Cultura e impegno sociale

Presentato il libro “Io guardo l’orizzonte” di Flora De Vergori

Bari – 24 aprile.

Nel suggestivo scenario del Santuario di Sant’Antonio Abate, gremito in ogni posto a sedere da un pubblico numeroso e partecipe, si è svolta la presentazione del libro Io guardo l’orizzonte (Oceano Edizioni) della poetessa e scrittrice Flora De Vergori. L’incontro è stato aperto da padre Guarino, che ha introdotto la serata con una breve riflessione, dando il via a un evento che ha saputo coniugare letteratura, impegno sociale e momenti artistici.


Flora De Vergori, da sempre sensibile alle tematiche sociali e all’educazione dei giovani, ha maturato esperienze di insegnamento nelle scuole dei quartieri più difficili della città, affiancando all’impegno educativo una costante passione per la letteratura, la poesia e lo studio delle lingue e della filosofia. Negli anni ha costruito un intenso percorso culturale e umano, distinguendosi anche per l’impegno nel dialogo interculturale e interreligioso. Autrice già premiata in numerosi concorsi nazionali e internazionali, ha pubblicato opere di poesia e narrativa, tra cui Un passo dall’Arcobaleno e Il Ventaglio – storie al bivio fra amore e follia, entrambe con Oceano Edizioni.
La serata, organizzata dall’associazione culturale “L’Oceano nell’Anima”, ha visto la presenza di numerosi ospiti e relatori, con l’obiettivo di valorizzare un’opera che affronta tematiche profonde e attuali, come la migrazione, la dignità umana e le fragilità sociali. L’incontro è stato moderato da Grazia Nardelli, che ha guidato i diversi momenti della serata, introducendo gli ospiti e accompagnando il pubblico nel percorso di letture, dialoghi e interventi musicali.
Tra gli ospiti presenti, l’editore Massimo Massa, la scrittrice e critica letteraria Laura Pavia, Pippi Scotti per la lettura di alcuni brani tratti dal libro e la musicista Maria De Pasquale, che ha impreziosito la serata con intermezzi musicali.

Un’opera tra poesia e narrativa
Il libro di Flora De Vergori si presenta come un’opera articolata, composta da una parte narrativa e una poetica. I tre racconti proposti sono tutti ambientati in Africa, scelta che l’autrice ha spiegato come frutto di un percorso umano e culturale maturato attraverso relazioni, amicizie e scambi interculturali con persone provenienti da quella terra. Un’Africa conosciuta non attraverso il viaggio fisico, ma attraverso storie, vissuti, usanze e tradizioni che hanno nutrito la sua scrittura e contribuito a costruire una visione profonda e autentica delle realtà raccontate.

Durante il dialogo con l’editore Massimo Massa, l’autrice ha sottolineato come il libro nasca da una forte sensibilità verso gli “ultimi” e dalla volontà di dare voce a storie spesso invisibili, senza però rinunciare a una narrazione capace di restituire speranza e bellezza.

Racconti di dolore e rinascita
La presentazione è stata scandita dalla lettura di alcuni brani significativi. Tra questi, il racconto Nur, l’Araba Fenice, che affronta il dramma dei migranti, mettendo in luce non solo la sofferenza ma anche la resilienza e la dignità della protagonista.
Altro momento intenso è stato dedicato a Nata per vincere, storia che esplora il tema del plagio psicologico e delle sette, evidenziando quanto la fragilità possa rendere vulnerabili e quanto sia difficile, ma possibile, uscire da tali dinamiche.
Infine, il racconto Fuori dall’inferno ha portato l’attenzione sul dramma della tratta e della prostituzione forzata, denunciando non solo il sistema criminale ma anche l’indifferenza sociale che spesso accompagna questi fenomeni.

Una presenza significativa
Tra il pubblico, rilevante e significativa, a rimarcare la rilevanza della manifestazione, la presenza dei due Abba e di numerosi componenti della Comunità ortodossa d’Etiopia, con la quale De Vergori mantiene da diversi anni una stretta relazione di amicizia, operando nel campo dell’intercultura e del dialogo interreligioso.

Il messaggio: speranza e responsabilità
Nonostante la durezza dei temi affrontati, il messaggio centrale dell’opera resta profondamente positivo. Ogni racconto si conclude con un ritorno alla vita, una rinascita che diventa simbolo di speranza.
“Danzare la vita con lo sguardo rivolto all’orizzonte” è l’immagine evocata dall’autrice per sintetizzare il senso del libro: non arrendersi alle difficoltà, ma affrontarle con coraggio e fiducia.
A rendere ancora più significativo l’evento è stata la finalità solidale dell’iniziativa: il ricavato della vendita del libro sarà devoluto all’Istituto Oncologico Pediatrico Giovanni XXIII di Bari, a sostegno delle attività dedicate ai piccoli pazienti e alle loro famiglie.
La serata si è conclusa con i ringraziamenti finali e una foto di gruppo, lasciando nei presenti non solo il ricordo di un evento culturale, ma anche uno stimolo alla riflessione su temi urgenti e universali.
Un appuntamento che ha dimostrato come la letteratura possa ancora essere uno strumento potente di consapevolezza, solidarietà e cambiamento.

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24 Apr 2026

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Redazione



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