L’arte della guarigione

I dipinti di Camille Pissarro ci inducono nella terapeutica forza comunicativa. Dalla psiconeuroimmunologia al senso genuino della gratitudine

Nella vita c’è sempre un motivo per scrivere e per poter riscrivere il senso delle cose, soprattutto quando possiamo accoglierle su un metro artistico di grande espressione concettuale. Nella nostra esistenza l’arte ha una notevole entità, da essa affiora l’energia che muove l’anima e il corpo, lasciandoci incantare come fosse una sfera magica da una dimensione elevata, accogliente ed amica. Tuttavia, travolti da una forza profonda, che si spande sulle maree della nostra anima, lasciamo emergere un interrogativo singolare e concreto: L’arte nella psiconeuroimmunologia può portare benessere?
Questa domanda alla quale difficilmente pensiamo, accentra delle risorse e delle risposte che si trasformano in benessere psicologico, fisiologico e immunitario sulla base dei nostri impulsi reattivi e, talvolta, mediante dei contenuti artistici che giungono per la nostra salute in termini arteterapeutici.



Un’analisi condotta dai ricercatori della Harvard Medical School di Boston ha evidenziato quanto sia importante parlare con il proprio corpo al fine di far cambiare lo stato di salute in modo più rapido degli integratori. I volontari, parlando lentamente al proprio ‘Io’, hanno espresso delle frasi rassicuranti come: stai guarendo, stai tranquillo, sei al sicuro; questo ripetersi costante, ha portato la loro attenzione su frasi benevoli, inducendo il cortisolo (l’ormone dello stress) alla diminuzione e favorendo un miglioramento del flusso sanguigno, rigenerando anche le cellule immunitarie.

Susseguentemente, dalle scansioni effettuate, è stata rilevata una diminuzione misurabile dei marcatori dell’infiammazione. Ciò vale a dire che il potere di controllo sul nostro organismo può rivelarsi autoguarente. E l’arte? Quanto può aiutarci in questo? Tornando alla domanda posta antecedentemente e collegandoci a quest’ultimi quesiti, possiamo dunque affermare che mediante alcune visioni artistiche riusciamo ad alleggerire i nostri conflitti interiori portando calma ed equilibrio all’interno di noi stessi, proprio come fossero parole confortanti. Quindi l’arte può aiutarci davvero molto, poiché comunicando con il nostro corpo e con le nostre emozioni, estroietta un significato terapeutico. Possiamo dunque determinare che l’approccio artistico ci induce ad un atteggiamento positivo verso la vita.

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Strada da Versailles a Louveciennes, effetto neve
Nell’opera Strada da Versailles a Louveciennes, effetto neve di Camille Pissarro, l’equilibrio diviene materia solida, flusso compiuto da strati di colore motivazionali e distensivi. Camille Pissarro infatti, fu un grande comunicatore visivo, (pastellista, disegnatore edile, litografo, incisore, pittore e artista grafico) inondando lo spazio dei suoi supporti con piena libertà di movimento figurato. Nato a Charlotte Amalie il 10 luglio 1830 e scomparso a Parigi il 13 novembre 1903, fu tra i maggiori esponenti dell’Impressionismo francese. L’olio su tela, risalente al 1869, di 38,4 x 46,3 cm ed esposto al Walters Art Museum di Baltimora, figura un paesaggio innevato di naturale cromaticità suggestiva.
L’immagine che sbuca dal cinema della vita per l’interpretazione autentica, infonde un buon senso di calma e armonia, quasi a voler fermare il tempo e ad indurci verso una dimensione stabile e di desiderata appartenenza. I personaggi, indefiniti e incorniciati nel paesaggio, donano un senso di pacatezza verso la natura e, rallentando i passi per la neve che li circonda, manifestano una correlazione comportamentale con la realtà quotidiana della stagione invernale. Questo quadro è un raccoglitore di semplicità, è un quaderno bianco da scrivere con la penna del cuore. E, introducendo nella scrittura le sensazioni più vere e profonde, daremo anima e corpo alla libera espressione della natura, segnandone il valore di quella realtà che abbiamo dinnanzi. D’altro canto Guardare la bellezza della natura è il primo passo per purificare la mente (Cit. Amit Ray).

Veduta da Louveciennes
Altra opera d’arte che richiama l’attenzione con lo sguardo rivolto verso dei tempi incontaminati e naturali é Veduta da Louveciennes risalente al 1869-1870 ed elaborata ad olio su tela di 52,7 x 81,9 cm. In collezione alla National Gallery di Londra, affascina per i toni sabbiati della strada che elegantemente esaltano la combinazione dei verdi della natura, con il contrasto celestino del cielo variegato da nubi.
L’immagine, nella sua semplicità fotografica, è ricca di ruvidezza emotiva. Poiché la suggestione del paesaggio sbuca come teatralità morale, in una sorta di recitazione dove il senso dell’ordinario diviene il vero concetto denso di vita. Si tratta del semplice che accompagna i giorni usuali, poiché il segreto dell’amore giace proprio nella quotidianità di quello che ci circonda e che ci capita, permettendoci così di forgiare le nostre abitudini come simbolo di nutrimento del cammino. E qui le parole di una riflessione popolare si fanno avanti come ancora d’apprendimento: Il giorno in cui il cieco tornò a vedere, la prima cosa che buttò via fu il bastone che lo aiutò per tutta la vita. Un concetto degno di introspezione sulla gratitudine che dobbiamo portare a ciò che accompagna la nostra storia rendendo, così, immenso ciò che negli occhi abbiamo dinnanzi ogni giorno. Poiché la straordinarietà della nostra esistenza è l’apparente “banalità” la quale, permettendoci di vivere con un punto di riferimento, non lascia spazio a quelle virgole inopportune offerte da una ignobile irriconoscenza.

Posted

10 Jan 2026

Esplorando l'arte


Alessia Pignatelli



Foto di Camille Pissarro



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