Il Palinsesto di Archimede: un dossier tra storia, scienza e nuove scoperte

Rinnovato interesse in seguito al ritrovamento di una pagina ritenuta persa

Una pagina ritrovata
Il rinnovato interesse per il cosiddetto Palinsesto di Archimede, uno dei manoscritti più importanti per la storia della matematica antica, è scaturito dal recente ritrovamento di una pagina ritenuta perduta e identificata presso il Musée des Beaux-Arts di Blois (Francia) da un gruppo di ricercatori del Centre National de la Recherche Scientifique.




Il riconoscimento è avvenuto attraverso il confronto con fotografie scattate nel 1906 dal filologo e grecista danese Johan Ludvig Heiberg che documentavano fogli poi scomparsi. La pagina è la numero 23 e contiene parti del trattato Sulla sfera e il cilindro corredato da diagrammi geometrici: il testo originale è celato sotto una successiva scrittura religiosa, prassi comune nel Medioevo per riciclare e recuperare i fogli di pergamena.

Che cos’é un palinsesto
Conosciamo il termine palinsesto per essere entrato nel linguaggio della televisione e della radio. In questi settori della comunicazione il palinsesto è costituito dall’insieme delle trasmissioni programmate da un’emittente in un periodo di tempo definito: giorno, settimana, mese…
Nel linguaggio dei filologi il termine si riferisce al codice di pergamena su cui, raschiata la prima scrittura, si poteva scrivere un nuovo testo. Esso deriva, infatti, dal greco pálin psestòs (παλιν + ψηστος) che vuol dire raschiato di nuovo. Divenne famoso quando il filologo Angelo Mai (1782-1864) trovò, tra i palinsesti della Biblioteca Vaticana, studi di Frontone e Cicerone, in particolare il De re publica.

Il Palinsesto di Archimede...
Il manoscritto, realizzato a Costantinopoli a metà del X secolo, è tra le prove più rilevanti per la ricostruzione del pensiero scientifico antico. Raccoglieva opere di Archimede (III secolo a.C.), matematico celebre per aver scoperto, tra l’altro, la vite continua e il principio di galleggiamento, oltre che il leggendario specchio ustorio. Dopo il saccheggio della città da parte dei crociati, nel 1204 il volume fu trasferito in un monastero nel deserto della Giudea.
La movimentata vicenda registra una tappa rilevante nel 1229 allorché le pagine vengono raschiate e riutilizzate per un libro di preghiere. A causa dell'alto costo della pergamena, ricavata da pelle di capra, i monaci raschiarono e lavarono le pagine originali per riutilizzarle, sovrascrivendo i testi scientifici con altri di natura religiosa. Questo processo trasformò l’elaborato in un palinsesto, cioè in un vero e proprio “archivio stratificato” nel quale convivono livelli culturali diversi: scienza greca classica e tradizione religiosa medievale.
Un ulteriore salto nel tempo di qualche secolo ci porta agli anni tra il 1899 e il 1906 con lo studio fotografico che ne ha fatto Heiberg e la conseguente legittimazione del valore di questa significativa testimonianza.
Nel XX secolo, infine, il codice risulta disperso e ricompare soltanto negli anni ‘90 sul mercato dell’antiquariato, finché il 29 ottobre 1998 non viene battuto all’asta nella prestigiosa sede di Christie’s a New York.
Sempre negli anni conclusivi del XX secolo le preziose pergamene sono state sottoposte a un lungo lavoro di restauro e recupero. E, intanto, le indagini continuano riportando alla luce anche parti di altre opere antiche: dieci fogli con alcuni scritti di Iperide, oratore ateniese del IV secolo a.C.; sei fogli che riportano un commento alle Categorie di Aristotele.

… e il suo contenuto
Nei suoi 174 fogli di pergamena il palinsesto contiene, come più volte sottolineato, un libro di preghiere e, per quanto concerne Archimede, le seguenti opere: Equilibrio dei piani, Spirali, La misura del cerchio, Sfera e il cilindro, Sui corpi galleggianti, Stomachion, Il Metodo.
Mentre il testo greco delle prime quattro opere è trasmesso anche da altri manoscritti, del trattato Sui corpi galleggianti, prima del ritrovamento del palinsesto, si aveva solo una traduzione latina. Il Metodo era del tutto sconosciuto e dello Stomachion si possedeva solo un frammento in traduzione araba.
Il palinsesto contiene anche altre opere: dieci fogli riferibili alle orazioni Contro Timandro e Contro Dionda di Iperide, oratore ateniese del IV secolo a.C.; sei fogli con un commento alle Categorie di Aristotele (probabilmente una parte del commento Ad Gedalium di Porfirio); quattro fogli di un testo liturgico. Altri dodici fogli, infine, furono prelevati da due libri non ancora identificati.

La rilevanza scientifica del ritrovamento
Molti sono i motivi per ritenere il palinsesto una finestra aperta sulla matematica che ci viene dall’an-tichità e sul metodo scientifico ellenistico. Entrambi questi aspetti mostrano sorprendenti elementi di mo-dernità.
Alcuni testi de Il Metodo, prima della riscoperta dell’importante documento, erano assolutamente sco-nosciuti. In quest’opera Archimede utilizza procedi-menti che anticipano concetti vicini all’integrazione dei nostri giorni, palesando un approccio speri-mentale e quasi “fisico” alla matematica. 
Alla luce di quanto appena affermato, occorre ritenere che il Palinsesto di Archimede è un campo di ricerca in permanente evoluzione. La recente scoperta della pagina 123 testimonia che: il corpus archimedeo trasmesso non è completo; esistono ancora frammenti dispersi; le tecnologie, in permanente evoluzione, possono ancora modificare la nostra conoscenza dei testi antichi.

Archimede tra storia e leggenda
Nonostante non vi siano dati anagrafici certi, tutti gli storici concordano nell’indicare Siracusa come luogo d’origine di Archimede: qui il futuro inventore sarebbe nato attorno al 287 a.C. Il suo percorso accademico segna una tappa fondamentale ad Alessandria d’Egitto dove frequenta Conone di Samo, stimato matematico e astronomo. Studiosi moderni sostengono che egli sia stato tenuto in grande considerazione dal re Gerone II, tiranno di Siracusa, altri sotengono addirittura che sia stato imparentato col monarca. Dell’una e dell’altra ipotesi mancano conferme storiche.
È certo, invece, che egli abbia esercitato un fascino notevole sui suoi contemporanei.
Archimede muore durante il sacco di Siracusa, nel 212 a.C. Tito Livio e Plutarco affermano che un militare romano avrebbe tentato di salvargli la vita, non riuscendovi.
A Siracusa tutt'oggi è visitabile una grotta artificiale che viene considerata la presunta tomba del grande studioso.

Posted

18 Apr 2026

Storia e cultura


Duilio Paiano



Foto dal web



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