Franca Canapini

Dalla “Alocución al pueblo di Fuente Vaqueros” di Federico García Lorca del 1931, alla necessità odierna di creare una consuetudine con il libro

Pubblicato per la prima volta in Spagna nel 1986, fu letto ad alta voce dal poeta, presumibilmente nei primi giorni di settembre del 1931, davanti ai suoi concittadini in occasione dell’inaugurazione della biblioteca comunale del paese natìo. Il discorso è una vera ode ai libri, una lettera d’amore, e allo stesso tempo una lezione magistrale di cultura senza tempo. García Lorca scrive un vero e proprio manifesto alla vita e al sapere.

“Libri! Libri! Ecco una parola magica che equivale a dire: ‘Amore, amore’ e che tutti i popoli dovrebbero chiedere come chiedono il pane o come anelano la pioggia per i loro campi seminati”, si legge in uno dei più noti passaggi di questo straordinario testo.

Il canto vuole essere luce. Leggendo Federico García Lorca

Il volume collettaneo che ha visto luce dopo più di due anni di ricerca, lavoro, approfondimento, studio e coordinazione.
Un importante progetto editoriale curato dal critico letterario marchigiano Lorenzo Spurio, da anni grande amante e studioso della vita e dell’opera lorchiana

Il 2 gennaio scorso su www.granadahoy.com è apparso un articolo molto interessante del giornalista e scrittore spagnolo Andrés Cárdenas, intitolato De García Lorca se hablará siempre. Contiene una premessa in cui l’autore riflette sul rapporto simbiotico tra Granada e Lorca e, a seguire, ci racconta vari fatti tra i quali una storia molto intrecciata riguardante Agustin Penón, un americano che, recatosi a Granada tra il 1955 e il 1956, aveva raccolto una valigiata di informazioni su Federico García Lorca, pensando di scriverci un libro.

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