Nadia Laccetti

Il silenzio degli dèi e la responsabilità dell’uomo

Perché gli dèi non salvano il mondo (ma l’uomo sì)

C’è una domanda che attraversa il nostro tempo con la stessa ostinazione con cui attraversa la Divina Commedia: perché il sacro tace proprio quando il mondo sembra averne più bisogno?
Non è una domanda teologica, né astratta. È una domanda esistenziale, che nasce quando il dolore non trova risposta e la preghiera sembra rimbalzare contro un cielo vuoto.
È riaffiorata, un paio di giorni fa, con una semplicità disarmante, durante uno degli incontri di approfondimento sulla Divina Commedia condotti da Michele Addante.

Il mito come cura: perché abbiamo ancora bisogno degli dèi

Quando gli dèi diventano terapia: i miti come mappe dell’anima

Gli antichi usavano il mito come una bussola per orientarsi nel caos della vita. Oggi, in un’epoca satura di spiegazioni e povera di senso, tornare al mito significa restituire profondità all’esperienza, riascol-tare la voce dell’anima quando parla in immagini. Jung lo sapeva bene: i miti sono “narrazioni dell’in-conscio collettivo”, figure archetipiche che continuano a muoversi dentro di noi. Non sono ricordi della civiltà: sono forze psichiche vive.
Il mito è una forma di conoscenza che non ragiona per concetti, ma per simboli. Dove la scienza chiede prove, il mito offre immagini; dove la psicologia clinica indaga i sintomi, il mito restituisce significati. Non perché sia meno profondo, ma perché parla un linguaggio più antico, capace di toccare le radici emotive prima ancora della mente.

Il terzo giorno: Resurrezione e Cammino dell’Anima

Un mistero da duemila anni interroga la fede e la ragione: la Resurrezione di Cristo. Evento fondante per il cristianesimo, essa si presenta anche come simbolo universale, ponte tra le religioni, il pensiero filosofico e l’interiorità umana. Non è forse la resurrezione – in ogni sua forma – il segno più profondo del desiderio dell’uomo di vincere la morte, o meglio di trasfigurarla?

Il ritorno dell'ombra

Come integrare il lato oscuro nell’epoca dei social media

Carl Gustav Jung definiva l’Ombra come l’insieme degli aspetti inconsci della personalità che tendiamo a reprimere perché considerati inaccettabili. Ma ciò che viene negato non scompare: prima o poi riemerge, spesso in modi distorti e inconsapevoli. Oggi, con l’avvento dei social media, tra odio online e aggres-sività nascosta, questo fenomeno è più evidente che mai.

Collaboratori

Programmi in tv oggi
guarda tutti i programmi tv suprogrammi-tv.eu
Ascolta la radio
Rassegna stampa