Celebriamo ormai l’evento morte, minimizzando la celebrazione del culto della vita, ormai ridimen-sionato, ritenuto dai potenti fastidioso ed ingom-brante. In molti, all’oscuro di questa gestione di rotta, hanno subito modifiche fisiche, strutturali, compor-tamentali e di pensiero.
Altri sono stati inseguiti da processi di deprivazione di cui non sono neppure consapevoli. Una trasforma-zione che non ha mai smesso di esistere. Altri ancora sono pronti per essere sottoposti a spensierate operazioni transumane, modificati in “cibernetici” sintonizzati con il mondo intero.
Gli scienziati già nel 2015 pubblicavano su quotidiani dai contenuti scientifici notizie riguardanti la possibilità di collegare “metallati”ai tanti clouds che costituiscono un circuito distribuito ovunque nel mondo. L’unico modo ritenuto possibile per potenziare l’essere umano nel fisico e nella mente è quello di dotarlo della intelligenza di Dio, in quanto trasmettitore bio cosmico. L’aspetto più significativo della rivoluzione tecnologica in corso, è l’essere riusciti a costruire biochip avanzati la cui potenzialità è pari a quella rappresentata dalle cellule del corpo umano.
Fino ad ora! L’essere umano nel suo percorso di crescita tecnologica ha dovuto confrontarsi con verità incontrovertibili che hanno evidenziato lo stretto legame esistente fra biochip naturali (cellule umane) e quelli artificiali. L’unica differenza, il loro aspetto e il grado di evoluzione. Se aggiungiamo le intelligenze artificiali, le più evolute fino ad ora di fattura esterna, l’immaginazione perde ogni limite e viene conquistata dalla realtà. (The Sentient Cell, Arthur S. Reber,Frantisek, Baluska, William B Biller 2019).
Un inciso è d’obbligo. Se diamo credito a questa narrazione verrebbe naturale esprimere perplessità, ma anche stupore nell’osservare le dinamiche che ora governano le nostre nazioni ed ecosistemi. Appare evidente, l’unico obiettivo è distrarre l’uomo dai veri problemi che dovrebbero interessarlo, attraverso stupidi interferenze create ad arte. La specie umana e la società intera mondiale stanno subendo decisi cambiamenti in modo irreversibile ma secondo lo scienziato Raymond Kurzweil questo processo di espansione cerebrale consentirà di potenziare le nostre capacità intellettive tanto da trasformarci in semidei.
Un processo di trasformazione che inizierà a partire dal 2030, quando gran parte della popolazione mondiale avrà subito modifiche cibernetiche e con il cervello ibrido potrà collegarsi alla rete mondiale della conoscenza. Un percorso già in essere con la produzione di protesi metalliche di silicio, titanio e altre leghe che unite al carbonio già sostituiscono interi apparati del corpo umano. Combattendo cosi il processo di invecchiamento e allontanando l’evento morte assieme alla nanotecnologia che già viaggia con esperienza lungo le vie dei nostri condotti arterovenosi e linfatici.
Un cambiamento che impone molti interrogativi di natura etica, religiosa, giuridica. Ma in particolare obbliga un attento osservatore a porsi domande a cui dover dare delle risposte. Assumere iniziative utili a scuotere una mente umana che alcuni definiscono asservita al nemico, colpita dalla Sindrome di Stoccolma. Chi crede di utilizzare questa tecnologia, dovrebbe invece chiedersi se non sia lui ad essere utilizzato.