Paesi rappresentati dai 26 poeti giunti a Chalkida per condividere parole e visioni.
Il tema scelto per quest’anno – Il contributo della poesia alla fratellanza dei popoli – non è rimasto confinato nei titoli delle conferenze. È stato vissuto, riga dopo riga, incontro dopo incontro.
Le giornate si sono aperte con visite culturali (come al Museo Arethousa o alla Galleria Giorgis Mistrioti) e si sono chiuse con emozionanti serate di lettura, scambi, abbracci e versi in tante lingue, tradotti con cura e rispetto. A fare da cornice, l’accoglienza della Regione della Grecia Centrale, delle città di Limni, Delfi, dei comuni vicini e di numerosi enti locali che hanno creduto nel potere della parola.

.
Il festival non è rimasto fermo in un’unica sede. Ha viaggiato, come fanno le idee più forti. A Limni, i poeti sono stati accolti con calore dalle istituzioni locali. A Delfi, hanno respirato l’energia antica di un luogo simbolo della spiritualità greca, con letture e riflessioni proprio lì, dove si dice che il mondo abbia un centro.
A Chalkida, sul leggendario Ponte Vecchio delle maree, la poesia si è fusa con la scienza e la storia, grazie al racconto appassionato del sig. Babis Sfetsas.
Ogni tappa, ogni gesto, ogni sguardo è stato parte di un rito condiviso che ha trasformato ogni poeta in testimone e viandante. E ogni ascoltatore in complice silenzioso.
Una chiusura tra musica, versi e voti per la pace
L’ultima sera, le voci si sono unite ancora una volta. I versi hanno ceduto il passo alla musica, con il recital del chitarrista sloveno Klemen Pisk, prima di giungere a un gesto simbolico quanto necessario: un voto collettivo per la Pace, la Giustizia e l’Amore tra i Popoli.
A quel punto non servivano più applausi. Solo sguardi pieni, mani che si stringevano, e la consapevolezza che qualcosa di vero era accaduto. Che Chalkida, per qualche giorno, era diventata davvero un crocevia di popoli.
Perché la poesia, quando è autentica, non parla solo di sé. Parla del mondo. E lo fa vivere meglio.

Posted

28 May 2025

Eventi e spettacoli


Redazione



Foto dal web





Articoli dello stesso autore

Programmi in tv oggi
guarda tutti i programmi tv suprogrammi-tv.eu
Ascolta la radio
Rassegna stampa