Gli scambi di auguri del nuovo anno, hanno consentito di modificare le richieste ma anche gli auspici espressi da non pochi, relativi alla presenza sul campo di un protagonista che credevamo in estinzione. Molte speranze rivolte agli accadimenti futuri hanno riguardato e riguardano il sollecito invito rivolto agli ebeti di modificare la codifica dei loro arzigogolati ragionamenti. Meglio sarebbe definirli vuoti ma anche dannosi.
Chi pensa di essere in errore probabilmente ha ra-gione. Siamo sicuri di aver bisogno di essere distratti ancora di più di quanto già non lo siamo? Abbiamo bisogno di uniformarci condizionati dalla stupida gestione fatta di idiozia e denaro? Siamo così tanto sovrastati dallo stress della vita da aver bisogno di combatterlo annullando i benefici salutari che l’arte consegnata al cinema ci ha sempre distribuito. Dov’è l’errore?
C’è chi pensa che non ci sia nulla da fare perché loro sono molto avanti rispetto a noi. Assomigliamo ai cavernicoli, ignoranti, ottusi, incapaci di pensare, soggiogati dal potere altrui. Potrebbe andare bene una interpretazione di questo tipo dal loro punto di vista ma non dal nostro. Se è vero che molti sono lontani dal voler cambiare, altri sono già parte del cambiamento e nel continuo lavoro svolto sono riusciti a capire che l’etereo è l’obiettivo cui dovremmo tendere, allontanandoci dalle fattezze materiali che contraddistinguono il “primitivo”.
L’uso della parola è stata una grande conquista per il genere umano. Ha sostituito tentativi di comuni-cazione fatti di suoni gutturali e disegni malfatti.
Affinata nel tempo e migliorata la qualità di espo-sizione della parola, l’uomo ha costruito il lessico e questo l’idioma. Poi ognuno ha scelto il proprio linguaggio. Sempre maggiore importanza ha conqui-stato quest’ultimo con la scrittura che ha reso indelebili accordi e patti prima stabiliti con la parola ed una stretta di mano.