Una riflessione sul confine sottile tra allarme sociale, distrazione collettiva e criminalità strutturata.
I “Maranza” fanno rumore, occupano le cronache e alimentano la percezione dell’insicurezza. Ma mentre l’attenzione pubblica si concentra sulla devianza giovanile più visibile, le mafie continuano a muoversi nell’ombra, lontano dai riflettori. Una riflessione sul confine sottile tra allarme sociale, distrazione collettiva e criminalità strutturata.
Il fenomeno dei cosiddetti “Maranza” rappresenta oggi uno degli aspetti più visibili e discussi del disagio giovanile nelle aree urbane italiane.
Il termine, diffusosi negli ultimi anni attraverso i social media e il linguaggio giornalistico, viene comunemente utilizzato per indicare gruppi di giovani – spesso, ma non esclusivamente, di seconda generazione – caratterizzati da uno stile estetico vistoso, atteggiamenti provocatori e comportamenti talvolta associati a forme di microcriminalità urbana.