Padre

Padre
Ricordati della
calma spinosa
Di rozze mani - non t'ho stretto mai
ai seni - nessuno, mai.
Padre. Amante. Ampio solco.
Delizia del tuo contenermi,
Infradiciando l'intatto corpo
D'attimo madido - privo di gocce
Che so riconoscere - all'affondare
Nel Sacro vibrante,  grida mordono
Il nostro nudo
Padre
Lo Strepito soverchio che avverti ,
È carne disfatta sulla croce di figlia
Quando concessa goduria
D elle mie  dita -
Al trapasso nella gola -
Salassa l'ormai sordo corpo
Amante,
La nostra è patologia -
secca piaga d'una  notte ultima
 di Lacerazione- le tue rughe vorrei
Ora -  mentre rievoco il sacro vibrante
Tra le mie gambe divaganti
incollate al tuo sangue.
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Pubblicata il 21-06-2015

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