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IN FOTO: Cerimoniale di premiazione della VI edizione
Sta per prendere il via una nuova edizione del Premio di Letteratura e Arti Visive “Ciò che Caino non sa”, il progetto culturale nato per accendere i riflettori sulla violenza di genere e gli abusi sui minori, affidando a poesia, narrativa e arti visive il compito di farsi denuncia, memoria e impegno civile.
Il Premio, ideato da Maria Teresa Infante La Marca, oggi si svolge sotto l’egida dell’Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche di Bari, dopo le prime edizioni promosse dall’Associazione L’Oceano nell’Anima. Nel corso del tempo ha ottenuto importanti patrocini istituzionali, tra cui il Senato della Repubblica, la Camera dei Deputati, l’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, l’Università degli Studi di Foggia e la Regione Puglia, confermandosi come uno dei percorsi più significativi nel panorama dei premi a tema civile in Italia.
Perché “Ciò che Caino non sa”
Il titolo del Premio richiama la pagina biblica del fratricidio: Caino che uccide Abele è il simbolo di quella cecità emotiva che rende possibile l’odio, la violenza, la sopraffazione. “Ciò che Caino non sa” è allora tutto ciò che l’aggressore non vede: la dignità dell’altro, la sua vulnerabilità, la responsabilità che ciascuno ha verso la vita altrui. Il Premio nasce proprio per contrastare questa ignoranza del cuore, facendo appello alla forza evocativa dell’arte e della parola per generare empatia, consapevolezza, cambiamento culturale.
Sezioni e temi: la parola e l’immagine contro la violenza
Anche la nuova edizione conferma la struttura ormai consolidata del Premio, che unisce sezioni letterarie e arti visive, tutte a tema imposto: la violenza sulle donne e quella sui minori.
Sono previste: poesia a tema violenza contro le donne, poesia a tema violenza sui minori, poesia a tema per autori residenti all’estero, che contempla entrambe le tematiche, narrativa breve centrata sulla violenza di genere e sugli abusi sui minori, sezione studenti (poesia/narrativa) riservata agli alunni delle scuole secondarie di secondo grado. Per le arti visive: fotografia e pittura, tutte dedicate alle due grandi aree tematiche del Premio.
L’obiettivo è raccogliere opere capaci di scuotere le coscienze, rompere il silenzio che spesso circonda la violenza domestica e i maltrattamenti, e proporre al contempo orizzonti di speranza e riscatto.
Premi speciali: nomi che sono coscienza del nostro tempo
Accanto ai premi di sezione, il concorso conferma una serie di riconoscimenti speciali che rappresentano il cuore civile del progetto:
• Premio Roberta Perillo, dedicato alla giovane donna di San Severo vittima di femminicidio, per ricordare, attraverso il suo nome, tutte le donne uccise per mano di chi avrebbe dovuto amarle.
• Premio Irena Sendler, in memoria dell’infermiera polacca che salvò oltre 2.500 bambini dal ghetto di Varsavia, simbolo di coraggio silenzioso e protezione dell’infanzia.
• Premio Mahsa Amini, dedicato alla giovane iraniana divenuta icona mondiale delle lotte per i diritti delle donne e la libertà personale.
• Premio per la Pace Narges Mohammadi, destinato a personalità che si distinguono nella difesa dei diritti umani, della libertà, della democrazia e della giustizia, contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della solidarietà, della coesione sociale e dell’integrazione.
Completano il quadro il Premio della Presidenza e il Premio Città di Foggia, che sottolineano il legame del Premio con il territorio e con le istituzioni accademiche impegnate nella promozione di una cultura dei diritti e del rispetto.
Un Premio che dialoga con le grandi iniziative per la pace
Il Premio Ciò che Caino non sa è inserito nel più ampio orizzonte delle iniziative accademiche promosse dall’Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche di Bari, accanto al Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea “L. A. Seneca” e al Premio di esecuzione musicale “Ezio Bosso, una vita per la musica”, entrambi insigniti e patrocinati da importanti istituzioni nazionali e internazionali.
Questo intreccio di progetti consolida un vero e proprio “cantiere di pace”, in cui la scrittura, la musica e le arti figurative diventano strumenti di educazione alla non violenza, al dialogo tra i popoli, al rispetto delle differenze.
La cerimonia a Foggia: la cultura entra nel vivo del territorio
La cerimonia di premiazione si terrà, come da tradizione recente, a Foggia, nella cornice storica di Palazzo Dogana, sede della Provincia: uno spazio simbolico che si apre alla cittadinanza per ospitare un evento in cui arte, istituzioni e società civile si incontrano.
Il regolamento prevede che, durante l’evento, accanto agli interventi dei vincitori e degli organizzatori, prendano la parola anche figure professionali, pediatri, magistrati, psicoterapeuti, giornalisti, chiamate a offrire strumenti di comprensione, prevenzione e tutela, perché la denuncia artistica trovi rispondenza nella responsabilità concreta di chi opera sul campo.
Modalità di partecipazione e scadenze
Il Premio è aperto ad autrici e autori di ogni età, residenti in Italia e all’estero. Le opere, inedite o edite secondo quanto previsto dal bando, vanno inviate secondo le modalità indicate sul sito dell’Accademia e sulle principali piattaforme dedicate ai concorsi letterari.
La nuova edizione prevede una scadenza di partecipazione fissata al 28 febbraio 2026, con contributi di adesione differenziati per sezioni (letterarie e arti visive), in linea con gli standard dei concorsi nazionali.
Un invito a scrivere, creare, testimoniare
Ciò che Caino non sa non è solo un premio, ma una chiamata alla responsabilità creativa, a raccontare storie di ferite e rinascita, a dare volto e voce a chi spesso resta invisibile, a trasformare la memoria del dolore in impegno per un futuro diverso.
In un tempo in cui le cronache continuano a restituirci numeri drammatici sulla violenza di genere e sugli abusi sui minori, questo Premio invita poeti, scrittori, fotografi, pittori, studenti e appassionati a non voltarsi dall’altra parte, ma a mettere il proprio talento al servizio di una causa che riguarda tutti.
Chi sceglierà di partecipare entrerà a far parte di una comunità di coscienze vigili, convinta che arte e parola possano ancora cambiare qualcosa: perché il mondo continui a imparare, ogni giorno, proprio ciò che Caino non ha saputo vedere.