Venezia e le sue costruzioni che sembrano galleggiare sull’acqua con le fondamenta miracolo di ingegneria e creatività
VENEZIA: UN SOGNO O UNA FIABA
Si può affermare che Venezia sia una città unica al mondo? Certamente si, e anche per diversi motivi: la posizione geografica, la storia millenaria, l’incredibile architettura delle costruzioni, la bellezza dei canali, la cultura. E, aggiungiamo, la straordinarietà della sua gente. Camminando per le calli, o attraversandola a bordo di vaporetti che si muovono lungo la miriade dei canali, non si può non cogliere, godendone, la particolare atmosfera complessiva che restituisce la piacevole sensazione di vivere una fiaba o di essere dentro un sogno.
Sodale di Carmine Crocco fu giustiziato a Tagliacozzo
UN EROE ROMANTICO
È una storia singolare quella di José Borjes (Vernet, 1813-Tagliacozzo, 1861), generale spagnolo al servizio dell’esercito carlista, e per questo esiliato in Francia dove si arrangiò come rilegatore, precettore e commerciante di vini. Rientrato in Spagna, fu sostenitore della regina Isabella II di Borbone praticando azioni di guerriglia dal 1846 al 1848 e nel 1855.
Guidò, poi, una spedizione di filo-borbonici spagnoli e italiani, nell’ambito del brigantaggio postunitario, con il fine di riconquistare il perduto Regno delle Due Sicilie in favore di Francesco II di Borbone. Fu per un certo periodo alleato del capo brigante lucano Carmine Donatello “Crocco” dal quale si allontanò per divergenze sulle modalità delle operazioni.
Un’impresa che diede lustro al Regno Unito
Un giorno memorabile per il Regno Unito
Due avvenimenti di grande importanza – politico l’uno, sociale l’altro – vengono annunciati al mondo il 2 febbraio 1953: l’incoronazione della Regina Elisa-betta II che comincia il suo lunghissimo regno sulla Gran Bretagna e sui Paesi del Commonweahlt; la conquista dell’Everest, la vetta più alta del mondo, da parte del neozelandese Edmund Hillary (Auckland, 1919–2008) e dello sherpa Tenzing Norgay.
Dai Romani ai tempi nostri, una presenza discreta e laboriosa
In Crimea già al tempo dei Romani
Le testimonianze più antiche della presenza nella penisola di Crimea di persone provenienti dal territorio dell’attuale Italia sono affidate a diversi ritrovamenti archeologici che ci riportano al II secolo d.C. allorché i Romani avevano imposto il loro protettorato, mantenendo il controllo delle coste.
Una elevata sismicità che spesso sfocia in disastrosi tsunami
Maremoti e tsunami
In italiano si direbbe “maremoto”, ma la letteratura scientifica ha preferito il termine giapponese tsunami, letteralmente “onda nel porto”, per la capacità di superare le difese portuali.
Questi spostamenti di acqua marina – dai più impetuosi a quelli impercettibili – sono molto più frequenti di quanto non si immagini. E sono diffusi su tutta la superficie terrestre, benché vi siano aree strutturalmente più predisposte.
Vanto della tradizione e della creatività italiane
Storie di navi e di emigrazione
Storie di mare, storie finite tragicamente e non sempre assurte a una diffusa conoscenza come accaduto, invece, ai transatlantici Titanic (britannico) e Andrea Doria (italiano), rispettivamente negli anni 1912 e 1956, rimasti permanentemente impressi nell’immaginario collettivo planetario.
Il successo e le polemiche dopo aver raggiunto il Polo Nord col dirigibile "Italia"
Il progettista e il militare
Nell’immaginario collettivo degli italiani Umberto Nobile è rimasto l’eroico conquistatore del Polo Nord che ha legato il suo nome alla tragica vicenda del dirigibile Italia e della “tenda rossa” che tra il maggio e luglio del 1928 ha tenuto in apprensione l’intero Paese.
Nato a Lauro (Avellino) da genitori ebolitani – Vincenzo Nicolò Francesco Nobile delle Piane e Maria La Torraca – Umberto Nobile (1885-1978) è stato ingegnere industriale meccanico specializzato nello studio e costruzione dei dirigibili, poi entrato nel Corpo Ingegneri della Regia Aeronautica con il grado di Tenente Colonnello. Viene annoverato tra i più importanti inventori e progettisti italiani del XX secolo e una delle personalità più rappresentative della storia dell’Aeronautica italiana.
31 luglio 1954: una spedizione italiana conquista la vetta del K2
Obiettivo: conquista del K2
Un’impresa leggendaria rimasta nella storia del nostro Paese: il 31 luglio 1954 (settant’anni fa…) gli alpinisti italiani Achille Compagnoni e Lino Lacedelli – punta di diamante di una nutrita e qualificata spedizione – raggiungono la vetta del K2 (8.611 m), la seconda del mondo per altezza, nel complesso montuoso del Karakorum, al confine tra il Pakistan e la Cina. Il K2 è sovrastato soltanto dall’Everest (8.848 m) – conquistato poco più di un anno prima, il 29 maggio 1953, dal neozelandese Edmund Hillary e dallo sherpa Tenzing Norgay – ma è ben più impervio da scalare per via delle pareti estremamente ripide.
Successo di partecipazione per l’VIII edizione del Premio “Seneca” ospitato nel Castello di Sannicandro di Bari
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Ogni anno di più manifesta la sua straordinaria capacità di “stare sul pezzo” il Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea “Lucius Annaeus Seneca”, organizzato dall’Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche di Bari sulla scia di un’idea di Massimo Massa. L’edizione 2024 – conclusasi con la consueta, riuscitissima, manifestazione di premiazione e di attribuzione di riconoscimenti e nomine a personalità di fama internazionale per il loro impegno in campo letterario e sociale e nella diffusione dell’informazione – ha avuto il suo fil rouge nel sentimento della pace. Non poteva essere diversamente, considerati gli scenari di guerra e i conflitti in essere nei diversi continenti del pianeta.
Il Premio “Seneca” ha costruito negli anni una rete significativa di occasioni che sconfinano in settori molteplici della cultura e dell’intelletto umano. La partecipazione di studiosi e personalità rappresentative di ogni campo del sapere sono la conferma che il progetto cammina ormai spedito verso la completa realizzazione dei suoi obiettivi originali.
Ancora qualche profilo di protagoniste del brigantaggio al femminile
Filomena Pennacchio: spietata ma capace di redimersi
Avventure amorose, tradimenti, freddezza e crudeltà nel condurre le azioni brigantesche, piglio da condottiere, pronte anche a pentirsi. Sono alcune delle peculiarità che abbiamo già attribuito ad alcune donne briganti e che ritroviamo anche in Filomena Pennacchio.
Filomena nasce nel 1841 in una modesta famiglia di San Sossio Baronia (Avellino) e fin da ragazzina è impegnata nei lavori più umili per incrementarne i miseri guadagni. Rimane presto orfana dei due genitori e nel 1862 conosce Giuseppe Schiavone (Sant’Agata di Puglia, 1838), famoso brigante che l’arruola nella sua banda. Tra i due è subito profondo amore. Il suo temperamento non tarda a manifestrasi allorché, nelle campagne di Trevico, sgozza il bue di una donna che si rifiuta di consegnare a Schiavone denaro e oggetti d’oro in suo possesso. L’anno successivo partecipa all’uccisione di 10 soldati italiani della I Compagnia del 45^ Reggimento Fanteria.
Maria Oliveiro, Michelina Di Cesare, Maria Giovanna Tito: donne ‘meridionali’ che combatterono contro
le truppe piemontesi: da semplici popolane ad impavide e spietate capibanda
Maria Oliverio e la banda Monaco
Maria Oliverio, detta “Ciccilla” – forse in omaggio o forse in dispregio di “Franceschiello”, Francesco II re delle Due Sicilie) – all’interno del vivace e popolato panorama del brigantaggio al femminile è considerata la più famosa donna brigante della Calabria (dov’era nata, a Casole Bruzio, il 30 agosto 1841) e del Regno delle Due Sicilie.
“Ciccilla” a soli 17 anni va in sposa a Pietro Monaco, futuro brigante inizialmente soldato dell’esercito del Regno delle Due Sicilie. La prima occasione in cui emergono la fermezza e l’efferatezza di Maria Oliveiro è rappresentata dall’uccisione di Teresa, sua sorella maggiore: Maria scopre una relazione clandestina con suo marito Pietro e non esita a ucciderla nel sonno.
Malviventi, criminali o paladini dei più poveri e diseredati?
Fenomeno tra i più studiati
Uno degli aspetti più dibattuti degli ultimi due secoli della storia italiana – del Mezzogiorno d’Italia, in particolare – è legato al fenomeno del brigantaggio.
Di questo fenomeno, certamente tra i più affrontati e approfonditi dagli storici, esamineremo l’origine e le cause, esclusivamente per i risvolti indispensabili a farne la premessa per un’incursione più dettagliata nell’avvincente mondo delle brigantesse.
Spesso trascurate, molte volte sottostimate nel loro ruolo, in alcuni casi addirittura sconosciute, le brigantesse hanno svolto compiti tutt’altro che secondari, talvolta di chiara preminenza, all’interno del movimento.