"Semmai esisto": Voci ai margini tra ferite, memoria e riscatto (Francesca Misasi)

Una raccolta di racconti che dà voce a donne, bambini e vite invisibili segnate da violenza, povertà e solitudine, trasformando il dolore in coscienza e dignità, fino alla silenziosa ma potente affermazione: “semmai esisto”

Semmai esisto di Francesca Misasi è un libro di racconti che si presenta come un unico corpo narrativo coerente, attraversato dalla stessa domanda sommessa e radicale: come si esiste dopo il dolore, la povertà, la violenza, l’abbandono, l’umiliazione? Non è una raccolta consolatoria, ma un percorso di coscienza che sceglie di guardare negli occhi le vite ferite senza trasformarle in spettacolo, restituendo dignità a chi è rimasto ai margini.








I racconti tra cui Il colore dei ricordi, Storie al femminile, Il silenzio delle donne, Trecento lire, La madre (Il mondo degli esclusi), Il sogno di Anna, Rinascere – compongono un coro di esistenze vulnerabili ma tenaci: donne abusate o annientate nella loro autostima, madri e figlie che lottano contro il senso di colpa, uomini onesti schiacciati dalla corruzione, bambini violati nel luogo più sacro, la fiducia. Misasi non indulge nel patetico: racconta con misura, lasciando che siano le coscienze, più che gli eventi, a emergere in primo piano.

La sua prosa è lineare, classica, leggibile, ma densa di immagini nitide: il mare, la pioggia, le stanze d’ospedale, le strade notturne diventano scenografie interiori più che sfondi descrittivi. È una scrittura che viene dall’esperienza umana e professionale dell’autrice: laureata in Pedagogia, già insegnante e dirigente scolastica, poeta e narratrice pluripremiata, attiva nella critica letteraria e nell’ambito delle antologie e dei progetti culturali, Misasi porta nel libro uno sguardo pedagogico nel senso più alto del termine: accogliere, ascoltare, accompagnare.
I personaggi non sono simboli astratti ma persone riconoscibili, fragili, spesso sull’orlo della resa. Eppure, in ciascun racconto esiste una soglia: un gesto, una memoria, un incontro, una parola che apre uno spiraglio. L’autrice sembra suggerire che la redenzione non è cancellazione del dolore, ma possibilità di trasformarlo in coscienza, e di lì in responsabilità verso se stessi e gli altri.




Il titolo Semmai esisto diventa così un’affermazione in bilico: non tanto il dubbio di essere, quanto il diritto di poter dire “io ci sono”, anche dopo essere stati ignorati, usati, scartati.

La prefazione di Mauro P. P. Montacchiesi – accademico, poeta, scrittore, saggista e critico d’arte e di letteratura – offre una chiave di lettura colta ed estremamente aderente al testo. Egli individua nel libro un “filo rosso” che lega resilienza, memoria, fragilità e tensione etica, accostando per affinità di clima interiore alcuni riferimenti alla grande tradizione novecentesca, senza mai schiacciare la voce dell’autrice sotto il peso del confronto. La sua introduzione mette in luce la natura “civile” di queste pagine: racconti che non sono solo narrazione, ma atti di responsabilità verso chi non ha voce, e che trasformano la letteratura in un luogo di prossimità umana, non di mera rappresentazione del dolore.
Nel complesso, Semmai esisto è un’opera che si colloca con naturalezza in quella linea narrativa che crede ancora nella funzione umanistica della parola. Un libro che si legge rapidamente ma resta a lungo, perché chiede al lettore non solo di commuoversi, ma di riconoscere, dietro ogni storia, una domanda silenziosa: quante esistenze, intorno a noi, aspettano ancora di poter dire il proprio “semmai esisto”?

Posted

10 Nov 2025

Pubblicazioni Oceano Edizioni


Redazione



Foto di Francesca Misasi



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