Critica letteraria

Percorsi pirandelliani nel libro “La finzione vissuta”

Un saggio critico di Graziella Corsinovi che esplora la poetica di Luigi Pirandello attraverso i nodi centrali di filosofia, psicologia e drammaturgia

Nel vasto e variegato panorama di studi pirandelliani, un saggio critico originale e illuminante può ritenersi quello di Graziella Corsinovi, docente di Storia del teatro e dello spettacolo e di Letteratura Italiana presso l’Università di Genova, scomparsa lo scorso anno; il libro dal titolo La finzione vissuta. Percorsi pirandelliani: tra filosofia, psicologia, drammaturgia, entra in modo deciso e puntuale all’interno della grande opera di Luigi Pirandello.

Meltem. La sposa del bosforo

Tra i due continenti non passa soltanto l’acqua: passano i destini. Il Meltemi li svela, come un velo nel vento, tra il canto del muezzin e la memoria dei ponti.

Soffia da nord-ovest un vento antico: i Greci lo chiamavano etesio, i Turchi “meltem”. Non porta soltanto sollievo alle estati del Bosforo: porta storie. È in questa corrente d’aria – che sa di sale e di rame, di spezie del Gran Bazar e di ruggine dei traghetti – che Franca Colozzo ha immerso il suo romanzo. Architetta di mestiere e di sguardo, viaggiatrice per vocazione, docente in terra d’Anatolia per anni formativi e decisivi, Colozzo costruisce Meltem.

“La storia” di Elsa Morante

Un capolavoro letterario tutto al femminile

Nel giugno del 1974, a 62 anni, Elsa Morante pubblicò un romanzo di ben 661 pagine intitolato La storia, al quale aveva lavorato per tre anni.
Lo pubblicò, grazie all’intervento di Natalia Ginzburg, con la casa editrice Einaudi, ottenendo che fosse inserito nella collana economica degli Struzzi al modico prezzo di 2000 lire. La copertina riportava una foto di Robert Capa rappresentante un giovane morto nella guerra spagnola e il sottotitolo Uno scandalo che dura da 10000 anni.
Eloquente la dedica: Por el analfabeta a quien escribo.

Ricordando Leonardo Sciascia a 36 anni dalla morte

“Nessuno è al di sopra di ogni sospetto”

Il 20 novembre 1989 moriva Leonardo Sciascia, il quale è stato, sicuramente, un intellettuale fuori dal coro e dalla “parola eretica”, che ha scritto le sue opere con il convincimento di suscitare problema-tiche, di dare quasi fastidio, atteso che nelle sue narrazioni egli è andato sempre oltre la retorica culturale e politica, al fine di fare emergere ad ogni costo la verità, seppur scomoda.

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