Domenico Pisana

Hussein Mahmoud

Intellettuale, traduttore, mediatore culturale tra Italia ed Egitto…di Domenico Pisana

Un intellettuale di rilievo, “costruttore di ponti” e di legami tra l’Italia e l’Egitto, è sicuramente il professore Hussein Mahmoud, accademico, critico, giornalista e traduttore instancabile, che dedica la sua esistenza a unire le sponde del Mediterraneo, trasformando la parola in uno spazio di ospitalità e il sapere in un atto di profonda amicizia tra i popoli.
Nato al Cairo nel 1956, la passione di Hussein Mahmoud per la lingua e la letteratura italiana si è tradotta in una lunga e fruttuosa carriera accademica. Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana, Mahmoud ha guidato il Dipartimento di Italianistica dell’Univer-sità di Helwan al Cairo, formando generazioni di studenti; la sua competenza e il suo prestigio lo hanno portato a ricoprire ruoli di vertice, come quello di Vicepreside presso l’Università Misr per la Scienza e la Tecnologia (MUST), e, attualmente, quello di Preside della Facoltà di Lingue e Traduzione presso l’Università di Badr (BUC) al Cairo.

Nasser da clandestino a cittadino

Una storia vera narrata da Luciano Zanardini

Un bellissimo esempio di resilienza, coraggio e successo basato sul duro lavoro e la perseveranza, nonché su una commovente testimonianza del percorso di un uomo che con impegno e sacrificio ha superato ogni ostacolo e realizzato i propri sogni, anche partendo da zero: è questa la percezione che il lettore avverte accostandosi al libro Nasser, da clandestino a cittadino, Edizioni Paoline, dello scrit-tore Luciano Zanardini, il quale racconta, con garbo e mano sicura, la storia toccante e sincera di Nasser, un egiziano giovane arrivato in Italia in cerca di un futuro migliore, riuscendo ad integrarsi e a diventare un membro attivo e stimato della comunità italiana e una lezione per tutti.

La poesia, la riscoperta dell’altro e il ritorno alla trascendenza

Nell’era dell’umanesimo digitale, la poesia e i poeti sono necessari perché servono a dire al mondo globale in cui vivono che l’utopia non è qualcosa di irrealizzabile, ma qualcosa che si spera si realizzi nel tempo. La poesia serve perché il poeta parla non solo per sé ma per tutti, e anche quando dà la sensazione di scavare nel segreto più profondo della sua coscienza, anche quando si rinchiude nel privato dei suoi sentimenti, c'è nella sua poesia una forza sintagmatica che si snoda con un respiro universale, inclusivo ed originale.

Percorsi pirandelliani nel libro “La finzione vissuta”

Un saggio critico di Graziella Corsinovi che esplora la poetica di Luigi Pirandello attraverso i nodi centrali di filosofia, psicologia e drammaturgia

Nel vasto e variegato panorama di studi pirandelliani, un saggio critico originale e illuminante può ritenersi quello di Graziella Corsinovi, docente di Storia del teatro e dello spettacolo e di Letteratura Italiana presso l’Università di Genova, scomparsa lo scorso anno; il libro dal titolo La finzione vissuta. Percorsi pirandelliani: tra filosofia, psicologia, drammaturgia, entra in modo deciso e puntuale all’interno della grande opera di Luigi Pirandello.

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