Fuggo dalla mia esistenza

Fuggo interminabili ore della mia esistenza,
fuori l'incessante vento scuote le foglie e 
i miei pensieri si aggrappano
incessabili alla mia mente, graffiando la mia anima
ripercorrendo profondi solchi di ferite passate!

Come tempesta che colpisce e infrage i vetri della mia casa
riducendoli in piccoli pezzi al suolo,
i miei piedi rimangono feriti e sanguinanti da tagli dolorosi,
le mie mani sanguinano sofferenti nel raccattare
quei piccoli pezzi di vetro infranto.

La mia esistenza è qui ora con me!
Non posso sfuggirla, non posso nascondermi
in nussun angolo della casa, è un avvoltoio
che cerca la sua preda!

La mia anima piange, il silenzio si fa profondo,
i ricordi nitidi si fanno immagine, i suoni, le parole, i visi
scorrono fluidi in un'acqua limpida, fresca, 
di un torrente che scorre zampillando veloce,

mi accoglie, lascio scivolare lentamente nell'acqua la mia esistenza,
la vedo scomparire lontano,
il mio animo si libera, si svuota!

Il vento incessabile si placa e mi accarezza dolcemente il viso!
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Pubblicata il 05-08-2013

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Commento dell'autore

In questa mia poesia ho
rivissuto la mia esistenza,
purtroppo i pezzi di vita
che mi hanno fatto soffrire,
che mi fanno soffrire ancora.

Ho descritto i vetri infranti:
"metafora dei mie dolori interni".

Questa riflessione è durata
un attimo scavando nel mio
interno, provocando emozioni!

Ma l'incontro nei miei pensieri
con l'acqua sorgente pura di
vita in cui ho fatto scivolare
le mie pene,la mia esistenza
mi ha fatto sentire meglio!

La serenità è riapparsa!