Oggetti comuni, confezioni di prodotti vari e alimenti, prendono vita nell’arte figurativa, dimostrando quanto il ‘banale’ che abbiamo usualmente sotto i nostri occhi possa diventare una visione creativa incredibile. Marcello Barenghi, classe 1969, è un noto illustratore e disegnatore iperrealista milanese. Mediante i suoi studi artistici ha forgiato una maestria eccezionale rilevando delle illusioni ottiche nelle immagini al fine di confonderle con l’assoluta realtà. Tuttavia, increduli e sorpresi nell’osservare ciò che è stato delineato dalla sua mano esperta, accentriamo cose come fos-sero poggiate davvero sulle superfici dei suoi cartoncini. Il suo è un magnifico mondo, in cui l’in-tangibile sorprende il tangibile, rilasciando nell’interpretazione l’espressione della realtà, fedele come la natura stessa.
Uovo fritto è un’opera realizzata su cartoncino grigio con l’utilizzo principale di pastelli, pennarelli e qualche tocco di pittura per accentuare la luce. Pubblicato sul suo canale YouTube nel 2014, mostra la realizzazione progressiva del suo uovo fritto, orientando l’attenzione sulla direzione dei suoi movimenti e seguendoli con un’armoniosa ritmica artistica.
Una aspirina, altra simpatica produzione dove affiorano con dominanza l’uso di matite, pastelli, pennarelli, penne e pittura su cartoncino grigio, possiamo trovarla anch’essa sul suo canale YouTube con data di pubblicazione 2016. Questo lavoro figura una singola aspirina incartata, la cui quantità di ombre e luci, creano un aspetto tridimensionale e prospettico sulla percezione reale, come fosse una fotografia. L’artista infatti, si ispira costantemente agli elementi di uso comune e, con la sua personale tecnica mista, che trae beneficio dai seguenti stru-menti quali penna gel, uniposca, matita bianca, acri-lico, acquerello, matite colorate, pennarelli e penne, aerografo, compressore, pellicola per maschera-mento, matite, gomme e sfumini; ha dato vita ad una miriade di disegni e, pur avendo portato l’artista a grandi riscontri pubblici, le sue produzioni non sono disponibili per la vendita. Difatti Barenghi, non rite-nendo opportuno introdurre le sue creazioni al mer-cato dell’arte, ha affermato che piuttosto preferirebbe bruciarle poiché non intende commercializzare su di esse.
In ultimo, ma non per importanza, attenzionando Il calice di vino rotto, data di pubblicazione su YouTube 2014 e prodotto sempre in tecnica mista su cartoncino grigio, lo stupore ci pervaderà dalla sorpresa visiva. Difatti, il suo lavoro fa venire voglia di sollevare quel calice rotto dove sta fuoriuscendo del vino. La profondità, la lucentezza e le ombreggiature riflettono sul soggetto come fosse la presentazione di una realtà autentica, imbrogliando così la nostra mente per la sbalorditiva intesa strutturale. Ed è così che il gioco delle apparenze prende forma e, collegandoci alle identità pirandelliane, il conflitto tra inganno e realtà diventa il fulcro di espressione, motivandoci quindi alla conoscenza delle cose e sviluppando quella consapevolezza di analizzarle con la stessa forza del linguaggio artistico.