Ne Il fu Mattia Pascal di Pirandello, Anselmo Paleari, rivolgendosi ad Adriano Meis (alter ego di Mattia Pascal) nella pensione di Roma introduce una celebre metafora, ricordata dai critici come espressione di una sorta di teoria filosofica che si potrebbe definire “lanterninosofia”.
Il lanternino simboleggia la nostra percezione della realtà circostante, la nostra coscienza soggettiva che è in grado di rischiarare solo una parte del mondo dinnanzi a noi. L’approdo di questa visione è chiaramente di tipo relativistico.
Dalla lastra al documento: nascita, funzione e potere della fotografia
Verso gli anni ’20 dell’Ottocento il francese Joseph Nicéphore Niépce iniziò i propri esperimenti per imprimere immagini su una lastra sfruttando la luce, poi Daguerre con l’introduzione del dagherrotipo (1839) e Talbot segnano importanti passi per la genesi della fotografia come la intendiamo oggi. Inizialmente le fotografie venivano impiegate al fine di raffigurare paesaggi o strutture architettoniche.
Maria Boschetti Alberti fu una pedagogista svizzera ascrivibile alla corrente dell’attivismo, nata a Montevideo in Uruguay nel 1879 e deceduta ad Agno nel 1951. Nel contesto culturale relativo al mondo dell’educazione, ricevette importanti riconoscimenti dallo studioso Giuseppe Lombardo Radice che visitò il centro studi fondato da Alberti e ne dedicò una riflessione nella sua opera Athena fanciulla. Ebbe modo, inoltre, di conoscere famosi intellettuali quali Adolphe Ferrière e Robert Dottrens. Maria era la quarta di otto figli, i suoi genitori erano di origine ticinese e appena poterono decisero di tornare nel luogo di provenienza nel 1883 quando Maria era ancora bambina.
Un altro aspetto significativo del lavoro di Alberti era la sua attenzione ai bisogni individuali di ogni bambino.