Ugo Lombardi

C’è chi pensa che vincano sempre loro

C’è chi pensa che non ci sia nulla da fare perché loro sono molto avanti rispetto a noi. Assomigliamo ai cavernicoli, ignoranti, ottusi, incapaci di pensare, soggiogati dal potere altrui. Potrebbe andare bene una interpretazione di questo tipo dal loro punto di vista ma non dal nostro. Se è vero che molti sono lontani dal voler cambiare, altri sono già parte del cambiamento e nel continuo lavoro svolto sono riusciti a capire che l’etereo è l’obiettivo cui dovremmo tendere, allontanandoci dalle fattezze materiali che contraddistinguono il “primitivo”.

Parlare del nulla, ascoltare il nulla, pensare il nulla

L’uso della parola è stata una grande conquista per il genere umano. Ha sostituito tentativi di comuni-cazione fatti di suoni gutturali e disegni malfatti.
Affinata nel tempo e migliorata la qualità di espo-sizione della parola, l’uomo ha costruito il lessico e questo l’idioma. Poi ognuno ha scelto il proprio linguaggio. Sempre maggiore importanza ha conqui-stato quest’ultimo con la scrittura che ha reso indelebili accordi e patti prima stabiliti con la parola ed una stretta di mano.

Quali valori sociali dovrebbero ispirarci?

La nostra potrebbe essere definita la società degli ipocriti. Ma anche la società degli stupidi, sottomessi dalle regole della stupidità che regnano incontrastate. Proviamo insieme a fare alcune considerazioni. Quali sono i valori che rappresentano l’attuale società di cui siamo ottusamente fieri? 
Il denaro primo in classifica, tallonato in stretta misura dal potere, a pari merito la classifica vede imperante la proprietà delle cose.

La democrazia impedita

Nasciamo tutti uguali, l’uomo ci rende diversi? Verrebbe voglia di dire che fino ad ora tutti i partiti politici hanno fallito non essendo stati in grado di stabilire una equa distribuzione degli averi fra tutti i cittadini. Ma anche non esser   riusciti a rendere tutti cittadini!  Con uguali diritti e uguali doveri. Troppo idealisti o piuttosto troppo retrogradi?
 I programmi elettorali di ogni partito enfatizzano gli impegni dei candidati nel sostenere le ragioni dei tanti che sono penalizzati rispetto a quelle di pochi, privilegiati possessori di averi e di potere. Una democrazia incompiuta si potrebbe dire, incapace di sostenere le aspettative delle minoranze.

C’erano una volta le gambe

Adesso va forte la visione globalistica deretano centrica. Lo dice la moda in ogni dove con rigogliosi glutei esposti soprattutto nei luoghi di mare e privi di ogni copertura se non un sottile garbo divisorio inserito fra le due maestose esuberanze. Non sempre rigogliose e prominenti ma spesse volte flaccide e rugose, esposte comunque in ossequio ad uno stile imperante e ad un desiderio anch’esso ormai poco sostenibile per incipiente rugosa anzianità cutanea.

Gironi Danteschi

Gli esseri umani sono sempre più esclusi da processi decisionali assunti da coloro che, pur eletti loro rappresentanti, non frenano aggressive iniziative di morte, svendute per benefiche promozioni a tutela di un popolo addormentato. Ma anche, assecondano azioni malefiche promosse da sottoposti a gendarmi controllori della stabile presenza di un vivaio di sostentamento per loro esigenze. Un grande imbro-glio all’interno di un teatro dove loschi personaggi si sono impossessati della scena, somministrando a loro volta falsità e prebende ideologiche ad una mandria di spaesati. Una serie di teatrini all’interno di un grande inganno!

La conoscenza può rendere l’uomo libero

L’uomo è una raffinata struttura intelligente in grado di produrre i “Leonardo da Vinci” “Albert Eistein” e altre eccellenze grazie alla sua potente capacità di consapevolezza e alla sua elevata coscienza. Perché allora vengono somministrate falsità che annichi-liscono le sue capacità decisionali? Chi ha interesse a soffocare verità che se rivelate potrebbero cambiare la nostra vita?  Chi cosa e perché sottomette l’uomo ignaro del suo stato di subordinato non avendo mai conosciuto una vita vissuta in libertà non condi-zionata?

L’ipocrisia regola non scritta

Una pandemia lunga nei tempi e nei modi assilla l’essere umano attaccato da un vettore fra i più insidiosi in circolazione: l’ipocrisia. Nei suoi confronti impotente ed asservito il popolo mostra da sempre prolungata accondiscendenza conquistandone l’uso e il consumo.
Quindi una strategia comunicativa, fra tante, è il comportamento ipocrita. “Fate come dico ma non come faccio”. Un detto sempre attuale, anzi ora più che mai pertinente.

Perché una vita probabilistica

Quali potrebbero essere gli inquinanti presenti nel percorso di vita di ogni essere umano? Quali fra essi escludere perché l’esistenza possa assumere contorni opzionati, frutto di una selezione tendente a favorire la via del benessere piuttosto che la inquinante alternativa del malessere?
Secondo ipotesi dettate dalla fisica quantistica, nel momento in cui operiamo una scelta, facciamo sedi-mentare il percorso intrapreso, collassare la funzione d’onda.

La vita elettromagnetica conduce quella biochimica

Se la vita rappresenta la celebrazione più alta cui mirare, studiarne le caratteristiche e comprenderne il significato è altrettanto importante. Tentare di scrollarsi di dosso le tante incomprensibili anomalie comportamentali che affliggono l’essere umano, potrebbe essere una iniziativa salutare. Potrebbe essere un nuovo inizio! Ma siamo tutti in grado di dischiudere la nostra conoscenza alle verità negate e accettare realtà che potrebbero far male?

Tutta la vita è senziente

Studi recenti consentono di affermare l’esistenza di una coscienza universale presente in ogni parte del nostro corpo ed in ogni luogo che ci circonda. Ogni avvenimento che si verifica è registrato dalla matrice che avvolge e contiene l’universo. Per cercare qual-cosa bisogna sapere di averla e in tanti fra noi col-tivano il dubbio che manchi un sentire persona-le. Nonostante alcuni ricercatori ritengano che la coscienza risieda nei microtubuli delle nostre cellule cerebrali, aree primarie quantistiche, tutte le altre cellule del corpo umano mostrano autonomia, ca-pacità decisionale e intelligenza comportamentale.

Una distanza imposta da colmare

Non facile seguire ma soprattutto comprendere le dinamiche che ci coinvolgono nel quotidiano, anche se tutti noi, cercatori di pace, abbiamo imparato a evitare scontri e compromissioni con i fatti che avvengono. Allontanandoci dai pericoli o presunti tali, ma anche affrontandoli con acquisita compostezza, studiando la vita ma soprattutto cercando di capirne il significato. Allontanarsi dall’altro non sempre può essere una decisione costruttiva, perché impedisce di conoscere i suoi bisogni ma prima ancora impedisce di conoscere i propri.

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