Quel 10 dicembre 1252 e altre cronache storiche di Meda – otto atti unici”

Un libro di Maria Altomare Sardella

Le otto pièce di cui si compone la raccolta sono state scritte per essere messe in scena in forma di corto teatrale in occasione delle Ville Aperte di Monza e della Brianza fra il 2016 e il 2025 a Meda nella Villa Antona Traversi, già monastero benedettino di clausura di cui si hanno notizie storiche fin da epoca carolingia, per raccontare la storia dell’antico borgo e delle genti che lo abitarono tra Medioevo, Rinasci-mento e XIX secolo.
La raccolta è un vero e proprio coro di personaggi, di voci che riemergono dal tempo per sussurrare le loro storie, il loro coraggio di trasformare le loro vite, spesso condizionate dalla società in cui vissero, in scelte coraggiose. Se il teatro ha come caratteristica il dover essere specchio del tempo dello spettatore per indicargliene le problematiche e il senso dell’esi-stenza, i personaggi che emergono da questa raccolta assolvono pienamente alla sfida. San Giovanni Oldrati, vissuto a metà del XII secolo, lasciò la sua vita di ricco signore per metterla al servizio dei diseredati di ogni origine ed estrazione sociale e la sua storia oggi può invitare i giovani, palesemente confusi e frastornati dal chiasso dei social, a cercare senza paure la propria vocazione che non necessariamente è quella religiosa, ma che deve comunque dare un senso alla vita.


Costanza d’Altavilla, fermatasi a Meda nel maggio 1194 con il suo consorte Enrico VI Hohenstaufen e il suo esercito, diretto in Sicilia per conquistarla con ferocia, nella finzione scenica apre il suo cuore angosciato alla badessa che esprime una dura condanna della guerra: “La guerra è una cosa terribile. Quante vittime innocenti a causa dello strapotere di pochi insignificanti uomini!”. Il 10 dicembre 1252 fu il giorno in cui la badessa Maria de’ Besutio, una donna che stava sperimentando in un convento cosa significa non essere libera di scegliere il proprio destino, concesse a Meda di diventare un libero comune, emancipandosi dalla signoria del monastero. Nella pièce a chi mette in dubbio i vantaggi di quella decisione anche nell’interesse degli indifesi, ella si oppone con queste parole: “Con il tempo, quegli uomini e quelle donne laggiù riusciranno a darsi leggi giuste nel rispetto dei diritti di tutti “. Per chiedere l’onore degli altari per Felicina da Meda, badessa a Pesaro, la duchessa Battista Malatesta nel 1444, la loda con queste parole: “E non è l’amore il più grande miracolo che ogni essere umano può compiere in questo mondo?”. Ne “La gesè dè San Vitur dè Medè”, due umili ‘servette’, personaggi inventati, mettono in scena una commedia nella commedia per ridicolizzare la loro nobile ‘padrona’ e la sua pretesa di sentirsi ‘superiore’. Caterina Della Cassina, la conversa medese assassinata nel luglio 1606 nel Monastero di Santa Margherita in Monza, da semplice pedina si trasforma in personaggio a tutto tondo e la sua ribellione alla potente Signora di Monza, suor Virginia de Leyva, diventa emblema del coraggio degli umili contro l’ingiustizia e la repressione dei potenti sui deboli. Fra i personaggi inventati a supporto di quelli storici, citiamo Gemma, giovane figlia di una mercante di biade di Meda nel 1496. Non vuole sposarsi e vuole diventare un’artista, sogni impossibili all’epoca per una donna. La giovane, nella pièce “Massimiliano I in Meda”, osa controbattere, pur avendola riconosciuta, a Beatrice d’Este che sta visitando in incognito il mercato di Meda e, quando la madre la rimprovera aspramente per aver messo in pericolo l’intera famiglia, Gemma risponde con queste parole: “Voglio essere una persona che fa la differenza, sbattendo la verità sul muso di chi ha il potere di appendermi ad una forca. Sarò morta da donna libera”. Da questa raccolta di atti unici emergono la profondità storica con cui fatti e personaggi vengono raccontati e la volontà dell’autrice di credere nel bene che le persone di buona volontà possono compiere in favore di una società inclusiva e solidale nonostante le difficoltà e le limitazioni in cui vivono.

Posted

30 Jun 2026

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Redazione



Foto Maria Altomare Sardella





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