Che cos’è la pittura? È forse una strada di ascolto motivata da una visione interpretativa? La risposta a queste due domande ce la offre solamente la nostra analisi interiore. L’arte pittorica è una forma di comunicazione che va oltre la conoscenza poiché talvolta è nell’incoscienza che la realtà prende forma. Dipingere è uno strumento qualitativo che permette alla visione di animarsi e di raccontare le nostre percezioni più profonde introiettando forze e debolezze al nostro animo. In altre parole, la visione di un dipinto ci induce ad un’autoanalisi motivazionale sul nostro cammino individuale ma al contempo, per mezzo della pluralità rappresentativa, condivideremo le percezioni collettive dando alle singolari emozioni un significato diverso, unico per ognuno di noi.
Tra le eccellenze artistiche che conquistano la mia personale attenzione, troviamo la gentilezza pittorica di Patrizia Morello, la quale nell’ecletticità del suo percorso stilistico sta dimostrando grande versatilità di adattamento figurato. Le sue opere, frutto di ambientazioni naturali, percorrono suggestioni panoramiche e rasserenano il cuore facendolo entrare in una dimensione ricercata, sognante e misteriosamente magica per l’evocativa e misurata bellezza che vi è incastonata nei suoi cromatismi. Il suo dirottamento alla pittura astratta dona un’altra forma di espressione visiva che accentra un connubio relazionale con i suoi paesaggi onirici. Difatti, mediante l’astratto il suo infinito creativo prende la forma di una dimensione spirituale accogliente, variopinta e di forte benessere psicologico. Altra caratteristica da sottolineare è la sua capacità di essere una lodevole ritrattista, offrendo in visione dei capolavori che appaiono come fotografie professionali, fedeli alla realtà ma con l’aggiunta di eccentrici effetti d’artista i quali creano densi movimenti screziati orientando la produttività pittorica in una saturazione molto affascinante.
Ad oggi, le opere che presentiamo per una mirata analisi sono un dipinto astratto titolato Danze e voli di 170 x 130 cm ad olio su tela e un figurativo Stille di speranza di 130 x 170 cm in acrilico e olio su tela.
Danze e voli è una composizione pittorica di grande impatto e pulsione emotiva. Nella varietà dei colori si incontrano sensuali acrobazie vibrazionali che smuovono il senso puro di un ballo latino, ardente come desideri vitali, sogni esplosivi su cui affermare il tracciato di noi.
L’artista con grande arguzia intuitiva ha dato frutto ad una immagine travolgente e accattivante in ogni ricercato dettaglio. Spostandoci a destra dell’opera troviamo un viso che quasi si mischia nell’astratto da non farcelo visualizzare con imminenza. Quel viso è di colei che balla, che smuove i colori con variopinta energia. Il suo abito, dai colori intensi del tramonto, formano un tutt’uno con la rappresentazione astratta, donando un fulcro di emozioni incontenibili proprio come la sua opera libera e audace.
Stille di speranza è una favola romantica che si accende di atmosfera. Una ricerca all’abbraccio del giorno che ci saluta enfatizzando i colori del tramonto per aprire il sipario della sera. La donna, in solitaria dimensione, appare per tre quarti di spalle con i capelli ondulati e mossi dalla brezza marina. Nonostante il suo volto sia celato i suoi sentimenti pulsano come esplosivi battiti nostalgici. Attraverso la sua visione del tramonto stille di speranza si accendono, ricercando quella desiderata volontà di raggiungere l'ambito “centro”. Perché nella vita è importante centrarsi ed equilibrare il proprio respiro per il buon senso di adattamento colmativo. Focalizzare lo spazio che ci circonda accentra una verticalità delle proprie radici penetrando sempre più affondo nell’interiorità psicoanalitica. Ed è qui che apriamo una parentesi: (quando una persona in un luogo pubblico preferisce osservare da un angolo ciò che le circonda, evitando di essere al centro dell’attenzione, cosparge la sua forza silenziosa nell’ascolto dell’ambiente e delle persone più esposte, carpendo insegnamenti incredibili ed incoraggianti sulle proprie analisi. L’ascolto è di fatto una virtù molto più audace della parola. Restare in silenzio talvolta richiede dei tempi isolati ma, in quella scissione apparentemente introversa, depuriamo i nostri organi, la nostra pelle, il flusso del sangue che scorre introiettandoci delle lezioni rigeneranti poiché siamo riusciti a radicarci in quello stato attuale molto più di chi vi era protagonista e, apparendo invisibili, saremo molto più visibili alle frequenze della nostra coscienza).
Questo vale a dire che la donna impressa nella pittura di Patrizia Morello nel suo tacito ascolto riesce a sostenere delle incredibili conversazioni. Il mare, da buon maestro che le parla, smussando gli spigoli di quelle rocce dove vi è seduta la lascia sperare nella morbidezza di un cambiamento. L’albero rosa, dalla melodica composizione creativa, giunge come trionfo della crescita spirituale restando fedele al nutrimento della sua terra. Così come i fiori che si fanno estro di colori accesi decifrandone la delicatezza e la resilienza della vita. È un miscuglio di elementi che si fa voce per l’ascolto e visione per il nostro sentire. Pertanto, ammirando i quadri della pittrice salentina ruffanese, scoveremo un mondo che, come uno specchio, lascerà riflettere l’intenso potere della bellezza e, nella visione di ogni meraviglia, desidero lasciare al sospiro del tempo una mia citazione che segna una sorta di riassunto dell'opera: Siate Ascolto prima di essere Voce.