Il pittore

Solventi e vernici 
a pizzicare il mio naso
nella tua casa
viva e solitaria.
Sedevi scomposto
con quel buffo cappello,
a rimirar un bianco spazio
a me incompreso.
Mi fermavo silenziosa
e contemplavo i pennelli
che vestiti di vermiglio
danzavano nel candore
ricoprendolo di autunno
e di felicità.
Sfiniti si lavavano e ancora,
avvolti nell’argento, 
passeggiavano di notte
per le vie innevate.
Spruzzi maestri, di bianco lunare,
tracciavano il cammino.
Fra le tue mani
setole variopinte
donavano la vita
a vuoti inviolati
con l’amore del pittore 
che le mani ripulì,
tristemente,
quando la sorte rea
le imprigionò
nel tremore della vecchiaia.
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