Tra la filosofia, la teologia e la scienza c’è contrasto? Alcuni affermano che all’origine del mondo non c’è stato Dio, ma la materia. In pratica non sarebbe stato Dio a creare l’universo e l’uomo, ma tutto sarebbe il risultato di un evoluzionismo della materia.
A questo punto non si potrebbe ipotizzare che la materia è esistita da sempre, che è eterna ed increata e che tutto sia scaturito dalla sua evoluzione?
Ritengo che tra scienza e religione, tra Bibbia e scienza non esiste alcun contrasto, né si escludono a vicenda. Piuttosto, va detto che la Bibbia si interessa del “fatto della creazione”; dice, in altre parole, chi ha creato e perché lo ha fatto, dando una spiegazione che non risponde ad una trattazione scientifica ma teologica. La scienza, invece, si occupa del “modo della creazione”, cioè coglie aspetti osservabili e sperimentabili della realtà creata e procede, mediante la raccolta e la ricostruzione di dati scientifici, alla formulazione di ipotesi sulle origini, che, fin quando non saranno provate e verificate, rimarranno tali.
Dunque, tra scienza e religione non c’è alcun contrasto, ma solo distinzione: ogni ricerca studia gli ambiti di propria competenza, né la scienza è stata, sia nel passato che oggi, mossa dal desiderio di dimostrare che non è stato Dio a creare.
Del resto, se per un attimo riflettiamo attentamente, tutti i grandi maestri della scienza hanno ammesso l’esistenza di un essere preesistente, cioè di un ente iniziale da cui tutto ha preso l’avvio e, pertanto, è arbitrario e pregiudizievole affermare che la materia è esistita da sempre e che non ha avuto alcun principio che l’ha originata.
Ad esempio, Galilei e Keplero hanno ammesso l’esistenza di un Dio creatore, Newton ha affermato che la compagine del sole, dei pianeti e delle comete non può nascere senza il disegno e la potenza di un ente intelligente e potente. Lamarck individua l’origine di tutto in un Autore supremo, Ampère ammette la necessità di una causa per tutto ciò che esiste, e di una causa intelligente per l’esistenza di un mondo nel quale l’intelligenza umana si manifesta dappertutto.
Einstein, con la sua legge sulla relatività generale, sostiene che tempo, spazio e materia hanno avuto un inizio e che una mente infinitamente superiore si rivela nell’universo per noi tanto misterioso; Von Braun, il progettista del saturno che ha portato l’uomo sulla luna, ha sostenuto che l’idea di un creato non è concepibile senza invocare la necessità di Dio. Anche lo scienziato Antonio Zichichi su questa tematica afferma con chiarezza che è assolutamente falso affermare che la scienza abbia trovato un solo fenomeno che sia in contrasto con Dio. Chi dice questo, non sa cos’è la scienza. La presunta inconciliabilità tra scienza e fede è una delle grandi mistificazioni della cultura dominante, è cioè della cultura dei filosofi, dei letterati e dei falsi scienziati. Il dominio della fede non ha bisogno – prosegue Zichichi – di essere corroborato dalla scienza. La fede, essendo un dono di Dio, è al di sopra della scienza.
La materia non è eterna né increata
Dunque, alla luce di quanto affermano i maestri della scienza è falso sostenere che la materia è eterna e increata. È dunque un qualcosa di arbitrario sostenere che la materia è esistita da sempre; del resto, anche al di là di ragionamenti scientifici, la ragione stessa ci attesta che la materia è mutevole, imperfetta, contingente, divisibile, parcellizabile, e che non può essersi data l’esistenza da sé. Parlare di “bang” iniziale” o di materia senza ammettere una causa preesistente è come voler parlare di materia con la “M” maiuscola, attribuendo ad essa tutte le perfezioni di Dio. Credo che la ragione umana non possa accettare di pensare a un “dio-materia” che, da una parte, si evolve e si perfeziona e, dall’altra, si erge a essere superiore all’uomo.
Per quanto poi concerne il discorso dell’evoluzionismo, la fede cristiana è anche consapevole che l’evoluzionismo non esclude necessariamente la creazione. Il dilemma, creazione o evoluzione non esiste, perché Dio è sempre Dio: sia che crei direttamente, sia che infonda una forza nelle cose, sicché da un atto iniziale derivino tutte le altre.
Si parla di un evoluzionismo materialista e di un evoluzionismo della creazione; quest’ultimo è un dato che illumina su molte cose, nel senso che ci fa capire il perché dell’enorme antichità della vita, la comparsa graduale (almeno nelle grandi linee) dei viventi, l’estinzione di innumerevoli specie, il formarsi di strutture più generalizzate o meno perfette, il graduale complicarsi e perfezionarsi del sistema nervoso.
Supponendo che Dio è il creatore di tutte le cose, alcuni si chiedono poi: ma Dio chi l’ha creato?
Questa domanda che sempre somigliare a quella che si fanno tanti bambini, in realtà se la pongono anche tanti adulti. La questione sta nel fatto che non è possibile utilizzare le stesse categorie mentali quando si parla di Dio e delle realtà create, cioè le creature. In altri termini, non si può applicare a Dio il principio di causalità che si applica alle cose create. Mentre, infatti, le cose create sono nello spazio e nel tempo, hanno un principio e una fine, un passato, presente e futuro, il Creatore non ha un prima e un dopo, egli è l’Eterno presente, è la Vita, il non-creato, l’Infinito, l’Essere senza alcuni limite di modi o di tempi. Il Creatore è “Colui che è” e se avesse avuto l’esistenza da un altro essere, logicamente non sarebbe più Dio.
Chiedersi dunque chi ha creato Dio è come voler applicare le caratteristiche della materia, cioè il peso, la forma e il colore, ai fenomeni spirituali che ci sono nell’uomo. Chiedersi chi ha creato Dio, è come chiedersi che di colore è un pensiero. È una domanda che non ha senso.
In definitiva, Dio non l’ha creato nessuno, perché egli è Colui che è, è il Principio senza principio, la Causa non causata, insomma Causa e Principio di tutti gli altri esseri; è fuori del tempo e della realtà creata e resta perciò distinto e superiore alle sue creature benché abbia fatto di esse un riflesso della sua onnipotenza, della sua sapienza e della sua bontà.