Dalla coscienza della libertà all’apertura verso l’altro: il lungo cammino filosofico dell’identità europea
Molti filosofi hanno riflettuto sul concetto di Europa, intesa come civiltà, progetto politico, cultura o identità. L’Europa non è, né mai sarà un progetto omologante, un’esperienza ibrida in cui parlare la stessa lingua o condividere la stessa cultura. Ogni popolo europeo è espressione di una propria identità, di una propria storia e di una propria cultura; l’incredibile molteplicità delle nazioni, delle lingue e delle religioni è parte della grande ricchezza del nostro continente e deve essere preservata anche in futuro.
Dalla certezza medievale allo smarrimento della modernità: la Terra come luogo di caduta, mistero e possibile rinascita nella poesia e nel pensiero
Nella letteratura del Novecento la terra diventa il centro di interesse, come dimostrano i titoli di alcune opere poetiche Terra Santa, Terra desolata, Astro celeste. Anche quando il titolo non la richiama, il contenuto riguarda sempre i problemi inerenti la terra nelle sue relazioni con l’uomo, con tutti gli esseri viventi che la abitano, con il cosmo in cui è immersa.
Questo interesse, in verità, comincia con l’aprirsi della modernità e il tramonto del Medio Evo, ponendo nuovi problemi alla mente umana.
Dalla filosofia di Laozi al principio dello yin e yang, un viaggio nella saggezza taoista per affrontare l’incertezza del presente e riscoprire serenità e consapevolezza
Oggi sentiamo forte il desiderio di ritrovare un’armonia con il mondo che ci circonda e con quello interiore. Abbiamo bisogno di ritrovare un equilibrio tra gli opposti di una vita che ha fretta di compiersi, piuttosto che essere presenti a se stessi e alla propria esistenza. L’angoscia per ciò che si trasforma e passa, per il futuro che accade senza il nostro controllo stringe le gole, soffoca fino a toglierci il respiro.
Dall’antica Grecia al Buddismo, il lungo cammino del pensiero sull’anima, l’immortalità e il destino dell’uomo
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Morire è la parte più semplice della vita: semplicemente smettiamo di respirare. Nessuna complicazione, nessuna soluzione, semplicemente un punto dopo un pensiero.
Epicuro scrisse “quando ci sono io non c’è la morte; quando c’è la morte non ci sono io”.