Ho conosciuto Lady Lu Ye, ospite a San Ferdinando di Puglia e a Trinitapoli, nella settimana dal 23 al 29 giugno 2025 grazie ad un’amica comune, la Prof.ssa Tina Bruno, pittrice. La loro amicizia risale al 2018, quando entrambe si incontrarono al FestivalArt di Spoleto come artiste. Lu Ye, Voce per papa Fran-cesco, Ambasciatrice della Cultura italiana nel mondo, Ambasciatrice della Via della seta per il ventesimo secolo, nominata dal governo cinese, è un’artista cino-canadese, soprano e attrice; definita da La Press: Voce d’Angelo, magica.
È nata a Wenzhon in Cina, ha compiuto gli studi ad Hangzou, capoluogo della provincia di Zhejang, poi è venuta in Italia per studiare Economia.
In Italia ha incontrato il Maestro Renato Sabatini, tenore, musicologo e fondatore del coro I Cantori di Perugia, che l’ha introdotta nel mondo della musica lirica. Sin dal tempo dei suoi studi in Cina, quando frequentava la scuola liceale, era stata scelta per proseguire gli studi artistici, tra cui anche la musica, perché aveva mostrato di essere brava in quegli studi, di avere talento, tanto da far parte del gruppo della scuola, interessato all’arte. Le ho chiesto se durante il suo percorso artistico abbia incontrato delle difficoltà; le difficoltà maggiori Lu Ye le ha incontrate soprattutto da parte dei suoi genitori. Lu Ye ha avuto sempre la passione per la danza, per la musica, per il canto; è stata sempre fortunata, ha cominciato a fare teatro dall’asilo sino alla Scuola Elementare, alla Scuola Media, al Liceo. I genitori, appartenenti ad un ambiente culturale elevato, entrambi architetti, intellettuali, non potevano permettere che la loro figlia facesse danza, che potesse far divertire altre persone, a meno che non si fosse impegnata nello studio per diventare la numero uno, ossia avrebbe dovuto eccellere in tutte le materie.
Lu Ye racconta che in Cina fin dal tempo dell’Università, quando era ancora studentessa, era nel gruppo della danza e del canto, gruppo fra i migliori della Provincia; poi fu ingaggiata come conduttrice speciale nel programma TV Opera di Shanghai in cui si cantava anche nel dialetto di Shanghai, era la prima edizione. In Cina, all’inizio della carriera, faceva musica pop e danza, ma quando arrivò in Italia fece una carriera diversa. In Cina nella classifica della musica era fra i cento migliori cantanti e per passare dalla musica pop alla musica lirica si impegnò molto e per un tempo molto lungo. Le ho chiesto come ha fatto a scoprire questo suo talento per la musica lirica. Mi ha detto che ha sempre amato cantare, anche se non ne aveva piena coscienza. Quando era piccola la sua aspirazione era quella di diventare artista; infatti a lei piace il teatro, la prosa, recitare poesie, ballare, cantare musica pop, musica tradizionale, musica da camera occidentale, l’opera. Le ho chiesto la funzione dell’Arte, per lei; l’arte aiuta a vivere in armonia con sè stessi, a scoprire la ricchezza interiore dentro di noi e se si hanno delle cose belle da esprimere, l’arte, come la musica diventa messaggera di Pace. Studiare la musica, non solo come tecnica, anche come metodo di vita, aiuta a scoprire la ricchezza e la bellezza che è dentro di noi; se una persona ama la musica, ama l’arte, per Lu Ye sicuramente non è una persona cattiva.
L’altra domanda che le ho fatto è stata sulla reli-gione, lei segue il Taoismo; il Taoismo, come religione non esiste, Tao (Via, Percorso) è praticamente una filosofia di vita ed è una piccola parte del Buddismo; Lu Ye non è buddista ma le piace la filosofia del Taoismo, che è una cosa diversa. Dopo aver cantato per Papa Francesco, che ha rappresentato tutta la Cristianità, Lu Ye si è sentita più vicina al mondo del Cristianesimo. Papa Francesco è stato una personalità molto carismatica e diversa da tutti gli altri Papi, perché ha voluto intensamente e con energia mettere insieme le religioni, le culture diverse, ha voluto portare le persone ad una unità, in quanto lo scopo fondamentale di Papa Francesco è stato quello di mettere armonia e pace fra gli uomini; a Lu Ye è sempre piaciuto far parte di questa energia, di questa pulsione, infatti senza la Pace come si può vivere?
Così afferma Lady Lu Ye. È stata la prima Artista cinese ad essersi esibita presso la Santa Sede nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, il 20 dicembre 2013, in occasione del compleanno di Papa Francesco.
Io mi soffermo ancora sul Taoismo, perché per me il Taoismo è come vivere in simbiosi con la natura; infatti nei gesti, nel modo di rapportarsi agli altri, ho notato molta armonia, un equilibrio in lei, è come se la sua persona riflettesse la spontaneità e la naturalezza della natura, è come se l’artista Lu Ye si lasciasse condurre dal flusso autentico della Natura. Lu Ye conferma che in questo è stata aiutata molto dal Taoismo, la filosofia del Tao è esattamente “essenziale”, è imparare a rispettare la Natura, è mettere in bilancia le due metà, la bianca e la nera, è un circolo che diventa unità nell’ armonia e nella perfezione: non forzare le cose, lasciare che la natura segua il suo corso cosmico.
Quando Lu Ye era più giovane, pensava o credeva di avere raggiunto dei risultati eccellenti, poi nel tempo si è accorta di credere di sapere ed ha capito e ha imparato che bisogna sempre studiare e sempre di più, se si vogliono raggiungere determinati livelli. Le ho chiesto se questa filosofia del conoscere sé stessi, dell’essere sé stessi si rifacesse al Taoismo oppure fosse un suo modus essendi. Per Lu Ye deriva dal Taoismo, perché nulla si può inventare, bisogna studiare, accettare il corso cosmico, confrontarsi e guardarsi dentro di sé. Lu Ye ritiene che sin dalla scuola elementare bisogna abituare il bambino a capire sé stesso, perché sin da piccoli bisogna insegnare a guardarsi dentro, come in uno specchio, imparare ad avere coscienza di sé e imparare a capire la libertà. I genitori, in questo, devono aiutare i propri figli a trovare la strada. Un’altra domanda che le ho fatto è stata quella riguardante la sua lontananza dai palcoscenici, infatti Lady Lu Ye è stata diciassette anni lontana dai palcoscenici, precisamente dalla nascita del figlio, ossia dagli ultimi mesi della gravidanza fino ai sedici anni del figlio.
Quando mancavano due anni al diciottesimo anno ha cominciato a chiedersi che cosa avrebbe fatto dopo che il figlio avesse raggiunto la maggiore età. Ha cominciato a guardarsi dentro, a dirsi che lei aveva fatto la mamma, aveva sempre servito la famiglia, il marito, i genitori, il figlio. Nella lista c’erano gli altri ma non c’erano le sue necessità, i suoi bisogni e alla fine aveva perso sè stessa, il valore di sè stessa. Ha cominciato ad andare in crisi e a chiedersi: “Io chi sono? Perchè sono nata? che cosa amo di più?” Le sue risposte sono state sempre le stesse, che lei aveva sempre amato la musica, la recitazione, anche se la “chiamata” verso quest’ arte era venuta più tardi, ma la musica stava nel cuore, era sempre stata nel suo cuore. In questi diciassette anni per cinque anni non aveva mai ascoltato musica, non poteva ascoltarla, perché non potendo esercitarla, la faceva soffrire troppo.
Ha lavorato per conto terzi per tredici anni e le persone con cui ha lavorato non sapevano che avesse studiato musica, che si fosse laureata, che fosse stata conduttrice della televisione; non parlava di sé, perché la faceva soffrire molto essere lontana dalla sua passione, dalla sua vera essenza. Senza la musica, per Lu Ye, è stato come essere senza la vita, essere morta. Poiché è molto difficile o impossibile gestire contemporaneamente la famiglia e il palcoscenico, lei scelse di crescere ed educare suo figlio, infatti col figlio c’è molta affinità e vicinanza e questo per lei è molto importante. Ma tale scelta l’ha portata a non fare avvicinare il figlio alla musica e per questo ha un grande dispiacere; Lu Ye si teneva lontana dalla musica e non ha dato al figlio la possibilità di usufruire e di godere della bellezza della musica; il figlio, infatti, non ha studiato musica, conseguenza del fatto che lei non voleva ascoltarla, perché ascoltarla le procurava un grande dolore. Poi, un giorno il figlio venne a sapere che la mamma aveva studiato musica e così quando compì sedici anni gli disse che voleva riprovare a tornare sui palcoscenici. Il figlio non la ostacolò, le disse di fare quello che credeva più giusto per lei; lui rimase in Canada, essendo nato in Canada ha avuto un’educazione diversa e per il figlio è una cosa naturale vivere lì; la vita in Canada è completamente diversa. Lu Ye, poi, è venuta in Italia per fare musica lirica, e questa è stata tutta un’altra carriera.
Molte sono state le onorificenze ottenute, ricordiamo: nell’ottobre 2014, in qualità di musicista cinese, Lu Ye ha partecipato al concerto per il 90° anniversario della nascita di Maria Callas, la regina dell’opera di New York. In Nord America approfondisce i suoi studi sul Cinema con maestri quali Warren Robertson e Tom Todoroff. In Italia lavora con grandi maestri tra i quali Pupi Avati e Giorgio Albertazzi. Nella sua carriera di Attrice ha lavorato in produzioni hollywoodiane, canadesi, cinesi e italiane.
Nel 2017 l’Accademia Europea per le relazioni Economiche o Culturali, le conferì il Premio Internazionale A.E.R.E.C. alla Carriera per la musica lirica e per aver rafforzato l’immagine della professionalità italiana nel tessuto economico e sociale internazionale. È stata l’unica artista della regione asiatica a ricevere questo premio.