Ugo Lombardi

La voce di Dio

Lo stretto legame esistente fra biochip naturali (cellule umane) e quelli artificiali

Celebriamo ormai l’evento morte, minimizzando la celebrazione del culto della vita, ormai ridimen-sionato, ritenuto dai potenti fastidioso ed ingom-brante. In molti, all’oscuro di questa gestione di rotta, hanno subito modifiche fisiche, strutturali, compor-tamentali e di pensiero.
Altri sono stati inseguiti da processi di deprivazione di cui non sono neppure consapevoli. Una trasforma-zione che non ha mai smesso di esistere.  Altri ancora sono pronti per essere sottoposti a spensierate operazioni transumane, modificati in “cibernetici” sintonizzati con il mondo intero.

Le frequenze del nostro cervello possono essere manipolate

Si dice che chi è abituato a mentire, mente sempre. Chi ha tradito una volta, tradisce sempre. Quante volte ci ha tradito la scienza? La linea di condotta ufficialmente osservata da coloro che fingendo di evitare lo scientismo alterano la scienza ufficiale. Quotidianamente ci comminano disinformazione, la-sciando così inalterato il costrutto della matrice in cui tutti noi siamo immersi, ma da cui siamo fortemente condizionati.

La stupidità dell’ebete e la furbizia del pavido

Gli scambi di auguri del nuovo anno, hanno consentito di modificare le richieste ma anche gli auspici espressi da non pochi, relativi alla presenza sul campo di un protagonista che credevamo in estinzione. Molte speranze rivolte agli accadimenti futuri hanno riguardato e riguardano il sollecito invito rivolto agli ebeti di modificare la codifica dei loro arzigogolati ragionamenti. Meglio sarebbe definirli vuoti ma anche dannosi.

Sommersi dalle banalità

Chi pensa di essere in errore probabilmente ha ra-gione. Siamo sicuri di aver bisogno di essere distratti ancora di più di quanto già non lo siamo? Abbiamo bisogno di uniformarci condizionati dalla stupida gestione fatta di idiozia e denaro? Siamo così tanto sovrastati dallo stress della vita da aver bisogno di combatterlo annullando i benefici salutari che l’arte consegnata al cinema ci ha sempre distribuito. Dov’è l’errore?

C’è chi pensa che vincano sempre loro

C’è chi pensa che non ci sia nulla da fare perché loro sono molto avanti rispetto a noi. Assomigliamo ai cavernicoli, ignoranti, ottusi, incapaci di pensare, soggiogati dal potere altrui. Potrebbe andare bene una interpretazione di questo tipo dal loro punto di vista ma non dal nostro. Se è vero che molti sono lontani dal voler cambiare, altri sono già parte del cambiamento e nel continuo lavoro svolto sono riusciti a capire che l’etereo è l’obiettivo cui dovremmo tendere, allontanandoci dalle fattezze materiali che contraddistinguono il “primitivo”.

Parlare del nulla, ascoltare il nulla, pensare il nulla

L’uso della parola è stata una grande conquista per il genere umano. Ha sostituito tentativi di comuni-cazione fatti di suoni gutturali e disegni malfatti.
Affinata nel tempo e migliorata la qualità di espo-sizione della parola, l’uomo ha costruito il lessico e questo l’idioma. Poi ognuno ha scelto il proprio linguaggio. Sempre maggiore importanza ha conqui-stato quest’ultimo con la scrittura che ha reso indelebili accordi e patti prima stabiliti con la parola ed una stretta di mano.

Quali valori sociali dovrebbero ispirarci?

La nostra potrebbe essere definita la società degli ipocriti. Ma anche la società degli stupidi, sottomessi dalle regole della stupidità che regnano incontrastate. Proviamo insieme a fare alcune considerazioni. Quali sono i valori che rappresentano l’attuale società di cui siamo ottusamente fieri? 
Il denaro primo in classifica, tallonato in stretta misura dal potere, a pari merito la classifica vede imperante la proprietà delle cose.

La democrazia impedita

Nasciamo tutti uguali, l’uomo ci rende diversi? Verrebbe voglia di dire che fino ad ora tutti i partiti politici hanno fallito non essendo stati in grado di stabilire una equa distribuzione degli averi fra tutti i cittadini. Ma anche non esser   riusciti a rendere tutti cittadini!  Con uguali diritti e uguali doveri. Troppo idealisti o piuttosto troppo retrogradi?
 I programmi elettorali di ogni partito enfatizzano gli impegni dei candidati nel sostenere le ragioni dei tanti che sono penalizzati rispetto a quelle di pochi, privilegiati possessori di averi e di potere. Una democrazia incompiuta si potrebbe dire, incapace di sostenere le aspettative delle minoranze.

Collaboratori

Programmi in tv oggi
guarda tutti i programmi tv suprogrammi-tv.eu
Ascolta la radio
Rassegna stampa