Le risorgive dentro noi. Una speranza

A volte accade di percepire la necessità di trovare un posto, un luogo, un ambiente, per pulire la mente. Una necessità che, dal profondo della psiche, cerca di emergere o riemergere. Una necessità per allontanarci dalla cacofonia quotidiana. Isolare la mente dalla cacofonia e aprirla dentro ad un “ambiente” dove l’essenza del Circostante sappia elevarci.


Una breve camminata di pochi chilometri fuori città, ho la fortuna di poter nutrire la mia mente con il Circostante. Come si nota, il termine “Circostante” l’ho scrivo con l’iniziale maiuscola. Molti storceranno il naso, ma non importa, quando lo scrivo così, è un modo a me caro, per me magico, positivo, unico.
Si tratta di un luogo di risorgive. Un piccolo piccolo scrigno della Natura.
Posso starmene in silenzio, contemplare quel rinascere fisico, mentale, emozionale.
Acque, che dal sottosuolo escono zampillando chiare, pure, limpide, fresche. Il tutto immerso e contornato da alti alberi, oltre i quali campi, qualche casa, ed a ridosso un piccolo borgo con una antica chiesetta restaurata per metà. Per il resto si vedrà.
Una linfa, vitale per corpo e mente, utile di tanto e trasportata in universi altri, dove tutto ha una dimensione diversa per essere quasi vera armonia.
Una pura emozione. Un trasporto mentale dove la stessa mente trova nuova energia.
Risorge. Essa si nutre di tanto. Si apre, riprende vigore, respira, per un’attività neurale nuova. Cresce la consapevolezza di avere necessità di ritrovare se stessi, il proprio valore di persona per non cadere schiacciati dal qualunquismo quotidiano.
Riprendere la coscienza per reagire, e riportarlo nella sua giusta dimensione e scaricare la sua inutile zavorra che annichilisce ogni giorno la vita.
Ammaliato e con l’amico silenzio, “ascolto” in me lo scorrere lento e sinuoso di quell’acqua pura. Riflessi creati da quel magico fluire in continuo movimento, ma sempre uguali, come fossero estemporanee immagini che scorrono davanti me come un film, con quegli alberi, quel cielo, che si riflettono per animarsi ed essere trasportati via da quelle piccole onde, ma sempre lì, per allietare il momento e renderlo unico.
Scorrono, e nel loro essere, quasi ipnotizzano lo sguardo e la mente.
Quante volte, si sente la necessità di “pulire” la mente e riprendere il corso del respiro mentale. Quante volte, non ci prendiamo quelle pause mentali, “virgole” le definisco, che non è ozio, anzi, è ricostruire il quotidiano dentro noi, quel quotidiano che ha sporcato, annichilito, appesantito, il nostro percepire, il nostro essere persone, sostituendolo con emozioni che fanno sentire il valore di essere.
Rimanere lì, davanti a quella purezza fisica di un elemento vitale e indispensabile alla vita e cercare in quella purezza una simbiosi mentale. Quel “Giardino della Psiche”, dove la forza dell’acqua diventa energia emozionale, quasi una sintesi di un’essenza che entra per nutrire le speranze affinché possano fiorire in vitalità, cultura, illuminismo, consapevolezza di ciò che siamo e facciamo a questo pianeta e fra di noi.
Rimango lì, ancora in quel sogno mentale ad occhi aperti, in quella percezione nel sentire di farne parte, di essere una piccola parte del tutto, di comprendere che il rispetto alla Natura, è la prima regola per comprendere il valore insostituibile di ciò che ho attorno e di noi stessi che, dovremmo esserne custodi.
Rimango lì, ascolto e la mente mia si lascia trasportare protraendosi con invisibili braccia per abbracciare e stringere a me tanta bellezza. È come passeggiare a piedi nudi su paesaggi bucolici dove fluttuare nell’ essenza del divenire. È come apprendere, senza utopie, che potremmo realizzare un nuovo pensiero nutrito di rispetto verso la Natura, quella Natura, che a volte, ed è vero, sa essere una terribile matrigna, ma spesso ci è Madre.
Una Madre che sa donarsi, mentre noi umani siamo accecati dal nostro ego e di essa, facciamo scempio.
Il tempo trascorso lì, davanti a quell’acqua che dalle oscurità delle viscere della terra emerge alla luce in tutta la sua bellezza come una stupenda venere naturale, a quei riflessi così intimi da rapire la mente, è stato come trasferirmi in un universo parallelo. Un universo desiderato, amato, sperato. Rimango lì, contemplando il mio limite umano e la mia dimensione, attorniato dalla bellezza ed accerchiato dalla “modernità”.
Mentre sono consapevole dell’avanzata inarrestabile della tecnologia e della scienza senza pari nella storia umana, portandoci a grandi traguardi illudendoci di essere “moderni”, “grandi”, “invincibili”, rimaniamo, noi umani, nel nostro pensare dei primitivi avendo sfilacciato fino a renderlo precario, il cordone che ci univa a Madre Terra.
Rimane solo qualche filo. Non recidiamo anche quello.

Posted

21 Jun 2025

Pensieri e riflessioni


Roberto Rossi



Foto dal web





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