In uno di quei racconti apparentemente fantasiosi, che non si scordano tra le pagine di un libro e che si tramandano nel tempo, sembra esservi una favola amica, la quale, come fosse una preziosa collana di perle, adornando il collo di un’anima sensibile si adagia verso il cuore, sino a concatenare le emozioni più sincere. Con questa metafora la cui teatralità si congiunge allo spirito dell’arte, raccontiamo una bellissima storia che, apparendo quasi una narrazione di fantasia, esprime il coraggio della passione, facendo spazio sulla paura e perlescendo la vita proprio come una collana di perle, dove ogni sfera può simboleggiare un pianeta cosmico, una forza attrattiva sulle emozioni planetarie della nostra immaginazione, fino ad inondarci di autentica verità. Nel 1957 dall’Unione Sovietica venne lanciato in orbita, il primo satellite artificiale chiamato Sputnik (significato letterale: “compagno di viaggio”).
I dipinti di Camille Pissarro ci inducono nella terapeutica forza comunicativa. Dalla psiconeuroimmunologia al senso genuino della gratitudine
Nella vita c’è sempre un motivo per scrivere e per poter riscrivere il senso delle cose, soprattutto quando possiamo accoglierle su un metro artistico di grande espressione concettuale. Nella nostra esistenza l’arte ha una notevole entità, da essa affiora l’energia che muove l’anima e il corpo, lasciandoci incantare come fosse una sfera magica da una dimensione elevata, accogliente ed amica. Tuttavia, travolti da una forza profonda, che si spande sulle maree della nostra anima, lasciamo emergere un interrogativo singolare e concreto: L’arte nella psiconeuroimmunologia può portare benessere?
Questa domanda alla quale difficilmente pensiamo, accentra delle risorse e delle risposte che si trasformano in benessere psicologico, fisiologico e immunitario sulla base dei nostri impulsi reattivi e, talvolta, mediante dei contenuti artistici che giungono per la nostra salute in termini arteterapeutici.
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L’elaborazione creativa é un processo interiore, un crescere costante verso l’illuminazione del corpo, della mente e della coscienza emotiva. È un recipiente immaginario che accoglie le fragilità e le forze di ognuno di noi proliferando in espressione condivisa. È un regalo che facciamo a noi stessi e a chi attenziona la nostra idea di arte, rendendo possibile la visione delle percezioni più intime per mezzo dell’estetica. Due autori olandesi che hanno contribuito alla storia dell’arte quali Vincent Willem van Gogh (Zundert, 30 marzo 1853 – Auvers-sur-Oise, 29 luglio 1890) e Piet Mondrian, pseudonimo di Pieter Cornelis Mondriaan (Amersfoort, 7 marzo 1872 - New York 1 febbraio 1944); dipinsero degli alberi da frutto molto significativi che, mettendoli in correlazione tra loro, estroiettano dei valori connubiali ma al contempo singolari sulle rappresentazioni dissomiglianti e sul contenuto psico-emotivo. Questo vale a dire che un soggetto di simile entità può avere una profilazione totalmente differente a seconda dell’interpretazione individuale e del senso che si vuole trasmettere in un determinato contesto.
Ramo di mandorlo in fiore o Ramo di mandorlo fiorito è un dipinto ad olio su tela di 73,5 x 92 cm risalente al 1890 e realizzato da Vincent van Gogh per suo fratello Theo e per la moglie Johanna Bonger in occasione della nascita del figlio. L’opera, collocata al Vincent van Gogh Museum di Amsterdam, accentra la delicatezza di un albero in fiore raffigurante solamente una parte dei rami che lo compongono per meglio evidenziarne la meraviglia della nascita e l’energia emessa da piccoli petali che si aprono al mondo con fierezza. L’opera, dalla prevalenza monocromatica, pone con grazia visiva la tinta avion offrendo una leggerezza e luminosità a tutto l’operato pittorico con grande rilievo. Nel messaggio di condivisione sulla nascita, raffigurato per mezzo di una meravigliosa metafora visiva e vivente, accogliamo il benvenuto della vita lasciando affiorare l’importanza della parola ‘Esserci’.
L’arte è la scusa più bella e preziosa per poter raccontare l’anima e animarla. Con questo personale concetto che affiora nel fascino descrittivo della bellezza e che può rivelarsi di uso tangibile, porgo una domanda densa di analisi: “Avete mai pensato a quanto sia difficile vivere senza la luce della bellezza?” L’arte è la luce che illumina i colori della nostra vita e li trasforma in racconti quotidiani per mezzo delle emozioni. Un’opera d’arte che accoglie questa grande percezione, sebbene si presenti interamente acromatica a dispetto dei colori, lascia fluire le più vivaci tinte dell’amore, sopraffacendo l’approccio figurato nell’arcobalenico mondo di due persone legate tra loro per sempre.
Regaliamoci un momento per ascoltare, per interpretare, per lasciar vivere la nostra interiorità. L’arte, nel richiamo universale, eccelle sullo specchio del mondo comunicando comprensione. Le opere di Edward Hopper pittore e illustratore statunitense nato a Nyack il 22 luglio del 1882 e deceduto a New York il 15 maggio del 1967, accentrano lo stile di vita americano focalizzando come fotografie dei racconti quotidiani nostalgici.
Che cos’è la pittura? È forse una strada di ascolto motivata da una visione interpretativa? La risposta a queste due domande ce la offre solamente la nostra analisi interiore. L’arte pittorica è una forma di comunicazione che va oltre la conoscenza poiché talvolta è nell’incoscienza che la realtà prende forma. Dipingere è uno strumento qualitativo che permette alla visione di animarsi e di raccontare le nostre percezioni più profonde introiettando forze e debolezze al nostro animo. In altre parole, la visione di un dipinto ci induce ad un’autoanalisi motivazionale sul nostro cammino individuale ma al contempo, per mezzo della pluralità rappresentativa, condivideremo le percezioni collettive dando alle singolari emozioni un significato diverso, unico per ognuno di noi.
L’arte è un canto alla tangibilità del mondo ed in essa la poliedricità creativa ha il valore dell’infinito. Da qui, magnete, smalto e acrilico si uniscono in una danza sensoriale, dove ogni strato racconta una storia. Nella pregevole produzione dell’artista Luna Berlusconi ogni supporto artistico si impregna di un suo interessante pensiero, offrendo un linguaggio visivo eclettico sulle nostre emozioni. Il magnete, con il suo richiamo invisibile, simboleggia l’attrazione delle idee, l’energia interiore che spinge l’artista ad esplorare l’infinito. Ogni colpo di spatola, ogni goccia di smalto, diventa un segno di vita, un eco del cuore che batte. L’acrilico, audace e deciso, si staglia con colori che pulsano di verità, risuonando con l’anima di chi guarda. È un’alchimia di elementi, dove il freddo della materia si fa calore di sentimenti.
Esaltano la natura appagando il valore dell’arte
Nell’epoca contemporanea l’arte pittorica erge come un potente strumento di comunicazione e riflessione, capace di trasformare gli spazi pubblici e inconta-minati in luoghi di dialogo e introspezione. Le opere d’arte, in particolare quelle che ritraggono volti, creano una connessione profonda tra l’individuo e la natura circostante. Essi si accostano all’essenza e alle emozioni umane e possono essere visti come un riflesso della biodiversità naturale. Difatti, così come la natura si esprime nella varietà e nella complessità dei suoi ecosistemi, l’arte racconta molteplici storie manifestando una ricchezza intrinseca che ci invita alla contemplazione.
La presenza dell’arte nei contesti naturali non solo valorizza il paesaggio, ma stimola anche una maggiore consapevolezza ambientale invitando le persone a riconnettersi con il mondo naturale e a riflettere sul ruolo che posseggono all’interno.